Il decreto sicurezza è propagandistico

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Intervento a SkyTg24.

Nel cosiddetto “decreto sicurezza” annunciato da Salvini non si capisce dove sia la sicurezza. Mi pare un decreto che, più che altro, mandi il messaggio che la fonte di insicurezza del nostro Paese è legata agli immigrati e, quindi, gli immigrati sono un problema di ordine pubblico.
Io non sono d’accordo: non penso che il problema della sicurezza in Italia possa essere ridotto a questo e scaricato sugli immigrati.
Leggeremo sicuramente con attenzione il testo del decreto ma da ciò che è emerso fino ad ora, sembrano esserci alcuni provvedimenti che possono generare più problemi nelle città di quelli che mirano a risolvere.
Cambiare le regole per il diritto all’asilo, ad esempio, significa che avremo migliaia di persone che hanno ricevuto la protezione sulla base di leggi precedenti e che oggi rischiano di essere gettati nella clandestinità, quindi, non avere più possibilità di assistenza e questo impatterà sulle nostre città. Da questo punto di vista, dunque, il “decreto sicurezza” rischia di produrre una situazione peggiore di quella attuale.
Un’altra questione problematica su cui ho seri dubbi riguarda il raddoppiare il periodo di permanenza nei centri di permanenza temporanea pensando così di risolvere i problemi: più volte abbiamo segnalato che quei centri sono problematici perché troppo grandi e difficili da gestire. Lasciare lì dentro le persone più tempo vuol dire aumentare i problemi umanitari e di sicurezza attorno a quei luoghi.
Oltretutto tenere le persone in quei centri costa molto, di più dei 30 euro al giorno, per cui è ben difficile che ci saranno i risparmi annunciati da Salvini.
Inoltre, nel decreto sicurezza, non c’è neanche una norma funzionale ad aumentare i rimpatri, che sono molto complicati da fare ma che vanno fatti, soprattutto ora che gli sbarchi sono diminuiti.
Fare i rimpatri è molto difficile, perché è complicato far riconoscere le persone ai Paesi di provenienza, ancora di più chi ha la fedina penale non tanto pulita.
Non si tratta, quindi, di problemi semplici e risolvibili da un giorno all’altro come dal Governo cercano di far credere ora con l’annuncio del decreto.

Il tema della percezione dell’insicurezza è interessante in una discussione culturale ma noi dobbiamo fare i conti con il fatto che le persone si sentano insicure in alcuni luoghi e su questo bisogna intervenire.
Sicuramente si deve intervenire con le forze dell’ordine, aumentandone la presenza, ma anche recuperando la capacità dei cittadini di stare sul territorio in termini di socialità e, quindi, sta anche alle amministrazioni comunali fare questo lavoro.
Sono tanti gli interventi da fare: preventivi e repressivi; alcuni si stanno anche già facendo.
Proprio per questo il “decreto sicurezza” così com’è congegnato serve solo a fare un po’ di propaganda e a dire agli italiani che il problema della sicurezza sono gli immigrati più che ad affrontare davvero il tema.
Come al solito, il Governo indica un nemico su cui scaricare il problema, anziché risolverlo.


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