La discontinuità in Lombardia è Gori

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Intervista all'evento sugli Stati Uniti d'Europa (video).

Liberi e Uguali sbagliano a volere andare da soli.
Il PD deve continuare a parlare anche agli elettori di Liberi e Uguali perché Giorgio Gori è la vera e unica strada per costruire un progetto di discontinuità in questa Regione.
Liberi e Uguali si richiama molto alla richiesta di discontinuità ma le scelte intraprese non vanno in questa direzione perché portano a lasciare la Regione Lombardia nelle mani del centrodestra, come è adesso.
L’unica vera discontinuità può darla Giorgio Gori e auspico che gli elettori di Liberi e Uguali scelgano lui al momento del voto.

Il referendum della Lombardia non c'entra con le tasse

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Intervento a SkyTg24.

Il referendum svolto in Regione Lombardia non ha nulla a che fare con la possibilità di ridurre le tasse ai cittadini. È un ragionamento che riguarda l’efficienza amministrativa: si è votato per chiedere l’attribuzione alla Regione di maggiori competenze ed è evidente che queste non possono essere attribute senza i soldi per svolgerle ma non c’entra nulla con l’abbassamento delle tasse. L’Emilia Romagna è stata la prima Regione ad attivarsi per siglare un protocollo di intesa con il Governo per avere delle maggiori competenze. Sono contento che in questo non sia più sola perché anche altre Regioni si stanno attivando, anche senza fare il referendum.
Il federalismo, comunque, è previsto dalla Riforma del Titolo V della Costituzione fatta dal centrosinistra, non è quindi una cosa estranea ai nostri percorsi. La divisione, infatti, non è stata sulla richiesta di autonomia ma sul referendum, essendo già tutti i sindaci e tutte le forze politiche d’accordo, non si è capito perché non si è voluto fare come in Emilia Romagna.

Referendum autonomia: Maroni poteva evitare di perdere due anni

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Il referendum lombardo non aggiunge né toglie nulla alla discussione che si deve aprire col governo per ottenere più competenze, come previsto dal Titolo Quinto della Costituzione. Certo, l’affluenza sotto il 40% conferma l’inutilità della consultazione referendaria. Resta la volontà di tutti i partiti e di gran parte dei sindaci lombardi di dare forza a questa richiesta. La stessa volontà che avrebbe consigliato di non perdere due anni per fare un referendum, a pochi mesi dalle elezioni, come ha preferito fare Maroni per ragioni di propaganda elettorale.
Non può passare sotto silenzio l’incredibile vicenda dei dati arrivati dopo più di 12 ore, di procedure tutto fuorché trasparenti, di risultati sull’affluenza comunicati dopo quelli sui risultati del SI e neppure la figuraccia fatta da chi si vanta ancora di aver introdotto il voto elettronico in Italia, nonostante i risultati del Veneto siano arrivati dopo un’ora e i nostri il giorno dopo. Da un ex ministro degli interni ci aspettavamo più rigore e più efficienza a tutela della partecipazione democratica, non pasticci e tempi infiniti.

Referendum: Maroni perde tempo e denaro

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Questa mattina Gentiloni ha firmato l’accordo con l’Emilia Romagna per trasferire alla Regione nuove competenze. Maroni invece in Lombardia fa il referendum, perdendo tempo e soldi (54milioni) per fare ciò che si poteva fare prima destinando quei soldi a risolvere i problemi dei cittadini. Il referendum serve a fare propaganda, nascondendo 4 anni e mezzo di governo regionale senza alcun merito.‬ Votare domenica è inutile come è inutile il referendum.