Siamo contrari al decreto sicurezza bis, creerà più problemi

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Intervento a Radio Anch'Io-Radiouno Rai (video).

Siamo contrari al decreto sicurezza bis in toto per l’impostazione che è stata presentata.
È l’ennesimo provvedimento che se serve a fare un po’ di propaganda, a dare il segnale che vuole reprimere l’immigrazione ma non fa i conti con i dati reali e non darà più sicurezza ma creerà più problemi.
Abbiamo bisogno di governare l’immigrazione; non abbiamo bisogno di un decreto che, invece, sostanzialmente si accanisce contro le ONG quando è sempre più evidente che i problemi sono altri.

Non si può fare tutto guardando solo al consenso elettorale e ai sondaggi: bisogna guardare ai dati di realtà. Si può anche alimentare una percezione diversa da quella della realtà, però, se guardiamo ai dati reali oggi è oggettivo che i problemi non sono i pochi migranti che vengono salvati in mare dalle ONG ma che è ripreso un traffico nel Mediterraneo, soprattutto dalla Tunisia, come dicono tutte le Procure.

Altri fatti che smentiscono gli imbrogli di Salvini

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La costruzione propagandistica del Ministro degli Interni si fonda sulla negazione di ciò che sta accadendo davvero nel Mediterraneo.
Mentre Salvini dedica ogni energia a spiegare di aver fermato gli sbarchi e a combattere le ONG che continuano a salvare persone, gli scafisti e le organizzazioni criminali libiche, tunisine e italiane stanno portando sulle nostre spiagge centinaia di persone di cui solo una parte viene segnalata è identificata.
Solo a giugno quasi mille persone sono sbarcate sulle spiagge dell’agrigentino, del trapanese e della Calabria. E l’hotspot di Lampedusa realizzato per 96 persone oggi ospita 250 persone di cui solo una cinquantina sono quelli della nave Alex, mentre gli altri sono arrivati con barchini e gommoni.
Insomma, mentre Salvini si accanisce sulle persone salvate in mare, con la bella stagione e con la guerra in Libia gli scafisti sono tornati ad operare con piccole imbarcazioni con cui, lo dicono le inchieste in corso, trasportano insieme ad esseri umani, sigarette, hascisc e a volte armi.
Solo una parte di chi arriva con quelle imbarcazioni viene intercettato e identificato.

Il decreto sicurezza bis usa il tema per speculare sulle paure

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Intervento a UnoMattina su Raiuno (video).

Pensiamo che il decreto sicurezza bis - che dobbiamo ancora leggere perché è stato approvato ieri - così come quello precedente su questo tema, serva più a usare il tema della sicurezza per speculare un po’ sulle paure piuttosto che risolvere i problemi.
Mi pare che il cuore di questo decreto sia quello di dare un messaggio: chi salva i migranti in mare non lo deve fare; il problema del Paese sono le ONG per cui si mettono multe o altro.
Io, invece, penso che i problemi che andrebbero affrontati siano altri: i respingimenti, i rimpatri, in particolare i rimpatri volontari per cui sono stati tolti i soldi, con il precedente decreto sicurezza, che servivano ad aiutare le persone che volevano ritornare nel proprio Paese d’origine a farlo.
Penso anche che un altro grande problema che non si vuole affrontare sia quello degli sbarchi fantasma, cioè le migliaia di persone che arrivano dalla Tunisia con piccole barche, attraverso organizzazioni criminali anche italiane che garantiscono poi anche l’arrivo a destinazione. Questo lo dicono le Procure e anche tutti i sindaci siciliani che vivono questo problema in maniera significativa.

Inquietante Salvini sulla revisione delle scorte, assuma più agenti

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Ci sono due passaggi inquietanti nel video in cui il Ministro dell'Interno annuncia la revisione delle scorte.
Il primo è il bacione a Saviano prima di annunciare la revisione dei criteri per le scorte, che appare gratuito se non minaccioso.
Il secondo: il solito tentativo di dividere, contrapponendo gli interessi di chi ha le scorte con quelli dei cittadini che chiedono sicurezza.
Assuma più agenti anziché continuare a dirlo e saremo nella condizione di controllare meglio il territorio senza rinunciare a difendere le persone minacciate.