L'inchiesta di Milano conferma che la politica deve garantire trasparenza e legalità

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L’inchiesta della dda di Milano che ha portato all’arresto di politici e imprenditori, ripropone una vicenda in cui si usa la cosa pubblica per fare illeciti interessi personali e di gruppo. Di fronte a questo emerge ancora la permeabilità della regione Lombardia di fronte ai tentativi di condizionamento illegale. E ancora emerge la preoccupante disponibilità a rapportarsi con le mafie pur di guadagnare.
Questa ennesima vicenda conferma la necessità per la politica di mettere in campo ulteriori iniziative per garantire la legalità e spero porti consiglio a chi oggi con lo sblocca cantieri sta tornando indietro proprio sul piano della trasparenza e dei controlli.

Inquieta la permeabilità delle imprese del Nord

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E’ importante e positivo che sia stata portata a termine questa mattina, in Lombardia e Calabria, una operazione che ha permesso l’arresto, da parte dei carabinieri, di 19 soggetti ritenuti parte di una organizzazione di stampo ‘ndranghetistico che operava nel bergamasco e nel bresciano.
All’arma dei Carabinieri e agli investigatori va il nostro ringraziamento. Ma questa ennesima operazione conferma che l’insediamento della criminalità organizzata nel nord del nostro Paese è ormai un fatto consolidato. Ed è inquietante che, ce lo dice l’inchiesta che ha portato agli arresti, l’organizzazione criminale offrisse “servizi alle aziende” in particolare sul versante del recupero crediti.
Questo testimonia un grado di permeabilità del tessuto delle imprese del territorio che dovrebbe preoccupare le associazioni imprenditoriali a cui chiediamo di monitorare e controllare una situazione che, le cronache ce lo dimostrano, sta diventano molto pericolosa.

Ambulanti, avevamo ragione a chiedere regole e trasparenza

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Le indagini della procura di Roma, della Guardia di finanza e della polizia locale sulle concessioni agli ambulanti nella Capitale, che vedono il coinvolgimento di esponenti della famiglia Tredicine oltre a dirigenti del Comune, confermano purtroppo tutte le nostre preoccupazioni sul sistema di gestione delle licenze, che è ancora in piedi. Avevamo ragione a chiedere regole e trasparenza. Ora è più chiara la ragione del protagonismo dei Tredicine nelle manifestazioni degli scorsi anni, contro l’entrata in vigore di nuove regole. Capiamo l’imbarazzo di chi cercò di mettere il cappello su quelle manifestazioni, è chiaro che si tratta di un sistema opaco e illegale. Ora la giustizia farà il suo corso e si spera che intervenga anche l’amministrazione a Cinque Stelle, se ne è capace.