Dopo gli scandali nella sanità lombarda, non ci si è ancora preoccupati di contrastare corruzione e illegalità

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Dopo il 4 marzo e in questa fase convulsa di trattative e di tentativi di mettere d'accordo i “vincitori delle elezioni”, colpisce molto la scomparsa da qualunque agenda del tema della lotta alla corruzione e della legalità.
Mentre si susseguono le inchieste che svelano episodi di malaffare e di malgoverno, proprio le forze che si sono definite forze di cambiamento alterative al sistema definito corrotto e distante dagli interessi dei cittadini hanno rimosso una questione importante, che costituisce un problema per la nostra democrazia e per lo sviluppo stesso del Paese come quella della corruzione.
Proprio in questi giorni sono emersi episodi gravi di corruzione e di utilizzo della cosa pubblica per fini privati proprio in una delle Regioni simbolo del presunto buon governo del centrodestra e della Lega come la Lombardia.

La legislatura regionale sarà ricordata per il referendum inutile e costoso

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Intervento a Radio Lombardia.

Questa legislatura in Regione Lombardia sarà ricordata per un referendum costoso e inutile che ha portato la nostra Regione ad avere la stessa considerazione delle Regioni che non hanno fatto il referendum.
Inoltre, tutte le promesse fatte dal centrodestra (i soldi che dovevano stare in Lombardia, la cancellazione dei ticket ecc.) sono rimaste tali.
Si può fare meglio!

La discontinuità in Lombardia è Gori

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Intervista all'evento sugli Stati Uniti d'Europa (video).

Liberi e Uguali sbagliano a volere andare da soli.
Il PD deve continuare a parlare anche agli elettori di Liberi e Uguali perché Giorgio Gori è la vera e unica strada per costruire un progetto di discontinuità in questa Regione.
Liberi e Uguali si richiama molto alla richiesta di discontinuità ma le scelte intraprese non vanno in questa direzione perché portano a lasciare la Regione Lombardia nelle mani del centrodestra, come è adesso.
L’unica vera discontinuità può darla Giorgio Gori e auspico che gli elettori di Liberi e Uguali scelgano lui al momento del voto.

Il referendum della Lombardia non c'entra con le tasse

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Intervento a SkyTg24.

Il referendum svolto in Regione Lombardia non ha nulla a che fare con la possibilità di ridurre le tasse ai cittadini. È un ragionamento che riguarda l’efficienza amministrativa: si è votato per chiedere l’attribuzione alla Regione di maggiori competenze ed è evidente che queste non possono essere attribute senza i soldi per svolgerle ma non c’entra nulla con l’abbassamento delle tasse. L’Emilia Romagna è stata la prima Regione ad attivarsi per siglare un protocollo di intesa con il Governo per avere delle maggiori competenze. Sono contento che in questo non sia più sola perché anche altre Regioni si stanno attivando, anche senza fare il referendum.
Il federalismo, comunque, è previsto dalla Riforma del Titolo V della Costituzione fatta dal centrosinistra, non è quindi una cosa estranea ai nostri percorsi. La divisione, infatti, non è stata sulla richiesta di autonomia ma sul referendum, essendo già tutti i sindaci e tutte le forze politiche d’accordo, non si è capito perché non si è voluto fare come in Emilia Romagna.