Più forze dell'ordine per presidiare Rogoredo

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Nei giorni scorsi mi ero recato a fare un sopralluogo nel cosiddetto “bosco della droga” di Rogoredo, ho posto un’interrogazione al Ministro degli Interni in cui si chiede di dare una mano per completare l’opera di bonifica e di sistemazione dell’area.
Siamo ormai arrivati a un ultimo tratto nell’area di Porto di Mare sporco e in cui si nasconde lo spaccio.
È evidente che adesso, per ripulire quell’area da macerie, sporcizia e arbusti serve una presenza consistente delle forze dell’ordine in modo permanente, che non può essere soltanto quella attuale.

Intervista di Radio Lombardia»

Il boschetto di Rogoredo

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Con l’assessore Maran e il capogruppo PD in Consiglio Comunale a Milano Filippo Barberis siamo stati a Rogoredo.
Guidati dai responsabili di Italia Nostra abbiamo attraversato il tremendo “boschetto della droga di Rogoredo”.
Centinaia di disperati in fila tra rifiuti di ogni tipo aspettano gli spacciatori, un quadro terrificante.
I volontari di Italia Nostra hanno ripulito gran parte dell’area di Porto di Mare, riconquistandola alla legalità, creando le condizioni perché cittadini e legalità possano rioccupare quel parco.
Domenica scorsa, ad esempio, è stata inaugurata una pista di mountain bike.
Ma la piazza di spaccio è rimasta, nascosta in una zona non ancora disboscata.
Non si può tollerare una realtà così per tante ragioni: non c’è solo una situazione inaccettabile per la presenza di bande di spacciatori che controllano quel territorio, c’è la realtà di centinaia di persone abbandonate a se stesse che hanno bisogno di aiuto e certo non lo possono trovare in quel luogo fuori dal mondo e c’è un problema di sicurezza che sta sempre più condizionando la vita del quartiere e della stazione di Rogoredo.

Il decreto sicurezza è propagandistico

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Intervento a SkyTg24.

Nel cosiddetto “decreto sicurezza” annunciato da Salvini non si capisce dove sia la sicurezza. Mi pare un decreto che, più che altro, mandi il messaggio che la fonte di insicurezza del nostro Paese è legata agli immigrati e, quindi, gli immigrati sono un problema di ordine pubblico.
Io non sono d’accordo: non penso che il problema della sicurezza in Italia possa essere ridotto a questo e scaricato sugli immigrati.
Leggeremo sicuramente con attenzione il testo del decreto ma da ciò che è emerso fino ad ora, sembrano esserci alcuni provvedimenti che possono generare più problemi nelle città di quelli che mirano a risolvere.
Cambiare le regole per il diritto all’asilo, ad esempio, significa che avremo migliaia di persone che hanno ricevuto la protezione sulla base di leggi precedenti e che oggi rischiano di essere gettati nella clandestinità, quindi, non avere più possibilità di assistenza e questo impatterà sulle nostre città. Da questo punto di vista, dunque, il “decreto sicurezza” rischia di produrre una situazione peggiore di quella attuale.

Il contratto di Governo Lega-M5S è fondato sulla paura

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Il contratto di Governo Lega-M5S è fondato sulla paura perché molti contenuti riguardano la legittima difesa, la lotta all’immigrazione (oltretutto non si considera che mandare via 500mila clandestini dall’Italia è più costoso dei 5 miliardi che spendiamo per l’accoglienza e il problema dell’accoglienza continueremmo comunque ad averlo). Lega e M5S hanno anche lucrato molto sulla paura.
Non mi stupirei se nei prossimi giorni partisse un’offensiva securitaria perché tutte le altre questioni previste dal contratto sono molto più complicate da attuare, e questo comporterebbe il rischio di mobilitare tutte le forze dell’ordine sulla questione dell’immigrazione e della repressione della microcriminalità predatoria, tralasciando attività molto più importanti come quella della lotta alle mafie e la prevenzione al terrorismo, che occupano una parte consistente del lavoro dell’attuale Ministero degli Interni.

Video dell'intervento»