Crimine capitale

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Intervento al convegno "Crimine capitale" (video).

Ringrazio per il coinvolgimento al convegno "Crimine Capitale" e per la discussione che si sta svolgendo. Sono molto d’accordo con molte delle cose che ho sentito fino ad ora e voglio sottolineare alcuni aspetti.
Innanzitutto, mi pare che dalle cose dette emerga con chiarezza il fatto che le mafie cambiano continuamente: c’è un processo continuo di cambiamento e ci sono più mafie, non c’è una mafia sola; sono organizzazioni diverse e, in questo momento, pare che la ‘ndrangheta sia la più radicata.
Non è una cosa nuova ma non è neanche tanto antica.
Oggi la mafia è un fenomeno nazionale e internazionale. Non stiamo parlando più della mafia delle Regioni del Sud: la Relazione conclusiva dei lavori della Commissione Parlamentare Antimafia della scorsa Legislatura dice che la mafia è insediata al Nord e in tutto il Paese; non è solo infiltrata: c’è un insediamento anche sociale e territoriale prima che economico.
Quando ci poniamo il tema della lotta alle mafie, quindi, dobbiamo sapere che questa è la dimensione, nazionale, internazionale e europea.

Salvini non può far finta di nulla sull'arresto di Arata

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L’arresto di Paolo Arata, già consulente della Lega, e dell’imprenditore Vito Nicastri, considerato dagli inquirenti come finanziatore della latitanza di Matteo Messina Denaro, definisce un quadro inquietante fatto di rapporti tra mafia, politica e imprese.
Non credo che il ministro degli Interni e segretario della Lega possa restare in silenzio: svolge un ruolo che non può essere indebolito da dubbi o sospetti.
Salvini dica e chiarisca su questa vicenda, almeno prenda le distanze e si esprima.
L’audizione preannunciata in commissione Antimafia può essere l’occasione, ma è bene che il vicepremier non aspetti.
L’unica cosa che non può fare è far finta di niente o pensare di cavarsela spostando l’attenzione, come fa stamattina, sulla futura chiusura del Cara di Mineo.

Abolendo il reato d abuso d'ufficio non si combatte la mafia

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E’ assolutamente grave che il ministro dell’Interno proponga l’abolizione del reato di abuso di ufficio proprio nel giorno in cui si ricorda la strage di Capaci e si celebra la giornata contro la mafia e la corruzione. Ciò la dice lunga sull’idea di legalità di Salvini. La mafia non si combatte se non si combatte la corruzione. E certo non si combatte la mafia facendo solo propaganda.
Il ministro dell’Interni sembra quasi infastidito dal fatto che l’Italia, grazie alle leggi approvate dal centrosinistra, all’istituzione dell’Anac e al nuovo Codice degli appalti, abbia guadagnato posizioni nella classifica della lotta alla corruzione.
La proposta di oggi di Salvini sull’abuso di ufficio è solo l’ultimo colpo di scena, visto che in Parlamento Lega e M5s stanno già lavorando, attraverso lo sblocca cantieri ma non solo, per picconare il Codice degli appalti, svuotare Anac di poteri e funzioni, indebolire la normativa contro il voto di scambio.
Salvini e Di Maio a parole continuano ad ergersi a combattenti della criminalità organizzata, ma nei fatti riducono i controlli e abbassano le garanzie contro l’illegalità, favorendo la corruzione e le mafie.

Sugli arresti di Legnano, Salvini non può far finta di niente

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Quella di Legnano è l'ennesima vicenda che dimostra come il centrodestra in Lombardia insista con pratiche spregiudicate e spesso illecite. Questo episodio chiarisce che gli scontri interni al centrodestra in quel comune lombardo, che avevano portato la maggioranza dei consiglieri municipali a dimettersi, non erano legati all'interesse della città, ma a mere questioni di potere. Va bene avere fiducia nei propri uomini e nella magistratura, ma Salvini non può fare finta di niente anche questa volta, dopo averci spiegato ancora ieri che non servono regole e controlli, ma basta il buon senso per evitare la corruzione.
In realtà continuare a ripetere, come fa il ministro dell'Interno, che le norme messe a garanzia della legalità sono un problema che blocca l'economia e non una necessità crea un clima culturale che sdogana comportamenti illeciti. E dopo aver pontificato sulla moralità degli altri partiti, ora Salvini cominci a fare i conti con la realtà del centrodestra lombardo che ha creato, come evidenziano le inchieste di queste settimane, dalla Regione ai comuni un sistema permeabile al malaffare.