Accordo con IBM dimostra che l'Italia e Milano sono competitive

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L’accordo firmato oggi a Boston dal Presidente del Consiglio Renzi con l’Ibm ha un valore enorme in termini di investimenti. Si tratta di 150 milioni di dollari per la costruzione di un centro di eccellenza per lo sviluppo di soluzioni cognitive applicate alla sanità, all’healt science e alla pubblica amministrazione. Ma quello che mi sembra ancora più importante e significativo è che questo centro sorgerà nell’area di Expo 2015: questo vuol dire che la scelta di puntare su quell’area per farne un polo di eccellenza e di sviluppo era giusta e che Milano, grazie anche alla positiva esperienza di Expo, e l’Italia sono tornate ad essere attrattive e competitive per gli investimenti stranieri. Penso che nessuno possa negare che questo sia anche merito del governo e delle sue scelte: non credo che solo qualche anno fa questo accordo sarebbe stato possibile.

Dopo Expo, Milano riferimento mondiale per la ricerca con lo Human Technopole

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Articolo pubblicato da L'Unità.

Sette centri di ricerca, trentamila metri quarti destinati ad ospitare quella che vuole e può diventare una straordinaria occasione per la nostra città e per il nostro Paese. Questo in estrema sintesi e il progetto che Matteo Renzi ha presentato recentemente al Piccolo Teatro e che non solo sarà localizzato nell'area di Expo al posto dei capannoni dei Paesi che si stanno dismettendo, ma concretamente darà continuità proprio sui contenuti di Expo: nutrire il Pianeta, quindi l'alimentazione, la salute, la lotta alla malnutrizione e alla povertà. A chi era legittimamente preoccupato che il dopo Expo potesse coincidere solo con una speculazione edilizia nell'area e a chi, al contrario, ha temuto tempi biblici per la definizione degli interventi sul sito con conseguente degrado, le istituzioni milanesi, insieme al Governo, rispondono con lo “Human Technopole", una sorta di silicon valley che vuole attirare ricercatori da tutto il mondo per studiare e produrre nuove idee e nuove tecnologie che abbiano come obbiettivo migliorare la vita delle persone: salute, genetica, nanotecnologie per invecchiamento e alimentazione.

La lotta contro la mafia non sia usata per propaganda politica

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La lotta contro le mafie è una cosa molto seria che non deve essere usata per fare propaganda politica, tanto meno vanno alimentati sospetti senza fondamento per delegittimare l'avversario politico. Temo che le domande di Gibillini e Monguzzi a Beppe Sala rischino invece oggettivamente di inquinare la campagna per le primarie agitando allusioni senza fondamento. L'antimafia nazionale, l'Anac di Cantone e in ultimo la DIA hanno sottolineato l'efficacia del metodo che ha contrastato le infiltrazioni delle mafie negli appalti di Expo, tanto da proporlo come modello per gestire le grandi opere.
Questo mi pare un dato di fatto incontrovertibile di cui essere orgogliosi.
Ora, certamente, il merito è delle istituzioni che hanno collaborato per realizzare il contrasto, ma altrettanto certamente non si può sostenere che questo risultato sia stato ottenuto nonostante Beppe Sala o società Expo, che hanno fatto la loro parte.

Per la DIA Expo è un modello contro le infiltrazioni mafiose. Un riconoscimento che azzera le polemiche

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La relazione semestrale della Direzione Investigativa Antimafia resa pubblica in questi giorni recita "Per quanto attiene al controllo delle procedure di affidamento ed esecuzione degli appalti pubblici, il successo del modello Expo, che ha visto la Dia volano delle attività di supporto alle autorità prefettizie, deve rappresentare un’eredità di metodo e di professionalità da non disperdere, che potrebbe essere mutuata per la gestione di altri grandi eventi." Si fa poi riferimento ai numerosi accessi ai cantieri e alle oltre cento tempestive interdettive che hanno efficacemente contrastato le infiltrazioni della criminalità in appalti considerati molto appetibili dalle mafie.
Questo risultato, già conosciuto dalla Commissione Antimafia e dalla stressata ANAC, è merito del lavoro degli investigatori ma anche della collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti senza la quale non avrebbero potuto funzionare le misure di prevenzione messe in atto.