Sanità e corruzione: Legalità scomparsa dall'agenda politica

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Articolo pubblicato da Affaritaliani.

Dopo il 4 marzo e in questa fase convulsa di trattative e di tentativi di mettere d'accordo i “vincitori delle elezioni”, colpisce molto la scomparsa da qualunque agenda del tema della lotta alla corruzione e della legalità.
Mentre si susseguono le inchieste che svelano episodi di malaffare e di malgoverno, proprio le forze che si sono definite forze di cambiamento alterative al sistema definito corrotto e distante dagli interessi dei cittadini hanno rimosso una questione importante, che costituisce un problema per la nostra democrazia e per lo sviluppo stesso del Paese come quella della corruzione.
Proprio in questi giorni sono emersi episodi gravi di corruzione e di utilizzo della cosa pubblica per fini privati proprio in una delle Regioni simbolo del presunto buon governo del centrodestra e della Lega come la Lombardia.
Una di queste inchieste, che porta sul banco degli indagati medici e funzionari della Regione, fino a coinvolgere il garante per la legalità nominato da Maroni, riguarda ancora la sanità Lombarda; ancora una volta si trovano strade per distrarre fondi pubblici dalla loro funzione, che è quella di garantire la salute dei cittadini, per favorire arricchimenti personali.

In nome del figlio. Saveria Antiochia, una madre contro la mafia

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Intervento svolto alla presentazione del libro "In nome del figlio. Saveria Antiochia, una madre contro la mafia".

Jole Garuti ha raccontato cose importanti nel libro “In nome del figlio. Saveria Antiochia, una madre contro la mafia”, ed ha anche fatto cose importanti in questi anni: è stata una delle fondatrici di Società Civile e una delle fondatrici di Libera. Chi conosce Jole Garuti conosce anche il suo straordinario impegno nel lavoro che porta avanti. La lotta alla mafia, infatti, la fanno le forze dell’ordine ma i colpi più pesanti sono stati subiti dalle mafie nel momento in cui si è mobilitata la società civile, indignandosi e ribellandosi.
Libri come “In nome del figlio. Saveria Antiochia, una madre contro la mafia” raccontano cosa sono state le mafie in Italia e, quindi, anche cosa possono tornare ad essere.
Le mafie, infatti, ci sono ancora: hanno subito colpi durissimi, hanno fatto scelte strategiche diverse ma ci sono.
La ‘ndrangheta, ad esempio, per mimetizzarsi meglio nella società ha scelto di abbandonare gli aspetti militari e agire penetrando l’economia legale ma gli arsenali li ha ancora e se servissero verrebbero usati, come hanno raccontato i magistrati che hanno seguito l’inchiesta Aemilia.

Bene l'iniziativa di Confcommercio dedicata alla legalità

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La giornata organizzata oggi da Confcommercio dedicata alla legalità è un fatto positivo e di grande importanza. L’impegno delle organizzazioni di impresa contro le mafie è fondamentale per sconfiggere le mafie che vogliono penetrare nell’economia legale e condizionarla. Dire “legalità mi piace” significa sapere che il rispetto delle regole e il non scendere a compromessi sono gli impegni imprescindibili per respingere la criminalità organizzata.

Seregno: dalla Lega dimissioni tardive, la mafia si combatte rispettando le regole

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Leggo che, a seguito dell'inchiesta milanese sulla ‘ndrangheta, i consiglieri comunali della Lega di Seregno, guidati dal vicesindaco Mariani, si sono dimessi. Un atto che credo sia dovuto e necessario.
Lo hanno fatto rivendicando la loro distanza dalle mafie e dalle organizzazioni criminali. È certamente così, ma non basta più intervenire dopo per rimarcare la propria distanza dalle mafie: serve assumersi prima la responsabilità di garantire legalità e trasparenza nell'azione amministrativa per impedire alla ‘ndrangheta di fare i propri affari.
La vicenda di Seregno parla d'altro: di procedure urbanistiche che violavano palesemente le regole più elementari per favorire un interesse privato a scapito di quello pubblico e il fatto di non sapere che dietro al privato si nascondessero i boss non giustifica chi ha consentito o non ha contrastato quegli abusi.