Stazione di Rho: la Regione intervenga per riattivare la fermata in città

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La Regione faccia quanto è in proprio potere per far ripristinare la fermata di Rho: è questa la richiesta del PD della Lombardia, contenuta in un’interrogazione depositata in data 15 giugno in Consiglio Regionale. Preso atto dell’ormai netto peggioramento del servizio ferroviario regionale, il documento, predisposto su iniziativa di Franco Mirabelli, chiede espressamente alla Giunta di riunire in un incontro i soggetti interessati, cioè Trenitalia e Regione Piemonte, con l’obiettivo di ripristinare la fermata Rho- Città che, con l’entrata in vigore dell’orario estivo è stata soppressa su trenta treni della linea interregionale Torino- Milano, a favore della nuova fermata Rho-Fiera, troppo distante e scomoda per i rhodensi. Nell’interrogazione si evidenzia inoltre l’assenza dei nuovi servizi promessi, come il mancato potenziamento delle linee S. Insomma, scelte che, secondo Francesco Prina, “anziché potenziare il servizio ferroviario quale importante mezzo di trasporto pubblico collettivo alternativo all’automobile e favorire il decongestionamento del traffico urbano nell’interland milanese, riduce l’offerta penalizzando il servizio a scapito dei pendolari”. “Il nuovo orario ferroviario - conclude Mirabelli - anziché risolvere le numerose questioni aperte ne aggiunge un’altra, sopprimendo una stazione utilizzata da moltissimi pendolari che ora, volendo arrivare in Centrale, dovranno andare a prendere il treno alla fermata di Rho-Fiera”.

PSICHIATRIA E SICUREZZA: CONTRO LE VIOLAZIONI DEI DIRITTI DELLE PERSONE ASSISTITE DAI SERVIZI

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INTERROGAZIONE URGENTE 
I sottoscritti Consiglieri 
premesso che
in data 4 novembre 2008, tra il Comune di Milano, le Aziende Ospedaliere Fetebenefratelli Oftalmico, Niguarda Ca’ Granda, Luigi Sacco, San Carlo Borromeo, San Paolo, Fondazione Ospedale Maggiore Policlinico Mangiagalli Regina Elena, la Polizia di Stato, l’Arma dei Carabinieri, la Polizia Locale di Milano, è stato sottoscritto un Accordo per l’istituzione di un “Tavolo di prevenzione della pericolosità sociale” allo scopo di fissare linee strategiche e di indirizzo delle azioni da intraprendere in ordine alle problematicità connesse con le urgenze/emergenze psichiatriche o da alterazioni comportamentali sostenute dall’uso di sostanze potenzialmente foriere di pericolosità sociale;
all’interno dell’Accordo di cui sopra si fa riferimento alla cabina di regia composta da Assessorato alla Salute del Comune di Milano e Assessorato alla Sanità della Regione Lombardia all’interno dell’iniziativa “Milano Salute Expo 2015”, che, tra le diverse aree strategiche, ha previsto lo sviluppo di sinergie nell’ambito della prevenzione dei comportamenti a rischio;

Migliorare la legge sui parchi

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In queste settimane, nella commissione ambiente del Senato, si sta discutendo delle proposte di modifica della legge sulle aree protette presentate da diversi gruppi. Su richiesta del PD abbiamo ottenuto che questi disegni di legge si possano discutere con la procedura d'urgenza che, in tempi brevi, dovrebbe garantire l'approvazione dei miglioramenti proposti. Infatti e' opinione unanime che lo scopo di questa discussione sia quello di sistemare alcuni punti della norma, senza stravolgere una legge che ha consentito da quando e' entrata in vigore nel 1991 di ottenere risultati importanti per il Paese. Da allora, infatti, le aree protette in Italia si sono moltiplicate passando dal 3 all'11 per cento del territorio nazionale, sono in ulteriore espansione e godono di finanziamenti stabili che, per quanto riguarda i 23 parchi nazionali, garantiscono il funzionamento e la realizzazione di progetti che valorizzano e sostengono la biodiversità (quest'anno per quei progetti sono stati stanziati due milioni e settecentocinquanta la euro). Si tratta quindi di aggiornare una buona legge in alcune sue parti. Primo per rivedere la governance dei parchi riducendo i costi dei consigli direttivi, coinvolgendo i territori nella scelta dei presidenti, garantendo un ruolo sempre più forte delle associazioni e degli enti locali nella direzione dei parchi e lasciando che siano i presidenti a nominare i direttori. Secondo, e questo e' il primo terreno che interessa anche i parchi regionali, si tratta di stabilire norme più chiare per la tutela delle aree protette, in particolare per ciò che riguarda le aree attigue ai parchi che spesso sono state governate in modo separato, senza tenere conto delle aree protette stesse e spesso creando problemi; dare più ruolo agli enti parco nella definizione anche delle scelte relative alle aree attigue può essere una soluzione.