A mano disarmata

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Intervento alla presentazione del libro "A mano disarmata" di Federica Angeli alla Festa dell'Unità di Torino.

Video dell’incontro»

Credo che vada dato un riconoscimento alla giornalista Federica Angeli per il libro che ha scritto.
Le vicende che vengono raccontate nel libro “A mano disarmata” sono emerse dai fatti di cronaca riguardanti Ostia.
Nella scorsa legislatura siamo anche stati a Ostia con la Commissione Parlamentare Antimafia e abbiamo fatto tutto ciò che era possibile per occuparci di ciò che avveniva in quel territorio e per fare in modo che se ne occupasse anche la magistratura.
Su Ostia un obiettivo lo abbiamo raggiunto perché il Municipio è stato sciolto e commissariato per mafia, anche se poi ci sono ancora delle discussioni sulla questione della mafia e del reato di associazione mafiosa previsto dall’articolo 416bis nella magistratura giudicante nei processi dell’inchiesta “Mafia Capitale”.
Ostia comunque è il Municipio sciolto per mafia più grande del nostro Paese.

Il nuovo decreto anticorruzione è solo propaganda

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Il ministro Bonafede che definisce il cosiddetto Decreto Anticorruzione una rivoluzione ma è evidente che fa solo propaganda per coprire un vuoto.
La vera rivoluzione nella lotta alla corruzione, come riconosciuto da tutti gli operatori, si è fatta la scorsa legislatura con la legge che ha dato poteri ad Anac, con l’aumento delle pene per un reato per cui nessuno veniva punito, con il codice degli appalti, con l’introduzione del reato di autoriciclaggio, con la legge che tutela chi denuncia quei reati nella PA.
Abbiamo messo in campo strumenti e norme efficaci e, queste si, rivoluzionarie, rispetto al passato.
Presentare il daspo o gli agenti sotto copertura, di cui discuteremo, come una svolta epocale è solo l’ennesimo tentativo di imbrogliare i cittadini.
Le norme anticorruzione ci sono e, invece di attaccare Anac o il codice degli appalti perché troppo severo, le facciano funzionare.

Contro corruzione e mafia servono fatti non parolacce

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Al Governo - e in particolare a Salvini - diciamo che ‘ndrangheta e corruzione non si battono dicendo loro le parolacce, ma applicando le leggi e facendo i controlli.
Noi siamo preoccupati, perché, al di là delle chiacchiere, Lega e M5s al Governo intendono smantellare due riforme importanti fatte contro la corruzione e per la legalità, come il Codice per gli appalti e il Codice Antimafia.
Su questi temi, anche solo creare confusione e incertezza normativa significa depotenziare lo Stato e le istituzioni nella battaglia contro la criminalità organizzata.
Cambiare le norme appena fatte sugli appalti e sull’anticorruzione non credo debba essere la priorità per un Governo che dopo 9 Consigli dei ministri ha partorito solo un decreto.
Certamente non è una priorità per i cittadini.
La volontà di smontare il sistema di contrasto alla corruzione poteva essere prevedibile da parte della Lega, che ha votato contro sia al Codice degli Appalti che al Codice Antimafia, ritenendoli troppo vincolanti.

Salvini dia i soldi ai Comuni per i beni confiscati

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Se Salvini si leggesse la riforma del Codice Antimafia approvata la scorsa legislatura (e il Ministro degli Interni farebbe bene a farlo), saprebbe che la gestione dei beni e delle aziende confiscate è affidata ai magistrati per le misure di prevenzione e il ruolo dell’Agenzia è di sostegno e supporto a loro e, soprattutto, saprebbe che, se si devono investire risorse su questo, l’obiettivo non deve essere quello di triplicare il personale dell’ Agenzia ma quello di permettere ai Comuni di coprire, dotandoli dei soldi necessari, le spese per mettere a disposizione dei cittadini quei beni.
Continuare a parlare di beni confiscati e di gestione delle aziende acquisite dallo Stato per fare propaganda non sapendo di cosa si parla non aiuta la lotta alla mafia né l’utilizzo dei beni.