La concessione degli spazi comunali di Sesto a Casa Pound offende la Città della Resistenza

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Oggi sarò in piazza a Sesto San Giovanni insieme all’Anpi e a tanti cittadini e democratici per protestare contro l’assemblea indetta da Casa Pound contro l’Europa.
È una provocazione evidente e inaccettabile quella dei “fascisti del terzo millennio” che manifestano nella città medaglia d’oro della Resistenza offendendo la memoria dei partigiani, dei deportati e delle lotte operaie.
Ma la scelta del sindaco di concedere uno spazio comunale a Casa Pound è un’offesa ancora più grave alla città e alla sua storia perché viene da chi dovrebbe rappresentarla.
E che proprio Di Stefano, che da quando si è insediato lavora per ridurre le libertà, ora si appelli alla libertà di parola per giustificare questa scelta gravissima è una cosa evidentemente strumentale di chi non ha mai avuto problemi dalla campagna elettorale in poi a tenere buoni rapporti con i neo fascisti!

Sesto: a quasi un anno dalle elezioni siamo ancora alla propaganda mentre la giunta è in pezzi

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Pensavamo che il Sindaco di Sesto San Giovanni avesse convocato per oggi una conferenza stampa per spiegare le ragioni per cui a meno di un anno dalle elezioni si sono dimessi il vicesindaco e un assessore e una parte decisiva della sua coalizione l’ha abbandonato, costringendolo ad una maggioranza risicata. Invece sì è trattato solo dell’ennesimo tentativo di scaricare sul PD la propria incapacità amministrativa. Dopo quasi un anno siamo ancora alla propaganda mentre la giunta di Sesto è in pezzi.

A Sesto il Tar fa giustizia di un'amministrazione che ha cercato di ledere il diritto alla preghiera

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La sentenza del Tar della Lombardia fa giustizia di un’amministrazione che ha cercato di ledere un diritto fondamentale sancito dalla Costituzione italiana come quello della preghiera. E il fatto che oggi, nella sua reazione scomposta, Di Stefano consideri possibile cancellare un diritto costituzionale a maggioranza, promuovendo una consultazione popolare contro la moschea, la dice lunga sulla cultura democratica e istituzionale del sindaco di Sesto. Basta guardare alla durezza degli argomenti utilizzati dal Tar sia sulle carenze amministrative sia sulla violazione dei diritti fondamentali dei cittadini per capire fino in fondo l’infondatezza del provvedimento con cui l’amministrazione sestese cercava di cancellare il permesso di costruire la moschea.