Alla maggioranza non interessa governare ma fare propaganda

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Intervento a Radio Lombardia.

Insieme a Romeo della Lega, sono il firmatario dell’emendamento che ha consentito lo stanziamento delle risorse per il prolungamento della linea 5 della metropolitana da Milano e Monza. Il Movimento 5 Stelle si è aggiunto soltanto alla fine. Rivendico il fatto che è stata una scelta bipartisan molto richiesta da tutta la società milanese. Gli esponenti di M5S, anche milanesi e lombardi, avevano posto diverse resistenze su quest’opera; sono contento che siano state superate ma ora non si attribuiscano meriti eccessivi.

Ad oggi non si capisce quali siano le linee politiche di M5S, al di là di generici richiami ad uno sviluppo diverso. Non chiariscono le cose che stanno facendo o che vogliono fare.
I ritardi dei treni, sia pendolari che di alta velocità, sono legati al fatto che si sono tagliati in maniera significativa i fondi per i trasporti perché, in un momento di ristrettezze economiche, si è fatta una scelta di bilancio che prevede di concentrare tutti i soldi sulle due bandiere di Lega (quota 100) e M5S (reddito di cittadinanza). Questo comporta il fatto che ci sono meno risorse disponibili e, quindi, si possono fare meno manutenzioni sui treni, che di conseguenza si rompono più spesso e, dunque, i ritardi significativi si moltiplicano. Non è casuale e, purtroppo, questo rischierà di accadere anche di più in futuro.

Contrapporre le grandi opere alla sicurezza è una falsità, soprattutto in riferimento alla TAV. Non è vero, infatti, che non fare la TAV significherebbe avere a disposizione più risorse da investire perché gran parte della TAV è finanziata dalla Comunità Europea e quei soldi non arriverebbero per fare altre cose.
Inoltre, sappiamo benissimo che se interrompessimo la costruzione di quell’opera butteremmo via parecchi miliardi che sono stati utilizzati per iniziarla ma dovremmo anche sborsare altrettanti soldi per risarcire l’Europa e pagare le penali agli appaltatori, per cui ci costerebbe moltissimo.
Il tema della TAV è anche togliere dalle strade le merci che oggi vanno su gomma e rendere più semplice e più rapido il trasporto di merci in Europa. Il progetto è di molti anni fa ma le geografia non è cambiata. C’è poi un concetto sbagliato in ciò che dice M5S ed è l’idea che chi arriva al Governo dopo una forza politica diversa deve per cambiare le cose. Se il PD, dopo la vittoria di Pisapia a Milano, avesse deciso che l’Expo non lo voleva fare e lo avesse interrotto o che il progetto di riqualificazione dell’area Garibaldi – Repubblica non andava bene e si doveva fermare, oggi che Milano sarebbe? Credo che bisogna ragionare guardando all’interesse del Paese e non sollevare ciascuno la propria bandierina ideologica, perché si avvicinano le elezioni.

Oggi, il Governo non sta governando perché alla maggioranza non interessa governare ma fare propaganda e, quindi, piazzare le bandierine. Fino ad oggi il tema è stato quello di portare a casa le proprie bandierine e il costo di tutto questo lo pagheremo a caro prezzo, con i 23 miliardi da trovare il prossimo anno per evitare l’aumento dell’IVA.
Anche volendo fare le cose in fretta, come dice M5S, per aiutare i poveri sarebbe stato più utile utilizzare il reddito di inclusione, che era già operativo e bastava potenziarlo con un aumento di risorse e dei beneficiari. Non lo si è fatto perché si è voluto piazzare la bandierina del reddito di cittadinanza.
Allo stesso modo sulle pensioni, oggi sappiamo che i giovani rischiano di non avere una pensione adeguata ma si scegli però di fare un’operazione molto costosa per mandare in pensione prima poche migliaia di persone in età prossima alla pensione.
Il Governo trova gli accordi per portare avanti una volta una bandierina della Lega e una volta di M5S, potrà sicuramente andare avanti ma prima o poi il Paese crolla.


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