Parisi dica ai suoi alleati di risolvere anziché cavalcare le paure

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Parisi dice che è la sinistra che alimenta le paure! Proprio lui che è a capo di una coalizione che usa l'insicurezza e le paure, anche giustificate dei cittadini, per qualche voto in più anziché cercare di dare risposte.
Due esempi sono eclatanti: a Milano ATM assume persone per mettere in sicurezza le metropolitane invece la destra che governa Trenord fa comunicati per denunciare le aggressioni sui treni ma non fa nulla. E su occupazioni abusive mentre il Comune ha realizzato 1.000 sgomberi in un anno, loro lasciano al loro posto i vertici Aler che hanno nominato e che sono i veri responsabili del degrado dei quartieri popolari.
Altro che colpe della sinistra, Parisi dica ai suoi alleati di fare qualcosa anziché cavalcare le paure.

I cittadini hanno diritto alla trasparenza

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Leggo che Parisi di fronte alle richieste di trasparenza e di pubblicare i propri redditi e chiarire la situazione della sua società risponde dicendo che la sua è una azienda privata e lui deve rispondere agli azionisti. Non è così! Se uno si candida sindaco deve raccontare quali sono i rapporti e i vincoli che potrebbero derivare anche dalla sua attività privata per chiarire se e come questi potrebbero condizionare anche la sua attività pubblica. Serve la trasparenza perché i cittadini siano informati e possano scegliere a ragion veduta e possano avere la garanzia che chi li amministrerà lo farà solo guardando all'interesse pubblico.

Le divisioni del centrodestra e il rilancio di Milano

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Intervento a Radio Lombardia.

In merito alle vicende del centrodestra a Roma, non credo che il tema sia lo scontro tra leader rampanti e Berlusconi ma penso che ci siano due centrodestra: uno che guarda di più al Partito Popolare (come ad esempio Forza Italia) e poi ce n’è uno che guarda alla Le Pen e a quelle esperienze che in Italia si traducono in Casa Pound e altre forze neofasciste.
Questo scontro si è esplicitato a Roma. A Milano questa problematica è stata nascosta dal centrodestra sotto al tappeto e ogni tanto riemerge quando si discute di moschee o di sicurezza. L’impressione, quindi, è che a Milano il centrodestra stia insieme perché ambisce a vincere le elezioni e a sconfiggere la sinistra.
Personalmente, non penso che ci si possa candidare alle elezioni con il solo proposito di sconfiggere gli avversari ma perché si ha un programma e un progetto comune per la città. A Milano, il progetto comune del centrodestra non riesco a vederlo: ogni volta che Parisi ha provato a dire delle cose, è sempre intervenuto Salvini a spiegare che quei progetti non andavano bene. Dopo l’ultimo scontro, Parisi ha smesso di fare proposte e si limita a dire solo che il centrosinistra ha governato male, senza più chiarire cosa vuol fare il centrodestra. Forse hanno qualche problema a dirci cosa vogliono fare perché anche su questioni fondamentali, come ad esempio la sicurezza o le periferie, hanno delle differenze di vedute al loro interno.

Se Parisi teme si torni alla prima Repubblica, diffidi dai suoi sostenitori

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Se Parisi teme si torni alla prima Repubblica è meglio che si guardi alle spalle e diffidi dei suoi sostenitori. Formigoni e Maroni sono quelli che hanno nominato i dirigenti che in 20 anni hanno governato Aler e distrutto i quartieri popolari ispirandosi alle pratiche spartitorie della prima Repubblica e Salvini, come avveniva nella prima Repubblica, attacca i magistrati ogni volta che trovano i suoi con le mani nella marmellata.