Expo 2015, tutte le colpe di Formigoni

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E' comprensibile che il presidente Formigoni, di fronte all’opinione pubblica, voglia esaltare e valorizzare un evento come quello di Expo 2015, però, all’interno del consiglio regionale (in cui martedì scorso si è svolta una discussione su questo tema) era bene dirsi le cose per quelle che sono, evitando di presentare la situazione in maniera un po’ troppo ottimistica rispetto alla realtà.
Fin dall’inizio della vicenda di Expo 2015, il Partito democratico non ha mai fatto mancare il proprio sostegno all’iniziativa, anzi, abbiamo sostenuto convintamente la candidatura della città di Milano e abbiamo contribuito a fare in modo che il capoluogo lombardo fosse scelto come la sede dell’evento. Non abbiamo fatto e non faremo mancare neanche adesso il nostro sostegno ad Expo ma, se vogliamo la riuscita di questo evento, il nostro non può essere un sostegno acritico.

E DOPO L'EXPO?

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Indubbiamente Letizia Moratti ha fatto perdere alla città molti mesi che peseranno sull’esito di expo.  Il tema del contendere è stato il nodo delle aree su cui si svolgerà l’evento. Questo è il primo Expò nella storia che è destinato a svolgersi su aree originariamente di proprietà privata e non pubblica, da qui il problema di acquistarle quanto piuttosto di altre soluzioni.

Il consiglio regionale, sicuramente le opposizioni ma anche il presidente Formigoni hanno sempre sostenuto la soluzione più chiara: l’acquisto.
Il sindaco ha sostenuto altre soluzioni molto meno trasparenti: il comodato d’uso o le varianti urbanistiche.
Ora la scelta sembra finalmente fatta: l’acquisizione delle aree di Expo da parte di una società “pubblica” Newco.  Il valore delle aree verrà determinato, a norma di legge, garantendo l’interesse pubblico, da un osservatorio del mercato imparziale. È stato riconosciuto che l’acquisto al prezzo determinato da un ente terzo è l’unica strada perseguibile, politicamente e legalmente. Se verrà confermata questa scelta si tratta evidentemente di una sconfitta e di una sconfessione di una strategia sbagliata  che Letizia Moratti ha perseguito facendo perdere alla città tempo e denaro e all’expo credibilità.
 Anche la scelta di una società interamente formata da soggetti pubblici per l’acquisto delle aree che sembra profilarsi, va nella giusta direzione e consente ora di aprire una discussione dai contorni ben definiti sull’Expo ma, soprattutto, sul dopo Expo.

EXPO: MIRABELLI (PD), FORMIGONI CHIARISCA FUTURO AREE

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(ANSA) MILANO, 31 MAG - Il consigliere regionale, Franco Mirabelli (Pd), chiede al presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, di chiarire ''se con i soldi pubblici si acquisteranno le aree, come richiede il Bie, per mantenere anche dopo il 2015 le strutture che saranno costruite per l'Expo, o se invece l'ente pubblico attraverso la NewCo li acquistera' con altri obiettivi''.
Il consigliere Mirabelli fa riferimento, in particolare, all'Orto delle Biodiversita', al Centro di ricerca per lo sviluppo sostenibile e al Museo della nutrizione. ''E' fondamentale che ci sia chiarezza e trasparenza su questi punti - dice Mirabelli -, cosi' come devono essere chiari i criteri usati per valutare il prezzo che la nuova societa' corrispondera' ai proprietari delle aree. Sara' a partire da queste risposte che esprimeremo il nostro giudizio in Consiglio regionale, sapendo che per noi l'interesse pubblico deve prevalere su ogni altra valutazione''.(ANSA).

Ripresentato il progetto di legge per la sicurezza nei cantieri dell'expo e la trasparenza degli appalti

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Questa mattina ho ripresentato il progetto di legge, già depositato nella scorsa legislatura, che interviene su due questioni molto importanti  e spesso trascurate relative ad EXPO.Al di là dei progetti e dei finanziamenti il ruolo delle istituzioni deve essere soprattutto, in questa fase, quello di garantire il rispetto delle norme di sicurezza a tutela dei lavoratori dei cantieri  e di garantire che nella gestione degli appalti non vi siano infiltrazioni della criminalità organizzata. 
Alla fine della scorsa legislatura il tavolo aperto in Regione tra imprese e sindacati ha prodotto idee positive che però non si sono ancora tradotte in norme effettive e questo progetto di legge ne riprende molte. 
Così come interviene su un fronte come quello degli appalti che, anche un recente rapporto del CNEL, indica come fortemente a rischio di infiltrazioni mafiose.