Contro il crimine l'Italia sa difendersi

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Articolo pubblicato da L'Unità (file PDF).

La fine del 2016 e l'inizio del 2017 sono stati segnati da tragici attentati che hanno colpito Berlino e le città turche seminando morte, dolore e paure.
Questa volta abbiamo sentito ancora più vicino il pericolo terrorista. E vicino a noi - in piena notte, a Sesto San Giovanni, nell’hinterland milanese - è stato fermato e ucciso l'attentatore di Berlino.
Quello che è successo a Sesto San Giovanni dimostra come nel nostro Paese ci siano ottime capacità di indagine e di prevenzione e una rete di controllo del territorio, da parte delle forze dell'ordine, che funziona.
Non è stato il frutto di un colpo di fortuna, come hanno subito detto quelli a cui piace pensare al nostro come ad un Paese in cui non funziona nulla. Così come non sono stati colpi di fortuna i numerosi interventi che hanno consentito di trovare e condannare o espellere centinaia di persone che tentavano di reclutare terroristi o preparavano attentati, o come non lo è stato il fatto che grandi eventi, quali Expo e il Giubileo, che hanno messo l'Italia al centro del mondo, si siano svolti senza episodi di terrorismo.

Orgoglio per le nostre forze dell’ordine

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Intervento alla trasmissione "Aria Pulita" di 7 Gold.

Oggi deve prevalere l’orgoglio per le nostre forze dell’ordine. La vicenda dell’uccisione di Amis Amri – che è uscito dalla Germania, ha attraversato tutta la Francia ed è arrivato in Italia - non può essere annoverata solo come frutto di un caso fortunato. C’è un lavoro dietro. Ci sono forze dell’ordine che hanno una grande capacità operativa e di controllo del territorio. Bisognerà poi capire quali indagini aprirà questa vicenda per fare altre valutazioni ma, intanto, il dato che dobbiamo avere chiaro è che in questo Paese c’è una forte capacità di intelligence, che può dare anche lezioni al resto d’Europa, come dicono tutti gli esperti, perché abbiamo investigatori che si sono formati con la lotta alle mafie e sistemi di investigazione più efficienti. Ciò che succede in Italia non è casuale: c’è un lavoro alle spalle di controllo del territorio, di intelligence e di questo dobbiamo essere orgogliosi.

Denunciate le intimidazioni a Corsico

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Con i consiglieri comunali delle opposizioni di Corsico e Pietro Bussolati, Segretario del PD Metropolitano, siamo stati dal Prefetto di Milano a denunciare le intimidazioni subite ieri sera dagli stessi consiglieri durante lo svolgimento del Consiglio Comunale, senza che vi sia stato alcun intervento da parte della Presidenza del Consiglio o del Sindaco.
L’organizzazione del Festival sullo stocco di Mammola, di cui si discuteva ieri sera in Consiglio Comunale a Corsico, con l’esposizione sulla locandina del nome di una persona appartenente alle famiglie ‘ndranghetiste preoccupa. Può, infatti, non essere un caso ma il tentativo di dare un segnale chiaro di forza e di insediamento della criminalità organizzata a Corsico.

Il terremoto, la ricostruzione e la prevenzione

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Intervento alla trasmissione Omnibus di La7 (video).

In questi giorni difficili c’è stata una grande prova positiva da parte delle istituzioni del nostro Paese e anche da parte della politica. Credo, infatti, che questa volta la politica sia riuscita a dare un bell’esempio, facendo, finalmente, prevalere un interesse generale - e in particolare delle persone che stanno soffrendo in queste giornate - e questo abbia contribuito a dare un segnale importante: la politica ha fatto un passo indietro rispetto alle polemiche e si sta facendo carico dei bisogni del Paese.

In merito alle discussioni intorno alla scelta di nominare Vasco Errani come Commissario all’emergenza post-terremoto, credo che, ad una settimana di distanza dal sisma, sia anche abbastanza fisiologico che qualunque argomento possa essere utilizzato per dar voce alle polemiche. Ritengo, però, che Vasco Errani, nella gestione del terremoto dell’Emilia, abbia dimostrato una grande capacità che oggi può essere messa al servizio del nuovo evento che stiamo vivendo e l’indicarlo come Commissario è anche un segnale importante in questo senso, perché non si può ricominciare sempre da capo.