Una riflessione sul voto a M5S

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Molti cittadini hanno votato il Movimento Cinque Stelle per chiedere un cambiamento, anche legato al ritardo con cui il sistema politico e i partiti si sono rinnovati. C’è stata una generalizzazione per cui è sparito il principio di responsabilità e non è stato più distinto chi ha fatto alcune cose da chi ne ha fatte altre. Il sistema politico è stato guardato nel suo complesso per cui si è stati definiti tutti uguali. In realtà non siamo tutti uguali e non abbiamo neanche avuto tutti le stesse responsabilità.
Sul Partito Democratico e sul centrosinistra sono state caricate delle responsabilità che non abbiamo.
Noi non abbiamo governato negli ultimi cinque anni; solo nell’ultima fase abbiamo sostenuto un governo d’emergenza ma non era il nostro governo. Negli ultimi 10 anni, siamo stati al governo solo un anno e mezzo.
 
 

Basta fagocitare la rabbia della gente contro chi si occupa della cosa pubblica

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La vicenda delle impiegate della Regione Umbria uccise è un tragico insegnamento rispetto al fatto che forse bisogna smetterla di fagocitare la rabbia contro chiunque si occupi della cosa pubblica. Anche in queste settimane abbiamo sentito additare come nemici oltre ai politici anche i dipendenti pubblici, mentre molti di loro svolgono il proprio lavoro con scrupolo e con spirito di servizio.
Occorre fare più attenzione per non creare il cortocircuito tra la grave situazione del Paese, la pubblica amministrazione che funziona peggio di come dovrebbe e l’accanimento contro i dipendenti pubblici e contro chiunque rappresenti il settore pubblico perché continuare ad indicare alle persone una generica responsabilità e un generico capro espiatorio poi - quando si ha a che fare con soggetti che, anche a causa della sofferenza, sono ridotti in stati psichici problematici - può dare luogo a episodi drammatici come questo. Quando ci sono rabbia e disperazione bisognare stare attenti a come le si affrontano e ai toni che si usano. In questo senso, è bene riflettere anche sui toni utilizzati dal linguaggio della politica.
 

A proposito dei referendum

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Riflessione di Franco Mirabelli a proposito dei referendum per l'abrogazione della Riforma del Lavoro pubblicata da Europa e PaneAcqua.
Si possono fare due scelte: quella di assumersi la responsabilità di governare il Paese in un momento così difficile per cambiare davvero e dare risposte ai problemi reali delle persone o quella di accarezzare il pelo ad ogni rivendicazione giusta o sbagliata che sia scegliendo la strada semplice della propaganda, di scaricare su altri la responsabilità, di non preoccuparsi di dare risposte vere ai problemi ma accontentarsi di cavalcarli. Sono due strade inconciliabili.
Chi sceglie la prima lavora per il futuro e il cambiamento.
Chi sceglie la seconda, alla fine, appare orientato a conservare ciò che c'è, a difendere l'esistente che invece va cambiato, nella direzione giusta dell'equità, del lavoro, della giustizia sociale, ma, proprio per garantire questi principi va cambiato. Promuovere un referendum per abrogare la riforma del mercato del lavoro non coglie la necessità di intervenire anche su quel versante facendo i conti con la complessità dei problemi e il bisogno di modernizzare proprio per garantire chi oggi di garanzie non ne ha. Ci si limita a proporre di cancellare (non di modificarla) la riforma quasi a negare che servano politiche del lavoro per dare più stabilità a chi non ce l'ha, più ammortizzatori a chi non ne ha ecc.. Se si vuole giustamente difendere lo Statuto dei Lavoratori bisogna farsi carico dei problemi aperti non ignorarli, proporre modifiche non negare la necessità della riforma.
Se no il centrosinistra rischia di ridare fiato a chi ci presenta come conservatori, incapaci di proporre riforme vere, orientati a difendere solo i diritti di chi è oggi giustamente già garantito.
Su questo punto non credo ci possano o ci debbano essere ambiguità. Il PD si candida al governo per cambiare il Paese e fare le riforme che servono per il lavoro e per i giovani, perchè ci siano più equità e più giustizia, per costruire una Italia moderna a partire da un progetto per l'Italia nell'interesse di tutti e non solo di una parte. Forse è questo il punto da cui partire per costruire le alleanze in vista delle prossime elezioni. Ci dobbiamo candidare con chi condivide questo impegno se vogliamo essere credibili. Per questo la scelta di SEL di promuovere i referendum crea un problema molto difficile da risolvere.
Articolo ripreso anche da WelfareLombardiaWelfareNetworkLogosNews Lodiedintorni.