Importante rimettere i beni confiscati a disposizione della parte più fragile della società

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Intervento svolto all'inaugurazione del progetto La tua casa, che vede la nascita di una comunità per mamme in difficoltà in una villa confiscata alla 'ndrangheta a Buccinasco (video).

Questa è sicuramente una bella giornata di festa e credo che si debbano ringraziare soprattutto l’amministrazione comunale, l’Associazione Ai.Bi. Amici dei Bambini, la Cooperativa Sociale AIBC e quanti hanno pensato al progetto che vede la luce nella villetta confiscata alla ‘ndrangheta a Buccinasco.
Vorrei cercare di dare il segno dell’importanza che ha un momento come questo e il rimettere a disposizione di una comunità un bene confiscato alle mafie.
Credo che esempi come questo di Buccinasco mostrino chiaramente quanto sia importante la legge Rognoni – La Torre, con cui si è introdotto il tema della confisca dei beni nella legislazione italiana. Questa è una legge importante perché colpisce le mafie dove fa loro più male, i soldi e i patrimoni e glieli porta via. E poi è una legge importante anche perché dà un segnale alla società, alla società libera e legale e alle persone per bene, in quanto si restituiscono alla società i bene sequestrati ai mafiosi.
Inoltre, i beni si restituiscono alla parte più fragile della società e vengono finalizzati a cercare di aiutare le persone che più hanno bisogno, che sono quelle che soffrono maggiormente quando c’è illegalità e quando c’è una criminalità organizzata che spesso le sfrutta.
La relazione conclusiva dei lavori della Commissione Parlamentare Antimafia della scorsa Legislatura mostra che ormai sono tutta la Lombardia e tutto il Nord ad essere infettati dal fenomeno delle mafie, non soltanto Buccinasco. La ‘ndrangheta, in particolare, è insediata al Nord e la Regione Lombardia è la quarta per beni confiscati e questo dà il senso di quanto sia radicata la mafia qui.
Momenti come quelli dell’inaugurazione di progetti all’interno dei beni confiscati sono importanti perché ricordano che, anche se la ‘ndrangheta non spara più e si nasconde, dobbiamo tenere alta l’attenzione.
L’allarme sociale non può essere basso perché la ‘ndrangheta non spara: bisogna sapere che è pericolosa perché mette in discussione la nostra democrazia e la nostra convivenza civile, inquinando tutto, a partire dall’economia legale.
Momenti come questi, quindi, dicono che le mafie ci sono e bisogna combatterle e questi progetti indicano anche che c’è uno Stato che è in grado di farlo e i cittadini devono stare insieme alle forze dell’ordine, alla magistratura e a chi combatte istituzionalmente la mafia per sconfiggere questo cancro del nostro Paese.


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