La legge che norma l’immigrazione in Italia è la Bossi-Fini

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La legge che ha contestato il leghista Morelli e che governa l’immigrazione oggi in Italia si chiama Bossi-Fini e l’ha firmata Maroni quando era Ministro dell’Interno. Tutta la politica di accoglienza e di governo dei profughi sui territori, compresi i 30 euro dati alle cooperative per ogni immigrato che dovevano gestire, è una politica scelta da Maroni quando era Ministro degli Interni. Trovo ridicolo che ora si dica che queste sono le politiche del Governo Renzi perché non è vero: queste sono le politiche dei Governi Berlusconi, a cui la Lega ha dato un contributo fondamentale. La legge che oggi norma l’immigrazione in Italia è ancora la legge Bossi-Fini.
Video dell'intervento a La7 a Coffee Break»

Affermazioni di Maroni pericolose e irresponsabili

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Che Maroni governi male la Lombardia è evidente ed è sotto gli occhi di tutti. Non entro nelle polemiche di questi giorni che ci hanno costretto ad ascoltare, anche su temi delicati come quello dell'ospitalità, proposte di un presidente di regione al limite del ridicolo e del pericoloso per la struttura del nostro Stato.
Ma sentire affermare oggi, da chi ha fatto il Ministro degli Interni per diversi anni nel nostro Paese e che è tra i padri delle norme che ancora oggi regolano la gestione dell'immigrazione, che, contro chi compie aggressioni "si può anche sparare" ci dice e ci racconta a che livello la destra italiana ha portato e sta portando il nostro Paese.
Un rappresentante delle istituzioni dovrebbe avere maggiore equilibrio. Lucrare sulla paura dei cittadini per guadagnare consenso, cosa che anche il suo sodale Salvini sta facendo in questi giorni di campagna elettorale nei comuni lombardi, è una scelta irresponsabile e pericolosa.

Legalità, giovani, periferie

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Intervento ad un dibattito alla Festa Popolare dell'Associazione Rosvaldo Muratori a Dergano.

Provo a dare alcuni spunti di riflessione rispetto al recente dibattito politico e sociale e cercherò di mettere in luce il come vengono utilizzate le questioni della legalità e della sicurezza. Dobbiamo, infatti, partire dal come viene strumentalizzata la questione della sicurezza, spesso, senza che mai vengano affrontati i nodi veri del problema che riguardano la costruzione delle soluzioni affinché venga rispettata la legalità.
Legalità significa garantire i diritti ma anche rispettare i doveri che ogni cittadino ha. Concetti questi che, però, vengono spesso piegati all’opportunismo politico e si finisce per creare una percezione dei fenomeni diversa da quella che in realtà sono, condizionando in maniera non positiva la possibilità di risolvere i problemi.
È evidente che ci sono problemi di sicurezza, soprattutto nelle periferie ed è altrettanto evidente che la nostra società e la città di Milano sta cambiando profondamente. A Milano abbiamo Expo, ci sono state molte trasformazioni urbanistiche, ci sono nuove fondazioni culturali. Milano è anche una città diventata multirazziale; è molto elevato anche il fenomeno dell’immigrazione clandestina e della presenza dei rom che, oggettivamente, mettono in discussione la sicurezza delle persone.

Verrà completato l’edificio di Via Ulisse Salis ad Affori

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Articolo pubblicato sul mensile ABC.

In queste settimane la redazione di ABC e alcuni cittadini mi hanno chiesto di poter conoscere le sorti dell'edificio di via Ulisse Salis che è stato sequestrato alla criminalità organizzata nel 1993 e la cui confisca definitiva è stata decretata nel 1997. Abbiamo approfondito la questione e possiamo dare qualche notizia e fare qualche riflessione su una vicenda che si trascina da troppo tempo ma che dovrebbe trovare una conclusione in tempi brevi.
Intanto, va ricordato che quel bene confiscato è stato trasferito dall'Agenzia per i Beni Confiscati al Demanio dello Stato, il quale nel 2007 lo ha assegnato al Corpo Forestale. Il progetto è quello di ristrutturare l'edificio e destinarlo ad ospitare la Direzione Regionale del Corpo liberando l'attuale sede, in cui i forestali sono in affitto, garantendo un significativo risparmio per lo Stato.
Come sanno bene coloro che conoscono l'edificio, si è aperto il cantiere e poi i lavori sono stati fermi per un lungo periodo senza che sia nota la ragione dello stop. Dall'Agenzia del Demanio ci fanno sapere che ora i lavori sono ripresi e si concluderanno nei primi mesi del 2016. Quindi, sarà trasferita lì la Direzione Regionale della Guardia Forestale. Insomma, tra non più di un anno in quel quartiere sarà collocata una importante funzione che garantirà una presenza in grado anche di dare più sicurezza ai cittadini, ma soprattutto chiuderà un cantiere aperto da troppo tempo con i disagi che ne sono conseguiti.
Credo sia utile, a partire da questa vicenda, fare alcune considerazioni. Innanzitutto, vale la pena di sottolineare l'importanza di una legge, la Rognoni-La Torre, che colpisce le mafie togliendo loro i beni che possiedono, toccando cioè quello che più hanno a cuore, per metterli a disposizione dei cittadini per iniziative sociali, civili e, come in questo caso, per dare sedi ai corpi dello Stato.