Altri fatti che smentiscono gli imbrogli di Salvini

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La costruzione propagandistica del Ministro degli Interni si fonda sulla negazione di ciò che sta accadendo davvero nel Mediterraneo.
Mentre Salvini dedica ogni energia a spiegare di aver fermato gli sbarchi e a combattere le ONG che continuano a salvare persone, gli scafisti e le organizzazioni criminali libiche, tunisine e italiane stanno portando sulle nostre spiagge centinaia di persone di cui solo una parte viene segnalata è identificata.
Solo a giugno quasi mille persone sono sbarcate sulle spiagge dell’agrigentino, del trapanese e della Calabria. E l’hotspot di Lampedusa realizzato per 96 persone oggi ospita 250 persone di cui solo una cinquantina sono quelli della nave Alex, mentre gli altri sono arrivati con barchini e gommoni.
Insomma, mentre Salvini si accanisce sulle persone salvate in mare, con la bella stagione e con la guerra in Libia gli scafisti sono tornati ad operare con piccole imbarcazioni con cui, lo dicono le inchieste in corso, trasportano insieme ad esseri umani, sigarette, hascisc e a volte armi.
Solo una parte di chi arriva con quelle imbarcazioni viene intercettato e identificato.
Certo i numeri non sono quelli di qualche anno fa, ma neppure quelli che propaganda Salvini. Con l’aggravante che stanno entrando in Italia persone che non vengono identificate, di cui non c’è più traccia e spesso collegate a traffici illeciti.
Sono dati resi ormai evidenti dalle inchieste delle Procure, dall’esperienza concreta di tanti sindaci, dalla semplice osservazione della realtà.
Basta pensare che un tema enorme e complesso come l’immigrazione si possa risolvere facendo la guerra a chi salva le persone in mare! Il nemico sono i criminali che guadagnano sulla disperazione e sulla pelle dei migranti.
Servono politiche europee, corridoi umanitari, politiche di integrazione. Serve il contrario della propaganda.

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