Il tema della prescrizione va affrontata ma la riforma del Governo non ha senso

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Intervento in Tv a 7Gold.

La riforma della prescrizione, così come è proposta, dentro a un decreto in cui non c'entra nulla, avulsa da una riflessione seria su come migliorare il funzionamento della giustizia per garantire tempi certi, non ha senso.
Tuttavia, esiste il tema: la prescrizione, nata come uno strumento di garanzia per gli imputati al fine di avere tempi certi per le sentenze, stia diventando invece un modo per le difese per evitare di arrivare a sentenza. Questo è sicuramente un problema serio che va affrontato.
Il PD, negli anni in cui è stato al Governo, aveva portato avanti una riforma della Giustizia ma il nuovo Governo l'ha messa nel cassetto.

La pace fiscale è un regalo agli evasori

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Intervento in Tv a 7Gold.

All’interno del “Decreto Fiscale”, guardando a ciò che è stato annunciato, a mio avviso ci sono solo una serie di proposte che aggraverebbero la situazione. Chi si è sempre comportato secondo le regole e ha sempre pagato le tasse ne esce penalizzato in quanto vengono sanate le situazioni a chi in questi anni non lo ha fatto e con costi ridicoli.
Gli emendamenti al decreto sembrerebbero anche ulteriormente peggiorativi, come quello apparso sui giornali in cui si dice di sanare le situazioni di chi non ha pagato l’IMU dal 2010 al 2017.
Si tratta di soggetti non in difficoltà o che non possono pagare ma che hanno evaso le tasse - non che hanno dimenticato piccole multe - e che con la "pace fiscale" potrebbero sanare la loro situazione senza incorrere in penalità.

La legge che punisce il voto di scambio c'è già e funziona

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Il voto di scambio politico-mafioso è già punibile e già punito nel nostro ordinamento, grazie ad una legge che ha modificato l'articolo 416-ter del Codice penale e che è stata approvata nella passata legislatura. Una legge frutto di una campagna larga della società civile precedente alle elezioni e che aveva raccolto 500 mila firme su un testo che poi approvammo in Parlamento. La modifica che propongono oggi il senatore Giarrusso e il M5s rischia invece di allargare le maglie del voto di scambio e di compromettere tutto il lavoro fatto fin qui.
Pretendere che per il voto di scambio ci sia 'consapevolezza' della mafiosità dei contraenti significa mettere a rischio l'efficacia stessa della norma. Non a caso chi nella passata legislatura chiese la legge, oggi dice di fermarsi. La mafia non si combatte cercando di appuntarsi medaglie, ma con l'unità delle forze politiche. Bisogna smettere di usare la lotta alla mafia per fare propaganda. Fermiamoci, perché questa modifica non è necessaria, ma anzi rischia di compromettere la lotta contro il voto di scambio politico-mafioso.

Intervento in Senato»

Le mafie al Nord

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Intervento svolto alla presentazione del libro “L’olandese, il carabiniere e il convitato di pietra” (video).

Voglio ringraziare Giovanni Poletti, autore del libro “L’olandese, il carabiniere e il convitato di pietra”, perché non è scontato scegliere di parlare di mafie in un romanzo, soprattutto di questi tempi.
In questi tempi, infatti, i problemi della sicurezza del Paese sembrano essere rappresentati dai bambini di Lodi o dal sindaco di Riace o dalle persone che fanno richiesta della cittadinanza e che - come prevede il testo del “Decreto Sicurezza” - vedranno allungarsi i tempi di quattro anni.
In realtà, nel libro “L’olandese, il carabiniere e il convitato di pietra”, Poletti racconta bene che i problemi del Paese rispetto alla criminalità e alla sicurezza sono ben più grandi e più corposi.
Abbiamo di fronte un nemico che rischia di passare in secondo piano e invece deve essere presentato e percepito come una priorità da combattere.
Credo che non sia stato un bel segnale per il Paese l’aver fatto un decreto in cui si sono accomunate sicurezza e immigrazione, dove la maggior parte degli articoli presenti non è volto a far sentire più sicuri i cittadini ma riguarda invece il tema dell’immigrazione, mentre solo due articoli parlano di mafie, in uno dei quali, oltretutto, si dice che bisogna vendere ai privati i beni confiscati alle mafie, con il rischio che a ricomprarli siano soggetti vicini a coloro a cui sono stati sottratti.