DL Casa: importanti norme per la legalità e contro l'abusivismo

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L'approvazione in Commissione delle norme per la legalità e contro l'abusivismo è un fatto importante, introduce provvedimenti efficaci e che danno il senso della volontà di affrontare senza timidezze il tema delle occupazioni abusive. Da quando il provvedimento sarà approvato definitivamente chiunque occuperà abusivamente un alloggio non potrà più avere gli allacciamenti di luce e gas e i fornitori dovranno verificare i titoli dei richiedenti prima di garantire i servizi.
In questo contesto è un fatto importante l'approvazione, da parte di tutti i gruppi maggiori, del nostro emendamento che prevede la cancellazione per cinque anni dalle liste per l'assegnazione delle case popolari di chi occupa abusivamente alloggi di edilizia residenziale pubblica. E' giusto che, come si fa nel decreto, si moltiplichino i provvedimenti per consentire a chi ha bisogno di trovare appartamenti in affitto e a canoni accessibili, è giusto su questo investire anche per rendere, in tempi rapidi, agibili le migliaia di alloggi di proprietà pubblica oggi inutilizzati. Ma a fronte di tutto questo, è anche giusto affermare e praticare il principio di legalità e chiarire che chi occupa non solo viola la legge ma priva, nel caso delle case popolari, chi è in lista di attesa di un diritto fondamentale.

In visita nei quartieri popolari

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In questi giorni stiamo visitando i quartieri di edilizia residenziale pubblica della nostra zona. Serve ascoltare e capire come vanno le cose, se i tanti problemi di degrado e legati alla crisi si stiano aggravando o meno. Serve a verificare quanto il gravissimo stato di indebitamento di Aler stia condizionando il suo funzionamento e, soprattutto, si stia scaricando sulla vita dei quartieri e delle stesse famiglie che li abitano. Serve, infine, ad ascoltare le persone e a provare, in una realtà in cui al degrado si associano problemi reali di sicurezza, a dare un segno di presenza che faccia sentire meno soli, meno abbandonati i tanti, soprattutto anziani soli, che devono affrontare situazioni che dovrebbero essere semplici ma che, senza aiuto, diventano enormi.
La prima considerazione o, meglio, la sensazione dopo i primi incontri è quella di un sentimento di abbandono sempre più diffuso a cui corrisponde un’assenza inaccettabile da parte di Aler, una mancanza di punti di riferimento per gli inquilini. Si tollerano situazioni di illegalità senza intervenire se non sollecitati da Comune e forze dell'ordine, creando un clima di preoccupazione che spesso limita la possibilità per tanti di veder riconosciuto il proprio diritto alla tranquillità, al decoro, ad una convivenza civile e serena.

Tre domande sul Decreto Casa

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Intervista video di Manuela Perrone del Sole 24 Ore a Franco Mirabelli sul Decreto Casa

Le Commissioni Lavori Pubblici e Ambiente del Senato sono al lavoro su circa 340 emendamenti presentati al decreto legge sulla casa e su Expo 2015.
Quali sono le modifiche condivise dalla Commissione?
Sono diverse, però sottolineo l’importanza che si garantisca anche ai Comuni la possibilità di accedere al Fondo di 500 milioni per sistemare gli alloggi vuoti e metterli a disposizione. Poi ci sono le norme che stiamo modificando per garantire che quest’operazione si possa fare in tempi brevissimi e senza lungaggini burocratiche. E quelle che prevedono che le vendite degli alloggi Iacp possano essere fatte solo agli inquilini.

Il Bonus arredi torna alle origini

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Le modifiche al Piano Casa per l’eliminazione del tetto previsto dalla Legge di Stabilità 2014 Detrazioni a 10 mila euro pure ristrutturando per 2 mila.
Bonus arredi di nuovo flessibile. Niente imposte di registro e bollo per i proprietari che abbassano i canoni di locazione. Tutelati gli inquilini che avevano autodenunciato l’esistenza di un contratto di locazione in nero. Deroga per gli Enti Locali e Territoriali alla possibilità di assumere personale ad hoc per Expo 2015.
Queste le proposte di modifica al Piano Casa (DL 47/2014) che si accingono ad essere introdotte, dopo la presentazione da parte dei relatori al decreto Franco Mirabelli e Stefano Esposito (PD), nel corso dei lavori nelle Commissioni Lavori Pubblici e Territorio del Senato.