L’applicazione delle norme del Decreto Sicurezza creerà maggiore insicurezza

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Intervento a SkyTg24.

La stragrande maggioranza dei sindaci delle grandi città non sta cercando di violare le leggi ma sta ponendo una questione: il “Decreto Sicurezza” creerà più problemi ai cittadini italiani perché non garantirà maggiore sicurezza.
Bisogna discutere del merito delle questioni perché se tutto viene trasformato in uno scontro ideologico di “italiani contro stranieri” o “buoni contro cattivi”, come cerca di fare Salvini, non si capisce nulla.
Siamo di fronte a dei sindaci - rappresentanti del popolo, eletti dai cittadini - che pongono dei problemi e la risposta del Governo non è sui problemi ma è di attacco ai sindaci che hanno posto le questioni. Questo è sbagliato e non porta a risolvere i problemi evidenziati.
L’applicazione delle norme contenute nel “Decreto Sicurezza” creerà maggiore insicurezza perché cittadini che oggi sono in possesso di permesso di soggiorno o sono legalmente in Italia in attesa di vedere evase le proprie pratiche non potranno più avere la residenza, non potranno mandare i propri figli a scuola e non potranno lavorare. Questi sono i principi che vengono messi in discussione.

Il Governo risponda ai sindaci sul decreto sicurezza invece di attaccarli

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Intervento a SkyTg24 (video).

L'applicazione delle norme contenute nel "Decreto Sicurezza" creerà maggiore insicurezza perché cittadini che oggi sono in possesso di permesso di soggiorno o sono legalmente in Italia in attesa di vedere evase le proprie pratiche non potranno più avere la residenza, non potranno mandare i propri figli a scuola e non potranno lavorare.
Questi sono i principi che vengono messi in discussione.
Si getta nell'illegalità una parte di persone che sono arrivate in Italia già da tempo.
Allo stesso tempo, si mettono in discussione gli SPRAR e, quindi, migliaia di persone verranno messe fuori.
Siamo di fronte a sindaci - rappresentanti del popolo, eletti dai cittadini - che pongono dei problemi e la risposta del Governo non è sui problemi ma è di attacco ai sindaci che hanno posto le questioni. Questo è sbagliato e non porta a risolvere i problemi evidenziati.
Ci sono persone richiedenti asilo, persone che hanno il permesso di soggiorno e che con le nuove norme non lo avranno più perché non sono più ritenute valide le ragioni per cui era stato concesso in precedenza: tutte queste persone rischiano di finire in mezzo alla strada e nell'illegalità e questo può comportare problemi seri dal punto di vista umanitario ma anche sul versante della sicurezza.

Vorrei uno Stato che non mettesse le persone in condizioni di uccidere per difendersi

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Intervento a Tagadà - La7.

Un Ministro degli Interni che decide che la priorità è la legge sulla legittima difesa dà un messaggio sbagliato e negativo ai cittadini, cioè dice lo Stato non è in grado di difenderli e si devono arrangiare.
Rispetto alla vicenda di Arezzo, un Ministro dell’Interno, anziché limitarsi a telefonare a chi si è difeso per dare solidarietà, dovrebbe anche spiegare a quei cittadini cosa farà da domani per farli sentire sicuri e per controllare meglio il territorio.

Vorrei uno Stato che non mettesse più le persone in condizioni di dover uccidere per difendersi perché non credo che sia facile convivere con una situazione di questo tipo e vorrei un Paese in cui, se si uccide una persona, anche se è un delinquente, non si pensi che si stia facendo una cosa che non è tanto dannosa, perché credo che la vita umana vada rispettata se si vuole dare maggiore sicurezza a tutti.

Intervenire sullo spaccio a Rogoredo

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Intervento in Senato (video).

A Milano, c’è una grande area che si chiama “Porto di Mare”, si tratta di 34 ettari abbandonati da molti anni che il Comune di Milano insieme a Italia Nostra, in questi ultimi anni, ha provveduto a risanare e risistemare, realizzando un parco.
Restano 2 ettari da sistemare, il tristemente noto alle cronache “boschetto di Rogoredo”. Una realtà che nasconde due piazze di spaccio di riferimento per tutta la Regione Lombardia. Uno spettacolo inaccettabile in qualunque luogo, non solo di una città.
Per consentire il risanamento di quest’ultima parte, gli ultimi 2 ettari di terreno, e mettere a disposizione dei cittadini anche l’intero parco di Rogoredo, abbiamo chiesto al Ministro degli Interni di mettere a disposizione le forze dell’ordine necessarie per consentire il risanamento di quel territorio. Lo hanno chiesto anche il Sindaco di Milano, gli assessori e le forze politiche. Si chiede quindi di distruggere il “boschetto di Rogoredo”, risanarlo e che ci sia la possibilità di espellere lo spaccio da quella zona.
Allo stesso tempo, il Ministro degli Interni, rispondendo ad un’interrogazione alla Camera dei Deputati, si era impegnato a garantire un presidio della polizia ferroviaria per garantire la sicurezza nella stazione di Rogoredo, interessata dai traffici dello spaccio.