Incontro con i precari della Città Metropolitana

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E’ già il secondo Natale che veniamo a trovare i precari della Città Metropolitana che sono costretti a questa protesta per avere delle rassicurazioni sul loro futuro.
La situazione va risolta.
Alla Camera dei Deputati è già avvenuto un fatto importante che va in questa direzione: è stato, infatti, approvato un Ordine del Giorno che dà mandato al Governo di intervenire all’interno del Decreto Milleproroghe per dare un futuro a questi lavoratori, per la loro serenità ma anche per il loro diritto a proseguire il lavoro che stanno svolgendo. Anche perché questi lavoratori sono essenziali per far funzionare i servizi e complessivamente tutta la Città Metropolitana. Senza questi lavoratori il servizio ambientale non potrebbe funzionare, così come sarebbe compromessa la manutenzione delle strade (essendoci tra loro molti cantonieri), quindi, c’è bisogno di risolvere subito la questione.

Milano Città Metropolitana

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Il tema della città metropolitana appare spesso distante ai cittadini, invece, riguarda la nostra vita e il futuro di questa realtà.
Milano, in questi anni, è stata capace di trasformarsi in continuazione e ci sono stati raccontati l’orgoglio e l’amore per una città che ha saputo sempre guardare al mondo, pensando in grande e avendo come orizzonte per le sue trasformazioni il futuro.
Stiamo vivendo un periodo in cui questa città è rinata con Expo, la Fondazione Prada, le Università.
Tutti coloro che ci sono stati dicono che Milano è diventata una città europea, che ha saputo trasformarsi e ha saputo investire anche sulla sua bellezza (penso, ad esempio, alla Darsena) e anche su una parte delle sue periferie.
Oggi, Milano è diventata una città di cui andare orgogliosi. Non era così qualche anno fa. Milano ha vinto una sfida come quella di Expo e, ancora prima, ha vinto la sfida di Area C, volta a ridurre il traffico con una serie di operazioni intelligenti. Questa è la città che abbiamo di fronte e di cui ragioniamo.

L’Unione dei Comuni fa la forza

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Intervento svolto all'incontro "L'unione fa la forza. Il ruolo dell'Unione dei Comuni nella Città Metropolitana" a Cambiago.

Parlare oggi di area metropolitana significa parlare di un’istituzione che abbiamo fortemente voluto ma che abbiamo avviato tra molti problemi e che ha bisogno di una seria manutenzione straordinaria per poter partire nel migliore dei modi, dando risposte agli obiettivi che ci siamo dati in questi anni.
Ci siamo battuti per costruire l’area metropolitana perché abbiamo sempre creduto che l’area di Milano e della sua provincia dovessero essere governati in maniera uniforme su alcuni grandi temi come il traffico, la mobilità, i rifiuti, l’ambiente perché erano temi che non si potevano risolvere solo restando all’interno dei confini del capoluogo. Questo, ovviamente, ha implicato la costruzione di un’istituzione con le deleghe, i poteri e le competenze per occuparsi di queste importanti materie.
Già oggi la Città Metropolitana si sta occupando di questioni che riguardano il trasporto pubblico mettendo insieme i sindaci ma occorre fare di più perché la Città Metropolitana non può essere una Provincia che cambia il nome. Molti, in questi anni, hanno teorizzato di fare anche per Milano una legge speciale analoga a quella della Città Metropolitana di Roma perché vi è la necessità che vengano attribuiti poteri e competenze e, di conseguenza anche finanziamenti. Dare finanziamenti alla Città Metropolitana può voler dire toglierli ad altri. Sicuramente qualcosa si può togliere ai singoli Comuni, mentre è più complicato togliere competenze alle Regioni in assenza di una legislazione nazionale.