Nessuna guardia di Opera coinvolta in abominio Facebook

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Oggi, insieme con il consigliere regionale Onorio Rosati, sono stato nel carcere di Opera dopo il suicidio del cittadino rumeno Ioan Gabriel Barbuta, condannato all'ergastolo, insultato via Facebook da un gruppo di guardie carcerarie e da rappresentanti sindacali dell'Alsippe. Abbiamo trovato un istituto in cui direzione e personale sono molto colpiti ed esprimono tristezza per il suicidio, il secondo dall'inizio del 2014. Nessuna guardia carceraria in servizio ad Opera è stata sospesa o è coinvolta nei farneticanti commenti su Facebook.
E' importante sottolineare ome nessun agente di Opera sia coinvolto nello sconvolgente episodio su Facebbok, perché dalla narrazione mediatica non si poteva escludere. Invece, tutte le guardie coinvolte e sospese non prestano servizio ad Opera e quindi si sono rese responsabili anche di aver messo in difficoltà e in cattiva luce chi quotidianamente lavora con attenzione e senso dello Stato in un carcere difficile, in cui sono presenti molti ergastolani e c'è un reparto di 41 bis. Ad Opera è stato da tempo attivato un programma di sostegno psicologico ai detenuti e di prevenzione degli atti autolesionistici. Tutto il personale è coinvolto ed impegnato per migliorare ancora le condizioni di detenzione ed evitare altri drammi.

Intervista a Radio Lombardia»

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