Viaggio nei quartieri ERP: Via Salomone

pubblicato il .

Articolo pubblicato da Nel Paese.

La seconda visita nei quartieri popolari milanesi l’ho fatta venerdì mattina in via Salomone 40, un casermone di Edilizia Residenziale Pubblica in cui vivono un migliaio di persone, assurto agli onori delle cronache perché Papa Francesco ha scelto di essere lì durante la sua ultima visita milanese a testimoniare l’impegno della Chiesa per migliorare la vita delle periferie urbane.
Era diversi anni che non ci andavo.
L’ultima volta era stata presentata la proposta di abbattere l’intero quartiere, allora considerato irrecuperabile, spostando i residenti in un quartiere nuovo che avrebbe dovuto essere costruito lì vicino.
Mi portarono in diversi appartamenti in cui signore anziane, spesso sole, volevano spiegarmi con quanta cura erano stati tenuti da chi vi abitava, quanti lavori e migliorie avevano fatto e, soprattutto, raccontarmi che abbandonare i luoghi della vita delle loro famiglie e dei loro ricordi sarebbe stato un sacrificio.
Il progetto di sostituzione non andò in porto e Aler intervenne per rimuovere l’amianto e rifare gli impianti di riscaldamento collegandoli ad una nuova centrale termica.

Viaggio nei quartieri ERP: San Siro

pubblicato il .

Articolo pubblicato da Nel Paese.

Così come mi ero impegnato a fare ho iniziato un giro di incontri nei quartieri delle periferie milanesi, che ho conosciuto e frequentato da consigliere regionale, per verificare le condizioni in cui continuano a vivere decine di migliaia di milanesi e capire come è possibile dare una mano dalle istituzioni per migliorare la situazione.
Ieri sono stato a trovare Lucia Guerri e il comitato di San Siro. Persone straordinarie, piene di idee, che dedicano con spirito di servizio tanto del loro tempo al proprio quartiere e lo fanno in una situazione difficilissima affrontando con coraggio anche situazioni non facili.
Mi hanno raccontato le tante cose fatte e ottenute con grande caparbietà: dalla riapertura del laboratorio di quartiere, alla prossima apertura di un servizio, fortemente voluto dal comitato, per i malati psichici a cui sono stati assegnati lì molti alloggi senza la necessaria rete di assistenza. E mi hanno raccontato il lavoro che stanno facendo i ragazzi del politecnico e la passeggiata nel quartiere che hanno organizzato portando tante persone giovani, bambini e anziani a visitare i rifugi antiaerei che sono stati conservati.
Mi hanno raccontato tante idee e tanti progetti.

Risparmio sociale: più sicurezza per i soci

pubblicato il .

Intervista pubblicata dalla rivista della Cooperativa Uniabita (file PDF).

Con la finanziaria del 2017 sono state introdotte nuove normative per il prestito sociale delle cooperative. Si tratta di novità da lei fortemente volute. Vuole spiegare ai nostri lettori in cosa consistono?
Sono state introdotte norme vincolanti per assicurare l'informazione ai soci che decidono di aderire al prestito sociale e garantire la trasparenza del suo utilizzo. Ma le norme più significative riguardano la dimensione del prestito sociale, che una cooperativa può gestire e che non può ammontare a più del 30% del valore del patrimonio detenuto dalla cooperativa stessa, e l'obbligo, a tutela dei soci, di mantenere una liquidità non inferiore a un terzo dell'intero prestito sociale raccolto dalla cooperativa. Sono norme importanti che coprono un vuoto legislativo e vanno incontro all'interesse delle cooperative e dei soci delle stesse.

Responsabilità di ALER sui problemi delle case popolari a Milano

pubblicato il .

Intervento ad Aria Pulita - 7 Gold

Mi occupo di case popolari da molto tempo.
Dal Parlamento, nella legislatura appena conclusa, con la Legge sull’emergenza abitativa di cui sono stato Relatore, abbiamo messo in campo molte norme utili: ad esempio, sono state stanziate risorse affinché venissero ristrutturati al più presto gli alloggi vuoti per poterli assegnare; abbiamo introdotto una norma per impedire ai gestori di consentire allacciamenti alle forniture a chi è abusivo.
Rispetto alle inefficienze, quindi, ci sono delle responsabilità precise.
Sulla questione delle occupazioni abusive, la legge prevede che le forze dell’ordine debbano ricevere una segnalazione dal proprietario dell’immobile (ALER per molte case popolari di Milano) entro le 48 ore per intervenire.
Se ALER non esce tempestivamente, quindi, non si può ottenere neanche l’intervento immediato per sgomberare gli occupanti abusivi e poi le procedure si allungano e si complicano.
ALER ha responsabilità per l’inerzia totale rispetto a queste vicende per burocrazia, abitudine, disattenzione.