Lotta alle mafie in Lombardia

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La Lombardia è un territorio in cui la criminalità organizzata non solo opera ma si è radicata. Le decine di inchieste che hanno riguardato molti territori lombardi, da Milano a Como fino a Mantova, raccontano di organizzazioni che cercano di insediarsi nell’economia e di occupare ogni spazio che può portare guadagni utilizzando i proventi dei traffici illeciti a partire da quello della droga, per entrare in aziende, concorrere agli appalti, gestire gioco illegale, esercizi commerciali, compro oro, false fatturazioni ecc.. Ma non c’è solo questo. C’è la capacità di insediarsi sul territorio, di controllarlo, di condizionarlo, spesso cercando di non utilizzare metodi violenti o intimidatori per non attirare l’attenzione ma, altrettanto spesso utilizzando ricatti, intimidazioni, corruzione per ottenere omertà e potere. Da Sedriano, primo comune lombardo sciolto per mafia, a Cantù, da Viadana alla masseria di Cisliano, sono davvero tante le conferme di una presenza silente ma invasiva delle mafie in Lombardia.
Non è un caso se siamo la 4 regione italiana per la presenza di beni confiscati.

Congresso sulle ragioni della sconfitta e su come ripartire

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Intervento a SkyTg24.

Sicuramente dovremo ridiscutere alcune regole, a partire dal fatto che il candidato premier debba coincidere con il Segretario. Oggi, infatti, non mi pare che la questione si ponga dato che abbiamo un sistema elettorale proporzionale. Penso, quindi, che il Segretario debba avere un’altra funzione. Penso anche che continuare a eleggere il Segretario con il consenso dei cittadini sia una cosa utile e importante. Il vero tema, però, è se il congresso diventa una guerra civile o se facciamo una discussione seria sulle ragioni della sconfitta e su come possiamo ripartire, senza mettere nessuno sul banco degli imputati ma discutendo di quello che dobbiamo fare.

La 194 è una legge di civiltà

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La 194 è una legge di civiltà.
Una legge voluta dalle donne di questo Paese, che si sono battute per questo.
Una legge confermata dagli italiani con un referendum.
Una legge che rappresenta e ha rappresentato in questo Paese un salto di qualità nella battaglia per i diritti civili e forse è proprio per questo che, in questa fase in cui sembra prevalere l’oscurantismo delle destre, si cerca di mettere in discussione questa legge simbolo. Proprio come si cerca di mettere in discussione e si vuole far tornare indietro il Paese su molte altre libertà e molti altri diritti civili.
Sono sicuro che le donne si ribelleranno di fronte a qualsiasi eventualità di mettere in discussione la legge 194 e noi saremo con loro.

Abbiamo il compito di aprirci e metterci al servizio del Paese

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Intervento svolto ad un incontro a Baggio (video).

Il 4 marzo abbiamo subito una sconfitta pesante e dobbiamo ricostruire un rapporto sentimentale con i cittadini, in quartieri popolari dove evidentemente non siamo riusciti rappresentare le istanze delle persone più in difficoltà, come avremmo voluto e dovuto.
Mi pare importante la presenza, esserci, parlare con i cittadini, guardare le persone negli occhi, ascoltare i problemi e provare a rispondere.
Credo che si debba ripartire da questo, dal rapporto diretto con i cittadini.
Dobbiamo avere la consapevolezza che serve rilanciare il PD e questo può avvenire in nome dell’unità che è stata invocata dai partecipanti alla manifestazione in Piazza del Popolo. Unità non significa non discutere e non confrontarsi ma vuol dire far prevalere l’interesse comune in questo momento.