Sesto: a quasi un anno dalle elezioni siamo ancora alla propaganda mentre la giunta è in pezzi

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Pensavamo che il Sindaco di Sesto San Giovanni avesse convocato per oggi una conferenza stampa per spiegare le ragioni per cui a meno di un anno dalle elezioni si sono dimessi il vicesindaco e un assessore e una parte decisiva della sua coalizione l’ha abbandonato, costringendolo ad una maggioranza risicata. Invece sì è trattato solo dell’ennesimo tentativo di scaricare sul PD la propria incapacità amministrativa. Dopo quasi un anno siamo ancora alla propaganda mentre la giunta di Sesto è in pezzi.

A Sesto il Tar fa giustizia di un'amministrazione che ha cercato di ledere il diritto alla preghiera

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La sentenza del Tar della Lombardia fa giustizia di un’amministrazione che ha cercato di ledere un diritto fondamentale sancito dalla Costituzione italiana come quello della preghiera. E il fatto che oggi, nella sua reazione scomposta, Di Stefano consideri possibile cancellare un diritto costituzionale a maggioranza, promuovendo una consultazione popolare contro la moschea, la dice lunga sulla cultura democratica e istituzionale del sindaco di Sesto. Basta guardare alla durezza degli argomenti utilizzati dal Tar sia sulle carenze amministrative sia sulla violazione dei diritti fondamentali dei cittadini per capire fino in fondo l’infondatezza del provvedimento con cui l’amministrazione sestese cercava di cancellare il permesso di costruire la moschea.

La Città della Salute e della Ricerca

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La vicenda della Città della Salute e della Ricerca racconta molto di cos’è il PD e come intendiamo la buona politica e la buona amministrazione.
Raccontare la storia della Città della Salute vuol dire, quindi, raccontare la storia di un partito che continua a pensare al futuro. Questa, infatti, è proprio la vicenda di una testarda volontà da parte delle amministrazioni comunali sestesi - quando sono state guidate dal centrosinistra - di costruire un progetto di sviluppo per dare futuro alla città dal punto di vista economico e sociale e la possibilità di diventare un punto di alta innovazione.
Quella per la Città della Salute, quindi, è una battaglia che viene da lontano, iniziata dai sindaci Bassoli e Oldrini e portata avanti da Monica Chittò e in Regione da Sara Valmaggi.
Nel corso di questi anni si sono dovuti superare molti ostacoli. Sul fronte sanitario, ad esempio, non sono state poche le resistenze di fronte alla volontà di costruire un polo che metteva in discussione la collocazione di altre due importanti strutture su cui c’erano appetiti diffusi nell’area metropolitana di Milano.