Dobbiamo metterci a disposizione del Paese e ascoltare

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Intervento all’incontro nazionale di AreaDem a Cortona (Video dell’intervento).

Credo che la discussione di questi giorni sia stata importante.
Ho ascoltato molte cose che condivido, tra cui il percorso indicato nella relazione di Marina Sereni e l’analisi del prof. Magatti e di Piero Fassino sulle ragioni della sconfitta elettorale.
Ho trovato grande sintonia anche rispetto alle agende illustrate da Gentiloni e Martina.
Voglio provare a dire alcune cose perché vorrei che nel prossimo congresso, che spero si faccia presto, si prendano le decisioni giuste, si traggano le conseguenze delle analisi che abbiamo sentito e si metta in positivo una riflessione che abbiamo fatto in questi giorni a Cortona e anche in altre sedi.
Dobbiamo cominciare a dire in positivo cosa non va ma anche cosa dobbiamo fare e penso che questo sia il compito delle piattaforme che verranno presentate al congresso.

Il Governo Lega-M5S e il ruolo del PD

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Lo scambio della campanella tra Gentiloni e Conte è stato un momento triste, anche perché penso che abbiamo consegnato un Paese migliore, dopo 5 anni di Governi guidati dal PD.
Il Paese è migliorato da tanti punti di vista, tutti i dati economici lo confermano e abbiamo fatto riforme importanti, molte delle quali non hanno ancora avuto una ricaduta concreta sulla vita delle persone ma nei prossimi anni dimostreranno di esser state efficaci e utili per l’Italia.
In questi anni abbiamo messo in campo diverse squadre di Governo che hanno saputo dedicarsi al Paese.
Non è stato solo un problema di comunicazione ciò che ci ha impedito di veder valorizzato tutto il lavoro che abbiamo fatto.
Abbiamo presentato tutte le riforme realizzate come qualcosa che potesse avere una sorta di valore risolutivo per tutti i problemi dell’Italia mentre, invece, i cittadini ancora non avevano visto le ricadute concrete di ciò che era stato fatto e dei dati macroeconomici positivi.

Con Renzi per rilanciare il progetto riformista di centrosinistra e guardare al futuro

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Il congresso del PD deve diventare un’opportunità per il partito, ma può diventarla anche per il Paese.
Dopo la sconfitta nel referendum costituzionale e la dolorosa fuoriuscita di alcuni, si tratta per noi di resistere alla tentazione di trasformare la discussione in una semplice conta interna con la testa rivolta indietro e impegnarci a guardare avanti e immaginare il futuro che vogliamo per questo Paese. Sia chiaro, le difficoltà di oggi non devono e non possono farci abbandonare una scelta: quella di sostenere un necessario progetto riformista vero e profondo di cambiamento della politica italiana, di valorizzazione dei talenti del Paese e di ricostruzione di un rapporto, ormai logoro, di fiducia tra i cittadini e le istituzioni. L'idea che Matteo Renzi ha rappresentato e rappresenta, che ha segnato positivamente i mille giorni del suo Governo e continua a essere il cuore del Governo Gentiloni, resta valida: è l'unica in campo che può dare prospettive ai giovani e all'Italia.
La sconfitta della Riforma Costituzionale non può essere sottovalutata, quella proposta di modernizzazione del Paese era, e deve restare, il cuore del nostro progetto. Ma, al tempo stesso, dobbiamo superare le timidezze che ci impediscono di valorizzare le tante cose importanti fatte dai nostri Governi in campo economico, sociale, sul terreno dei diritti e del funzionamento della Pubblica Amministrazione.

L’Italia può cambiare davvero

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L’incontro “Lombardi protagonisti del cambiamento” è un’occasione importante per dirci delle cose dopo un anno di Governo Renzi e dopo che abbiamo iniziato a fare ciò che fino ad un anno fa sembrava impensabile in questo Paese: stiamo dimostrando che l’Italia può cambiare davvero e può cambiare la politica, sia nel modo di rapportarsi ai cittadini che nel modo di funzionare. Questo è ciò che raccontano i percorsi sulle riforme istituzionali, che sono decisive se si vuole davvero ricostruire quella credibilità delle istituzioni, della democrazia e della politica, così come ci siamo proposti di fare al congresso prima e poi in questi anni.
Oggi abbiamo alle spalle interventi importanti come la Legge di Stabilità, il Jobs Act e misure che sono utili ad intercettare la ripresa economica. Inoltre, abbiamo portato a termine altre riforme importanti come quella riguardante i reati ambientali o le politiche sul tema della casa e ora stiamo concludendo quelle della Pubblica Amministrazione, sui diritti civili e la Rai.
Abbiamo dimostrato e stiamo continuando a dimostrare che si può cambiare davvero in questo Paese e che è cambiata la politica. Sono cambiati i riti ed è cambiato il rapporto con la democrazia: finalmente, anche in Italia, è possibile costruire una politica che decide, che si assume la responsabilità di governare e non la delega a nessuno di fronte alle difficoltà.
Per troppi anni, anche in questa Regione e in questa città, di fronte alle difficoltà e di fronte alla crisi del rapporto tra i cittadini e i partiti o tra i cittadini e i politica, abbiamo delegato ad altri (ai tecnici, alla società civile) una responsabilità che oggi torna ad essere della politica e di chi ha il compito di fare e di governare la cosa pubblica.
Oggi siamo di fronte a dei dati economici positivi e questo può aiutare a ridare fiducia al Paese sapendo, però, che la politica sta cambiando e che da alcune delle cose realizzate in questi anni non si potrà tornare indietro.