Piano casa senza il numero legale

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Il piano lombardo per il rilancio dell’edilizia subisce un’imprevista battuta d’arresto, dovuta a qualche oscuro problema all’interno della maggioranza. I fatti: il piano era iscritto giovedì all’ordine del giorno della commissione Territorio, blindato rispetto alle richieste di dialogo da parte dell’opposizione. L’impegno dichiarato a più riprese e in modo inequivocabile da parte di Formigoni era di approvarlo la prossima settimana, dunque il passaggio in commissione giovedì era, per i tempi tecnici, l’unica chance. Ma qualcosa è andato storto e all’appuntamento in commissione la maggioranza non c’era. Impossibile spiegare le defezioni come un incidente di percorso, perché la posta in gioco era assolutamente chiara a tutti. Ma cosa abbia causato i dissapori nella maggioranza, se contrasti sul piano stesso o schermaglie unicamente politiche, non è trapelato.

Il fatto chiaro è il rinvio della discussione in commissione, che il suo presidente Giovanni Bordoni, del PDL, ha prudentemente convocato tre giorni di seguito, a partire da lunedì, sperando che si trovi nel frattempo la soluzione. La maggioranza ha anche ritirato i propri emendamenti, ma tutto questo non basta a permettere l’approvazione nella prossima seduta di Consiglio, il cui ordine del giorno è già stato diffuso e, ovviamente, non prevede il piano in questione.

“Il piano presentato come urgentissimo e straordinariamente importante – dichiara Giuseppe Adamoli - non riesce a coagulare su di sé il consenso di una coalizione sempre divisa sui temi della normativa e dell’organizzazione urbanistica. Noi siamo prontissimi, con i nostri emendamenti già presentati alcuni giorni fa, a fare interamente la nostra parte per il rilancio dell’edilizia nel rispetto dei valori ambientali e architettonici della nostra regione”. La posizione del PD è ribadita da Franco Mirabelli: “Consideriamo giusto introdurre la possibilità per i proprietari di casa di ampliare o ricostruire la propria abitazione perché condividiamo gli obiettivi di riattivare il settore edile, di dare lavoro e migliorare l’efficienza energetica degli edifici. È chiaro però che senza l’esclusione di parchi e centri storici questa legge non avrà il nostro voto”.

Piano casa rinviato, ma l’emergenza continua...

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Dopo l’annuncio a inizio settimana di un piano casa già pronto e confezionato, la Giunta regionale ha deciso di rinviare l’approvazione in Giunta alla prossima seduta del 3 giugno. Un rinvio, dopo la dichiarazione di Formigoni e dell’assessore leghista Davide Boni di voler anticipare in Lombardia il piano governativo, anch’esso rinviato più volte negli ultimi mesi, che si sarebbe scontrato con le frizioni interne al centrodestra.

Franco Mirabelli, ancora una volta, solleva alcune perplessità: “In attesa di vedere un testo definitivo – dichiara - sottolineiamo due cose: non abbiamo nulla in contrario a provvedimenti che permettano di rilanciare attività economiche tanto importanti come il settore dell’edilizia, a patto che non si produca ulteriore consumo di suolo e si incentivi l’adeguamento delle costruzioni esistenti e future alle più moderne tecniche di risparmio e di efficienza energetica. Secondo, insistiamo sulla necessità di non prendere in giro le tante persone che chiedono alla Regione e al Governo di garantire abitazioni a costi accessibili. Ci auguriamo - conclude - che la Giunta apra sul tema della casa un confronto serio con i soggetti interessati per produrre un provvedimento utile ed efficace e per sanare le inefficienze e le mancanze della Regione nei confronti dell’emergenza abitativa”.

Expo: bene gli Stati Generali, anche se tardivi

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Nei giorni scorsi è stato annunciato dal Presidente della Regione Lombardia che entro l’estate “saranno convocati gli Stati generali dell’Expo, con l’intento di ascoltare tutti e tutto” e con la speranza di uscire, forse, dopo un anno tormentato da lotte di potere e di stipendi, dallo stato di stallo in cui si è finiti.

