Seregno: dalla Lega dimissioni tardive, la mafia si combatte rispettando le regole

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Leggo che, a seguito dell'inchiesta milanese sulla ‘ndrangheta, i consiglieri comunali della Lega di Seregno, guidati dal vicesindaco Mariani, si sono dimessi. Un atto che credo sia dovuto e necessario.
Lo hanno fatto rivendicando la loro distanza dalle mafie e dalle organizzazioni criminali. È certamente così, ma non basta più intervenire dopo per rimarcare la propria distanza dalle mafie: serve assumersi prima la responsabilità di garantire legalità e trasparenza nell'azione amministrativa per impedire alla ‘ndrangheta di fare i propri affari.
La vicenda di Seregno parla d'altro: di procedure urbanistiche che violavano palesemente le regole più elementari per favorire un interesse privato a scapito di quello pubblico e il fatto di non sapere che dietro al privato si nascondessero i boss non giustifica chi ha consentito o non ha contrastato quegli abusi.
La politica, anche in Lombardia, non può più nascondere i rischi e la necessità di prevenire le infiltrazioni della criminalità nelle Pubbliche Amministrazioni. E chi ha responsabilità politiche e amministrative, contrariamente a ciò che pensa Mantovani, deve sapere a chi stringe la mano quando con quel gesto accredita l'interlocutore.

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