Le risposte alla domanda di sicurezza

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Articolo pubblicato da Huffington Post.

La crisi economica insieme alla globalizzazione hanno prodotto l’una l’impoverimento di una parte degli italiani e l’altra il venir meno di tanti strumenti che consentivano nei vecchi Stati nazionali di poter condizionare i processi economici e sociali e, complessivamente, hanno provocato preoccupazione e incertezza per il futuro.
Ci si sente tutti più precari e meno protetti al di là del reddito o della posizione lavorativa. Per questa ragione il tema della sicurezza è diventato sempre più centrale.
Non sono aumentati i reati in questi anni, anzi, ma è aumentata la paura del futuro, la diffidenza verso il cambiamento e, spesso, la preoccupazione di ritrovarsi soli e indifesi di fronte ai problemi.
Di fronte a questo quadro, in questa campagna elettorale, il dibattito rende evidente l’esistenza di due risposte da parte della politica, fondamentalmente diverse e quasi incompatibili tra loro, che descrivono oggi il vero discrimine tra due campi.

Incendio a Bruzzano, cos’è successo, perché è successo

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Intervento all'incontro "Incendio a Bruzzano, cos’è successo, perché è successo" (video).

È utile cercare di comprendere perché accadono alcune vicende e, in particolare, cercare di capire perché potrebbero essere successi alcuni episodi nel caso specifico di Bruzzano.
Il tema del traffico e dello smaltimento dei rifiuti, in particolare di quelli speciali e pericolosi, non vale soltanto per la Terra dei Fuochi. In questo settore, infatti, c’è un forte interesse della criminalità organizzata e, dall’altra parte, purtroppo, c’è anche l’interesse delle imprese che hanno bisogno di smaltire i rifiuti speciali e pericolosi a trovare sistemi che consentano di superare le norme che garantiscono uno smaltimento in sicurezza perché molto onerose dal punto di vista economico.
Si tratta, dunque, di un tema sensibile e su cui l’interesse della criminalità organizzata è molto forte. Anche nella Regione Lombardia ci sono state diverse inchieste che hanno riguardato alcune discariche presenti.

Dalla Legge 231 e le disposizioni relative alla compliance d’agenzia, alla normativa comunitaria IDD

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Intervento al convegno SNA (Sindacato Nazionale Agenti di Assicurazione) "Quali scenari per gli agenti di assicurazione. Dalla Legge 231 e le disposizioni relative alla compliance d’agenzia, alla normativa comunitaria IDD" (video).

Ringrazio lo SNA (Sindacato Nazionale Agenti di Assicurazione) per questa occasione di incontro perché credo che la politica debba capire un po’ meglio come funzionano alcuni settori e cosa si può fare per migliorarli. Le questioni di cui si occupa il settore assicurativo riguardano indubbiamente l’economia, in quanto portano un contributo importante alla crescita economica del Paese e in particolare della città di Milano, ma non solo. Si tratta, infatti, di un settore in cui si affronta concretamente il tema della protezione delle persone e credo che, nei prossimi anni, lo si farà sempre di più. Dal mondo delle assicurazioni, dunque, passerà sempre di più la possibilità di dare una risposta ad una domanda di protezione e di sicurezza che si esprime nella nostra società con sempre maggiore frequenza.

Negare il fenomeno è come farsi complici della 'ndrangheta

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Intervista pubblicata da La Provincia.

«C’è una parte della politica che ancora oggi, dopo l’ennesima inchiesta sulla presenza della ‘ndrangheta al Nord, fa fatica ad ammettere che il fenomeno esiste. Questo negazionismo è pericoloso, se non addirittura rischia di essere complice di una penetrazione sempre più capillare e radicata della criminalità organizzata nel nostro territorio». Franco Mirabelli, senatore, Capogruppo PD in Commissione Parlamentare Antimafia, affronta il nodo dei rapporti tra politica e ‘ndrangheta, come è emerso dall’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano e della Procura di Monza.
Per quanto riguarda Cantù, i mafiosi controllavano il cuore della città, piazza Garibaldi, anche con modalità violente.
«Sì, e ciò dimostra che la “locale” di Mariano Comense, nonostante i tanti arresti che si sono succeduti nel corso degli anni, è viva e vegeta e ha la capacità di intervenire molto significativamente, utilizzando metodi che altrove, al Nord, non impiega.