Incontri Riformisti 2017

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Intervento svolto alla tavola rotonda conclusiva degli Incontri Riformisti 2017.

In questi anni, stando al governo, abbiamo vissuto nel partito un rapporto molto difficile, con una minoranza interna al PD che, oggettivamente, ha mirato più a delegittimare il gruppo dirigente che a confrontarsi sulle idee.
La minoranza interna ha indebolito il partito durante una delle battaglie fondamentali come quella del referendum costituzionale, ha preparato per tempo la scissione e oggi lavora da fuori per costruire un processo politico che si fonda sul delegittimare il PD e la sua leadership.
Questa riflessione, a mio avviso, dovrebbe farla anche Pisapia perché mi pare evidente che i tempi della scissione sono stati scelti esattamente per far fallire il progetto che l’ex sindaco di Milano stava costruendo. Pisapia, infatti, voleva avere un rapporto positivo con il Partito Democratico e la sinistra riformista e questo ha infastidito quel processo che D’Alema e altri volevano di rottura col PD e di delegittimazione del suo leader.
Sono consapevole del fatto che questo ha lasciato dei segni anche all’interno della nostra discussione.
Tuttavia, questa esperienza non ci deve far rinunciare a pensare che il pluralismo all’interno del PD sia una ricchezza, che sicuramente si deve esprimere correttamente e va governato ma non può essere messo in discussione.

Ambiente, Demografia, Sud

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Intervento svolto agli Incontri Riformisti a Tartano (video).

Ci sono alcune tematiche che occorre approfondire. Innanzitutto vi è una questione ambientale che comprende la difesa e la salvaguardia del territorio ma anche la salvaguardia delle risorse.
Su questo tema la politica si è attivata in questi anni, forse in maniera insufficiente, ma alcuni risultati sono stati raggiunti, come la Direttiva Europa 2020, l’Accordo di Parigi Cop21 e su questo l’Italia può essere orgogliosa perché ha già raggiunto tutti gli obiettivi rispetto alla produzione dell’energia con fonti rinnovabili e rispetto alla riduzione delle emissioni. Abbiamo fatto, quindi, un lavoro importante e su questo tema c’è poi una percezione e una riflessione anche da parte della politica mondiale, al di là di Trump.
Un altro elemento da approfondire è quello demografico che, a mio avviso, sarà il grande tema del futuro e su cui si determinerà il futuro dell’umanità, e non può essere tradotto soltanto nella difesa dei confini.
Il Ministro dell’Interno, quando è venuto a relazionare in Parlamento, ha detto qualcosa che secondo me deve spingere la politica a ragionare e a progettarsi. Il Ministro, infatti, ha detto che ormai la vera frontiera per l’Europa non è più Lampedusa ma è il confine meridionale della Libia perché oltre c’è uno sviluppo demografico assolutamente non governato che rischia di produrre davvero conseguenze gravissime nei prossimi anni e l’atteggiamento che ha la comunità internazionale di derubricare questa questione può creare un grande problema.

Cambiare i regolamenti parlamentari

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Intervento agli Incontri Riformisti a Tartano (video).

Non possiamo e non dobbiamo abbandonare il fronte delle riforme costituzionali e nei prossimi mesi dovremo capire come rilanciarle perché sono necessarie per il Paese. Già in questa legislatura, però, è possibile modificare i regolamenti parlamentari per fare in modo che le due Camere funzionino meglio, con maggiori garanzie per le minoranze ma anche maggiori possibilità per il Governo e la maggioranza di portare avanti i progetti che ritengono prioritari. Luigi Zanda ha già posto la questione e credo che su questo sia possibile fare un primo passo per poi rilanciare il tema più ampio delle riforme.

Tante ragioni per un Sì al referendum costituzionale

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Intervento svolto all'incontro "Tante ragioni per un sì" organizzato dall'Associazione Democratici per Milano.

Vorrei fare qualche considerazioni in merito all’incontro organizzato da Associazione Democratici per Milano (video del convegno). Si tratta di una iniziativa importante perché racconta che la riforma costituzionale e, quindi, anche il referendum del 4 dicembre sono importanti per il Paese ma a Milano assumono un valore particolare perché qui c’è un maggior bisogno di istituzioni che funzionino meglio, che siano meno burocratiche e che diano risposte più veloci ai diversi mondi che hanno bisogno di risposte dalla politica.
Non è un caso che siano presenti il Ministro Franceschini, rappresentante del Governo, che ha promosso e proposto questa riforma costituzionale, e due milanesi importanti che rappresentano il mondo dell’impresa, come Gabriele Albertini, e Don Gino Rigoldi che rappresenta l’impegno sociale.
Avere sullo stesso palco queste persone credo che dimostri plasticamente il fatto che questa è una riforma di cui ha bisogno tutto il Paese: non è una riforma di qualche lobby o dei poteri forti. Questa è una riforma di cui ha bisogno il Paese perché in tanti necessitano di risposte più rapide.