Parisi non faccia la vittima

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Stefano Parisi non faccia la vittima. È stato lui a dichiarare che la commissione antimafia non serve e che a Milano la mafia nella politica non è un problema. Sempre lui ha spiegato che vuole reintrodurre l’Ecopass e abolire Area C ed è il giornale che più di tutti lo sostiene a distribuire il Mein Kampf. Contrariamente a ciò che pensa lui queste cose interessano i cittadini milanesi che devono sapere che su questioni importanti come lotta alla mafia, traffico e antifascismo la coalizione di Parisi ha idee e proposte preoccupanti.
E poi una domanda. Vi è traccia di finanziamenti della famiglia Berlusconi a Parisi? Cioè, vi è traccia di finanziamenti dall’editore che ripubblica Mein Kampf al candidato sindaco? In caso affermativo, cosa aspetta Parisi a restituire fino all’ultimo euro?

Sala garantisce la legalità

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Da una parte Beppe Sala che propone un comitato per la trasparenza presieduto da Gherardo Colombo e dall’altra il centrodestra, che ha deriso l’Antimafia, ha giudicato inutile sottoporre le liste alla Commissione parlamentare e, per ultimo, ha ribadito un concetto purtroppo smentito da anni di inchieste della magistratura, secondo il quale a Milano e in Lombardia la presenza della mafia non sarebbe un problema che può condizionare la politica. Mi sembra evidente la differenza tra le posizioni dei due candidati a sindaco di Milano. E che Sala è quello che garantisce legalità e guardia alta contro le mafie.

Parisi rivolto al passato, Sala pensa al futuro

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Mi pare evidente che il candidato del centrodestra confonda cambiamento con restaurazione. In realtà lui, anche se cerca di nasconderlo, rappresenta quelli di prima, quelli che hanno governato male Milano e che non hanno garantito nulla di ciò di cui parla Parisi: né trasparenza, né legalità e tanto meno partecipazione. Lui ha la testa rivolta indietro, Sala pensa a costruire il futuro.

Da Parisi sulle tasse la solita proposta iniqua

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Giustamente Tatarella ricorda che Berlusconi abbassò la pressione fiscale tagliando le tasse soprattutto ai ricchi. Ancora qui sta la differenza: noi proponiamo di esentare dall’addizionale Irpef i redditi fino a 28 mila euro, quindi la stragrande maggioranza dei pensionati e i redditi medio bassi. Parisi invece recupera il ‘meno tasse per tutti’, trattando allo stesso modo chi ha bisogno e chi no e proponendo un impossibile azzeramento dell’addizionale, che lascerebbe il Comune senza soldi. Quindi chi ha bisogno avrebbe la stessa esenzione prevista da Sala ma meno servizi, gli altri risparmierebbero senza averne bisogno. Insomma da Parisi arriva la solita proposta iniqua, oltre che insostenibile per il Comune.