Il terremoto, la ricostruzione e la prevenzione

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Intervento alla trasmissione Omnibus di La7 (video).

In questi giorni difficili c’è stata una grande prova positiva da parte delle istituzioni del nostro Paese e anche da parte della politica. Credo, infatti, che questa volta la politica sia riuscita a dare un bell’esempio, facendo, finalmente, prevalere un interesse generale - e in particolare delle persone che stanno soffrendo in queste giornate - e questo abbia contribuito a dare un segnale importante: la politica ha fatto un passo indietro rispetto alle polemiche e si sta facendo carico dei bisogni del Paese.

In merito alle discussioni intorno alla scelta di nominare Vasco Errani come Commissario all’emergenza post-terremoto, credo che, ad una settimana di distanza dal sisma, sia anche abbastanza fisiologico che qualunque argomento possa essere utilizzato per dar voce alle polemiche. Ritengo, però, che Vasco Errani, nella gestione del terremoto dell’Emilia, abbia dimostrato una grande capacità che oggi può essere messa al servizio del nuovo evento che stiamo vivendo e l’indicarlo come Commissario è anche un segnale importante in questo senso, perché non si può ricominciare sempre da capo.

Parisi rassicuri sulla legalità in Regione Lombardia

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A Parisi che dice di voler ridare sicurezza ai cittadini rispondo che la prima sicurezza che vogliono avere i milanesi è che chi sta in Comune lavori guardando all'interesse della città e non ai fatti propri.
Noi veniamo da 5 anni di governo basato sull'onesta e la buona amministrazione. Chi sta con Parisi ha dimostrato in Regione, in questi anni, di non essere in grado di dare ai milanesi la sicurezza di un governo trasparente e fondato sulla legalità.
Cominci Parisi a spiegare come può rassicurarci che Formigoni, Lupi e Salvini improvvisamente siano diventati garanzia di legalità.

La Lega fa solo leggi-manifesto

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La maggioranza che governa Regione Lombardia si dovrebbe interrogare su come si muove su temi come quello dei luoghi di culto.
È sicuramente doveroso provare a governare alcuni fenomeni, come ad esempio garantire meglio che i luoghi di culto vengano realizzati in maniera seria, ma la legge regionale bocciata dalla Consulta non fa questo. La legge regionale definita “anti-moschee” in realtà non parlava solo di moschee e ha messo in difficoltà tutte le confessioni religiose che vogliono aprire luoghi di culto, tanto che tutte si sono costituite alla Corte Costituzionale per chiedere l’invalidazione della legge.
L’impressione è che leggi come questa vengano fatte più per fare propaganda che non per fare ciò che un amministratore dovrebbe fare. Si tratta di leggi-manifesto in cui il punto è lanciare il messaggio che la Lega è contro gli immigrati e quella cosiddetta “anti-moschee” non è l’unica legge che va in questa direzione.
Qui, nel tentativo di impedire la costruzione delle moschee, di fatto si è reso impossibile aprire un qualsiasi luogo di culto in tutta la Lombardia.

Solidarietà a Majorino, chi lo attacca esprime solo odio

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Quello che ha fatto Pierfrancesco Majorino l'avrebbe fatto ognuno di noi. Lavoriamo per favorire l'integrazione e per garantire il diritto di culto a tutti i cittadini. Negare le libertà religiose e aggredire chi si fa carico di garantirle non ha nulla a che fare con la civiltà che fa finta di difendere ma esprime soltanto odio e produce danni alla convivenza civile.