Il decreto sul Piano Casa

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Intervista per Parlamento24 (video»)

Uno dei primi decreti del Governo Renzi punta ad aiutare le famiglie colpite dal disagio abitativo. La cedolare secca sul reddito da affitti concordati che scende dal 15 al 10% basterà a far ripartire il mercato degli affitti?
Non credo sia una misura risolutiva per far ripartire il mercato degli affitti ma è sicuramente una misura utile nel momento in cui abbiamo bisogno di garantire a persone che non hanno un reddito sufficiente per comprarsi una casa, la possibilità di trovare una casa in affitto a canoni contenuti.
In arrivo nuove procedure per la vendita degli alloggi ex IACP agli inquilini ma le Regioni potrebbero fare resistenza. Perché?
Credo che le Regioni abbiano bisogno di risorse per costruire nuovi alloggi.

Una nuova legge per iniziare a affrontare davvero il problema della casa

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Ci sono alcune questioni sul tema della casa che non spettano alla legislazione nazionale, tuttavia, anche in questa fase di discussione sulle riforme istituzionali, dovremmo capire bene come affrontare il tema guardando ai problemi di questi anni. Oggi la casa è materia concorrente e questo ha determinato una situazione in cui le Regioni, soprattutto in assenza di risorse, non sono state in grado di gestire politiche abitative degne di questo nome, mentre lo Stato non è stato in grado di garantire principi generali e fondamentali come quello dell’abitare. Per cui dovremo valutare molto attentamente questo tema recuperando gli strumenti per rilanciare politiche pubbliche sulla casa in assenza delle quali si rischia di non rispondere ai bisogni di tanti cittadini e lavoratori.
La materia casa non può più essere concorrente ma deve stare da una parte sola: lo Stato forse è il luogo in cui sarà più facile avere la possibilità di reperire risorse finanziarie. Si potrà anche decidere in altro modo, però, su questo ci vuole una chiarezza di fondo che non c’è stata in questi anni.

Pisapia commissario per le case popolari

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Intervista per Affaritaliani a cura di Fabio Massa.

Franco Mirabelli, senatore milanese del Partito Democratico "apre" il fronte romano su Aler: "Chiederemo a Lupi di nominare Pisapia commissario perché si sblocchi l'assegnazione degli alloggi". Maroni? "Fa solo propaganda, ma non risolve i problemi. Le case popolari sono un esempio drammatico del suo stile".
Dopo un anno di giunta Maroni, è tempo di fare bilanci.
La cosa incredibile è che per Maroni la colpa è sempre di qualcun altro. Questo è il bilancio del suo primo anno. Fa polemica con tutti i livelli istituzionali. Cerca sempre un capro espiatorio, anziché affrontare le questioni nella loro dimensione. Le case popolari sono un esempio drammatico dello stile di governo di Maroni.
I quartieri Aler sono in rivolta: sono partiti gli aumenti degli affitti.
Maroni è fatto così. Si è messo a ragionare sui piccoli aggiustamenti. Sulla spending review, sui cda. Ma il dato vero è che Aler non sta funzionando. E' paralizzata.

Senza soldi Aler muore. E Maroni fa solo propaganda

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Articolo pubblicato su Affaritaliani e L'Unità (pdf).

Da qualche settimana, spesso su impulso della giunta regionale, si parla con insistenza della grave situazione in cui versa l'edilizia residenziale pubblica in Lombardia, si scopre che Aler Milano ha un bilancio in rosso ed esposizioni bancarie per centinaia di milioni, si attribuisce alle incapacità di gestione questa situazione. Per chi come noi da anni denuncia le inefficienze di Aler, denuncia l'abbandono in cui sono stati lasciati i quartieri popolari sempre più degradati e lamenta le condizioni inaccettabili di vita in cui vengono lasciati tanti cittadini, non c'è nulla di nuovo.
Anche i quaranta milioni e oltre di buco non possono stupire chi, come noi, da tempo pone la questione del finanziamento dell'edilizia residenziale pubblica. In Consiglio Regionale avevamo denunciato che l'idea contenuta nella Legge regionale 27, secondo cui gli alti costi della gestione delle case popolari potevano essere coperti dall'aumento dei canoni agli inquilini, non stava in piedi e avrebbe creato la situazione attuale in cui, per assenza di risorse, la qualità dell'abitare è peggiorata mentre su alcune famiglie gli aumenti in tempi di crisi hanno pesato. E, di fronte all'aumento delle spese, lo stesso aumento della morosità era prevedibile, anche se spesso non giustificabile. Insomma, che quel modello non fosse e non sia sostenibile era già evidente.
Ma non è di questo che si parla sulla stampa o nella maggioranza di Maroni. È chiaro che il modo di funzionare delle Aler, in particolare a Milano, sia stato segnato da inefficienze, sprechi, clientele e malagestione. L'abbiamo denunciato ed è evidente che su questo si deve intervenire.