La Regione autorizza il Comune di Milano a non applicare gli aumenti agli inquilini delle case a equo canone

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L’assessore alla casa della Regione Lombardia Domenico Zambetti scriverà al comune di Milano e agli altri comuni interessati di fatto autorizzando a non applicare, fino alla scadenza dei contratti, la legge regionale che prevede aumenti consistenti dei canoni per 3900 famiglie assegnatarie di case del demanio comunale con contratto a equo canone. Così si e impegnato a fare rispondendo alla nostra interrogazione che chiedeva una modifica della legge che permettesse agli inquilini in queste condizioni di decidere alla scadenza del contratto in essere di scegliere tra il nuovo contratto secondo i dettami della legge e il canone moderato.
Cosi l'assessore ha dichiarato la propria disponibilità a intervenire in tal senso, pur senza modifiche di legge.Siamo soddisfatti perché tanti, soprattutto in un momento di crisi come questo, avrebbero avuto molti problemi a sostenere canoni molto più alti. La nostra iniziativa e quella del comune di Milano hanno convinto l’assessorato, di cui apprezziamo la disponibilità, a provvedere con un atto concreto, che può ridare serenità a tante famiglie garantendo loro un trattamento equo.

Dimezzata l'IMU per Aler e Proprietà Indivisa

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Grazie all’impegno di tanti e alla mobilitazione di queste settimane si è ottenuto un risultato importante e positivo a proposito dell’IMU per chi vive in una casa a proprietà indivisa (10mila persone solo a Milano di cui buona parte nella nostra zona) e per le case Aler.
 
In un primo tempo il governo, nel  decreto che reintroduceva l’imposta sulla casa, aveva considerato le case in cooperativa a proprietà indivisa e le case Aler alla stregua di abitazioni secondarie, applicando quindi l’aliquota dello 0,76% anziché lo 0,46%. Facendo ciò si trascurava non solo la funzione sociale di Aler e cooperative a proprietà indivisa, uniche opportunità per avere case in affitto a canoni contenuti ed accessibili, ma anche il fatto che per avere un appartamento in proprietà indivisa occorre risiedere lì e che quindi quella è necessariamente l’abitazione principale e che con l’Imu così alta le Aler e i comuni proprietari avrebbero dovuto togliere risorse per le manutenzioni e le gestioni per pagare la nuova tassa.
Grazie alla mobilitazione di molti e come richiesto dall’ordine del giorno presentato dal PD ed approvato in Regione Lombardia, il 24 aprile è stato approvata la legge sulla semplificazione fiscale che introduce importanti correttivi e risolve le due questioni. In sintesi il Governo, pur continuando a considerare in entrambi i casi ai fini del calcolo dell’Imu le case aler e a proprietà indivisa come seconde abitazioni mantenendo l’aliquota del lo 0,76%, rinuncia al 50% degli introiti che sono di spettanza dello stato, in questo modo l’aliquota base si dimezza e il gettito va interamente ai comuni. In pratica per queste abitazioni si parte dallo 0,38%.
 
Al di là del principio che vorrebbe che queste tipologie abitative fossero considerate a tutti gli effetti abitazioni principali e che continua a non essere riconosciuto, dal punto di vista concreto si è raggiunto un risultato importante che evita, in una fase già tanto difficile, ulteriori aggravi per le famiglie interessate. Fissata di fatto l’aliquota base allo 0,38% sarà il Comune a dover decidere quanto concretamente tassare queste case e credo che questo possa significare o, meglio, debba significare, far pagare alle Aler  e a chi abita in affitto in cooperativa ciò che pagano per la prima casa tutti gli altri. L’altra buona notizia riguarda il fatto che sia la detrazione per la prima casa di 200 euro  sia quelle previste di 50% per i figli a carico saranno applicate  anche per la proprietà indivisa.

Cambiato il piano casa in commissione grazie alle proposte del PD

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Oggi durante la discussione sulla legge sulla valorizzazione del patrimonio edilizio ( piano casa2) abbiamo raggiunto due risultati importanti. Innanzitutto e' stato modificato l'articolo che consentiva di poter demolire e ricostruire edifici senza rispettare la sagoma che rischiava di compromettere l'equilibrio urbanistico delle zone interessate. Ora, grazie ai nostri emendamenti, sara' possibile modificare la sagoma solo se necessario per armonizzare con il contesto l'edificio.

Peggiorato il Piano Casa

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Avevamo già espresso un giudizio non positivo del testo approvato in giunta delle 'Norme per la valorizzazione del patrimonio edilizio esistente'.
C'erano misure non condivisibili: veniva tolto il vincolo di mantenere la sagoma per chi demolisce per ricostruire, era contenuta una incomprensibile deroga alle norme previste per realizzare i parcheggi in sicurezza e si perpetuava la sanatoria per chi realizza i sottotetti dando addirittura la possibilita' di alzarli fino a un metro e mezzo.
Ma, accanto a quelle norme non condivisibili c'era il tentativo di cercare una via per aumentare, in una fase di crisi drammatica, l'offerta di case in affitto a canoni accessibili e calmierati e di alloggi per gli studenti universitari. La legge consentiva: a chi,pubblico o privato, e' proprietario di edilizia sociale di poter allargare o demolire e ricostruire ricevendo un premio volumetrico da destinare  a realizzare alloggi in affitto a costi calmierati; al pubblico di poter cambiare destinazione d'uso a propri edifici per trasformarli in case di residenza universitaria o alloggi in locazione; e a chi costruisce rispettando criteri di efficienza energetica di ricevere un ulteriore premio volumetrico.