La possibilità seria di discutere e far discutere i cittadini sui temi dell’Expo, dalle infrastrutture all’alimentazione (visto che ‘Nutrire il Pianeta’ ne è il tema principale), è accolta positivamente dal Pd regionale.

“Da un anno - dichiara Franco Mirabelli - sosteniamo la necessità di creare una sede in cui tutti i soggetti lombardi, dalle amministrazioni locali, alle associazioni economiche, a quelle dei cittadini e dei lavoratori, possano contribuire alla costruzione dell’appuntamento dell’Expo. Si tratta per noi di fare dell’esposizione universale un grande evento che valorizzi tutte le risorse dei lombardi e sia di tutti e per tutti. Per questo giudichiamo molto positiva la proposta, sia pur tardiva, di convocare, con questo obiettivo, gli Stati Generali per l’Expo”. Dopo le allarmanti voci di tagli alle infrastrutture da parte del Governo, la Regione si pone il problema di assumere l’iniziativa e prende atto delle secche in cui il sindaco Moratti, pensando di riservare a pochi la discussione sul da farsi e non riuscendo a governare i conflitti di potere che sono aperti, sta facendo precipitare l’Expo.

“Occorre scongiurare il rischio di pregiudicare la riuscita della manifestazione - conclude Mirabelli - danneggiando tutti e facendo perdere ai milanesi e ai lombardi una straordinaria opportunità”.

Ma quale piano casa!

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In Lombardia, per la casa, sul terreno dell’aiuto alle famiglie si sta facendo addirittura meno di ciò che si è fatto prima della crisi. Nell’ultimo bando per accedere al fondo sostegno affitti le richieste erano passate da 65mila a 70mila e si riferivano ad una fase precedente alla concretizzazione degli effetti della crisi: è quindi probabile che a giugno le richieste aumenteranno ancora in modo significativo. A fronte di queste previsioni i finanziamenti statali e regionali diminuiranno, passando da 69 milioni a 60 senza che la regione abbia mantenuto l’impegno di raddoppiare la propria quota di contributo, che è passata da 14,5 milioni a 19. Significativo è il fatto che il Presidente lombardo sia riuscito a definire geniale il ‘piano casa’ del Governo il giorno stesso in cui veniva ritirato per le proteste delle Regioni, che sarebbero state esautorate con decreto di una competenza che la Costituzione assegna loro. La Lombardia, ovviamente, ha plaudito allo stop e al ripensamento, e poi ancora all’accordo trovato con le Regioni. Sappiamo dal Presidente che il piano non comporterà scempi, perché tutto sarà fatto in ottemperanza del Piano territoriale regionale - che ancora non esiste – e sarà privilegiata la conversione degli edifici già presenti rispetto alla costruzione ex novo in aree non occupate. Peccato che un mese fa la Regione abbia approvato una modifica alla legge urbanistica che prevede la costruzione sulle aree destinate a verde e a parcheggi, nonostante il PD chiedesse di privilegiare il recupero a fini abitativi delle aree dismesse.

In questa politica gassosa e mediatica è bene fare alcune puntualizzazioni. “Il piano edilizia è tutto meno che un piano casa – spiega Franco Mirabelli -. È una misura per sostenere le aziende edili di fronte alla crisi e che consente ai proprietari di casa, se hanno risorse a disposizione, di ampliarla. Ma un Piano Casa deve servire ad affrontare il problema di tante famiglie che casa non hanno, che faticano a pagare l’affitto, che non riescono a pagare il mutuo. Su tutto ciò non c’è nulla. Non ci sono stanziamenti per l’edilizia sociale e per sostenere gli affitti e non si capisce dove siano finiti i 550 milioni di euro stanziati per la Casa dal governo Prodi, che continuano a non essere utilizzati. La Regione, anziché assecondare tutto ciò che fa il Governo, dovrebbe battere i pugni sul tavolo e rivendicare maggiori risorse dallo Stato per far fronte alle difficoltà reali dei cittadini”.