Alloggi, riscatto in 7 anni

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Tratto da un articolo di Italia Oggi (PDF)

Gli alloggi sociali non potranno essere riscattati prima del termine di sette anni. Il termine decorrerà dall’avvio della stessa locazione e varrà solo per i conduttori privi di altra abitazione idonea al proprio nucleo familiare. Inoltre, la procedura di dimissione degli alloggi sociali potrà interessare anche i condomini nei quali la proprietà pubblica è inferiore al 50%, con l’obiettivo di razionalizzare il patrimonio e ridurre gli oneri a carico della finanza locale. Infine, per sanare la morosità degli inquilini, i comuni ad alta densità abitativa, potranno erogare le somme previste a tal fine nel fondo statale istituito dal dl n.102/2013, attraverso l’erogazione diretta al locatore. Sono queste alcune delle novità al Piano casa introdotte nel corso delle votazioni conclusive al testo che si sono svolte ieri mattina in Aula al Senato al termine delle quali il dl ha ottenuto il via libera per passare al vaglio di Montecitorio.

Piano migliorato, su Bonus mobili governo interverrà

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Intervista di Giusy Iorlano per Il Ghirlandaio.
Il piano Casa “non è tutto da rifare, anzi ora è molto migliorato”. Così Franco Mirabelli, relatore al dl casa del Pd commenta a Il Ghirlandaio la tagliola piuttosto pesante calata da parte della Commissione Bilancio chiamata a dare il suo parere sulla copertura finanziaria degli emendamenti al decreto casa approvati nelle commissioni Ambiente e Lavori Pubblici. “Non è assolutamente vero – replica l'esponente del Pd – le notizie su tutte le norme bocciate sono infondate”.
Tra gli emendamenti bloccati in commissione vi sarebbe anche l'estensione ai comuni che hanno subito calamità naturali della possibilità di riconoscere la cedolare al 10% in caso di contratto di locazione a canone concordato. Ipotizzata anche la riduzione dell'Imu al 4 per mille, misura anche questa bocciata dalla commissione. “Su tutto questo c'è già un pre parere positivo della commissione – assicura Mirabelli – sono sicuro si troveranno le coperture necessarie e ritroveremo la maggioranza degli emendamenti. D'altronde si tratta di norme che hanno trovato tutte un ampio consenso nelle commissioni e per questo ne auspichiamo una rapida approvazione”.

Dl Casa affronta l'emergenza delle famiglie in modo nuovo e serio

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Il decreto oggi all'esame dell'Aula del Senato affronta il tema della gravissima emergenza abitativa in tempo di crisi in modo serio e incisivo. E lo fa abbandonando la logica emergenziale, ma provando ad avviare politiche innovative che possono, nei prossimi anni, migliorare in modo significativo la situazione.
Le famiglie si sono impoverite e spesso hanno difficoltà a trovare soluzioni abitative sostenibili e a mantenere la stessa casa di residenza. Di fronte a queste nuove difficoltà, il modello di intervento pubblico basato sui grandi quartieri popolari e schiacciato sull'edilizia residenziale pubblica, non funziona più. Sono venute a mancare le risorse garantite dai fondi Gescal e sono anche cambiate le esigenze abitative. La cifra delle misure si può riassumere così: politiche per aumentare la disponibilità di abitazioni in affitto a canone concordato; stanziamento di risorse perché Comuni e Iacp rimettano in circolo le migliaia di appartamenti pubblici vuoti perché inabitabili; più risorse per i fondi a sostegno degli affitti e per la morosità incolpevole; promozione dell'affitto conveniente con la cedolare secca ridotta al 10% per i canoni concordati; coinvolgimento dei privati nella realizzazione di alloggi sociali.

Rendere disponibili gli alloggi pubblici

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Le norme contenute nel DL Casa sono la risposta alla necessità di mettere tutti gli alloggi pubblici a disposizione delle persone. Ci sono migliaia di appartamenti vuoti che vanno ristrutturati e ci sono 500 milioni per farlo.

[Commento rilasciato a Tg Rai Parlamento (video)»]

Adesso molti polemizzano perché siamo in campagna elettorale ma penso che non ci siano questioni che possano giustificare impedimenti significativi al decreto, anche perché c'è un'emergenza, ci sono delle esigenze reali a cui far fronte.

[Commento rilasciato a Gr Rai Parlamento (video)»]