Il nuovo decreto anticorruzione è solo propaganda

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Il ministro Bonafede che definisce il cosiddetto Decreto Anticorruzione una rivoluzione ma è evidente che fa solo propaganda per coprire un vuoto.
La vera rivoluzione nella lotta alla corruzione, come riconosciuto da tutti gli operatori, si è fatta la scorsa legislatura con la legge che ha dato poteri ad Anac, con l’aumento delle pene per un reato per cui nessuno veniva punito, con il codice degli appalti, con l’introduzione del reato di autoriciclaggio, con la legge che tutela chi denuncia quei reati nella PA.
Abbiamo messo in campo strumenti e norme efficaci e, queste si, rivoluzionarie, rispetto al passato.
Presentare il daspo o gli agenti sotto copertura, di cui discuteremo, come una svolta epocale è solo l’ennesimo tentativo di imbrogliare i cittadini.
Le norme anticorruzione ci sono e, invece di attaccare Anac o il codice degli appalti perché troppo severo, le facciano funzionare.

Contro corruzione e mafia servono fatti non parolacce

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Al Governo - e in particolare a Salvini - diciamo che ‘ndrangheta e corruzione non si battono dicendo loro le parolacce, ma applicando le leggi e facendo i controlli.
Noi siamo preoccupati, perché, al di là delle chiacchiere, Lega e M5s al Governo intendono smantellare due riforme importanti fatte contro la corruzione e per la legalità, come il Codice per gli appalti e il Codice Antimafia.
Su questi temi, anche solo creare confusione e incertezza normativa significa depotenziare lo Stato e le istituzioni nella battaglia contro la criminalità organizzata.
Cambiare le norme appena fatte sugli appalti e sull’anticorruzione non credo debba essere la priorità per un Governo che dopo 9 Consigli dei ministri ha partorito solo un decreto.
Certamente non è una priorità per i cittadini.
La volontà di smontare il sistema di contrasto alla corruzione poteva essere prevedibile da parte della Lega, che ha votato contro sia al Codice degli Appalti che al Codice Antimafia, ritenendoli troppo vincolanti.

Salvini dia i soldi ai Comuni per i beni confiscati

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Se Salvini si leggesse la riforma del Codice Antimafia approvata la scorsa legislatura (e il Ministro degli Interni farebbe bene a farlo), saprebbe che la gestione dei beni e delle aziende confiscate è affidata ai magistrati per le misure di prevenzione e il ruolo dell’Agenzia è di sostegno e supporto a loro e, soprattutto, saprebbe che, se si devono investire risorse su questo, l’obiettivo non deve essere quello di triplicare il personale dell’ Agenzia ma quello di permettere ai Comuni di coprire, dotandoli dei soldi necessari, le spese per mettere a disposizione dei cittadini quei beni.
Continuare a parlare di beni confiscati e di gestione delle aziende acquisite dallo Stato per fare propaganda non sapendo di cosa si parla non aiuta la lotta alla mafia né l’utilizzo dei beni.

Salvini insulta chi combatte combatte la mafia ogni giorno

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Salvini che spiega che la guerra alla mafia inizia ora e che per i mafiosi la pacchia è finita è un insulto a chi la combatte e la sconfigge ogni giorno!
Soprattutto perché i fatti e i risultati smentiscono quanto dice. Forse il ministro degli Interni farebbe meglio ad informarsi prima di parlare!