Il comune lasciato solo e i profughi abbandonati

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Stamattina Paolo Festa, sindaco di Pieve Emanuele, ha lanciato, in una conferenza stampa, l'allarme per la sorte degli ottanta profughi che sono ancora ospitati al residence Ripamonti e che il 28 febbraio perderanno l'alloggio dato che finiscono i contributi destinati al ricovero dei profughi arrivati dalla Libia. Pieve e' l'unico comune in cui sono stati assegnati dal ministro Maroni oltre 500 ragazzi che sono stati ospitati nel residence diretto da un ex parlamentare PDl, ovviamente a fronte del contributo economico statale. Nonostante una presenza così consistente la comunità di Pieve si è' dimostrata accogliente e si sono mobilitate un gran numero di associazioni. Ora però, se non si trovano soluzioni, il rischio e' che il 28 decine di profughi si trovino in mezzo ad una strada e che si creino tensioni sul territorio . Quindi fa bene il sindaco di Pieve a lanciare l'allarme si sente abbandonato a gestire, senza mezzi, una situazione dovuta al fatto che ottanta ragazzi saranno abbandonati a se stessi. Rischiano di pagare questa situazione gli immigrati e i cittadini di Pieve.

Per questo occorre trovare soluzioni in questo mese che ci separa dal 28 febbraio perché nessuno sia lasciato solo. Domani mattina andrò in prefettura a sollecitare attenzione e risposte al problema. Resta l'amara constatazione che comuni e profughi rischiano di pagare una gestione dell'accoglienza che si è limitata a rispondere all'emergenza senza guardare al futuro e saper costruire soluzioni e prospettive concrete


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