Dl Casa affronta l'emergenza delle famiglie in modo nuovo e serio

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Il decreto oggi all'esame dell'Aula del Senato affronta il tema della gravissima emergenza abitativa in tempo di crisi in modo serio e incisivo. E lo fa abbandonando la logica emergenziale, ma provando ad avviare politiche innovative che possono, nei prossimi anni, migliorare in modo significativo la situazione.
Le famiglie si sono impoverite e spesso hanno difficoltà a trovare soluzioni abitative sostenibili e a mantenere la stessa casa di residenza. Di fronte a queste nuove difficoltà, il modello di intervento pubblico basato sui grandi quartieri popolari e schiacciato sull'edilizia residenziale pubblica, non funziona più. Sono venute a mancare le risorse garantite dai fondi Gescal e sono anche cambiate le esigenze abitative. La cifra delle misure si può riassumere così: politiche per aumentare la disponibilità di abitazioni in affitto a canone concordato; stanziamento di risorse perché Comuni e Iacp rimettano in circolo le migliaia di appartamenti pubblici vuoti perché inabitabili; più risorse per i fondi a sostegno degli affitti e per la morosità incolpevole; promozione dell'affitto conveniente con la cedolare secca ridotta al 10% per i canoni concordati; coinvolgimento dei privati nella realizzazione di alloggi sociali.

Rendere disponibili gli alloggi pubblici

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Le norme contenute nel DL Casa sono la risposta alla necessità di mettere tutti gli alloggi pubblici a disposizione delle persone. Ci sono migliaia di appartamenti vuoti che vanno ristrutturati e ci sono 500 milioni per farlo.

[Commento rilasciato a Tg Rai Parlamento (video)»]

Adesso molti polemizzano perché siamo in campagna elettorale ma penso che non ci siano questioni che possano giustificare impedimenti significativi al decreto, anche perché c'è un'emergenza, ci sono delle esigenze reali a cui far fronte.

[Commento rilasciato a Gr Rai Parlamento (video)»]

DL Casa: importanti norme per la legalità e contro l'abusivismo

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L'approvazione in Commissione delle norme per la legalità e contro l'abusivismo è un fatto importante, introduce provvedimenti efficaci e che danno il senso della volontà di affrontare senza timidezze il tema delle occupazioni abusive. Da quando il provvedimento sarà approvato definitivamente chiunque occuperà abusivamente un alloggio non potrà più avere gli allacciamenti di luce e gas e i fornitori dovranno verificare i titoli dei richiedenti prima di garantire i servizi.
In questo contesto è un fatto importante l'approvazione, da parte di tutti i gruppi maggiori, del nostro emendamento che prevede la cancellazione per cinque anni dalle liste per l'assegnazione delle case popolari di chi occupa abusivamente alloggi di edilizia residenziale pubblica. E' giusto che, come si fa nel decreto, si moltiplichino i provvedimenti per consentire a chi ha bisogno di trovare appartamenti in affitto e a canoni accessibili, è giusto su questo investire anche per rendere, in tempi rapidi, agibili le migliaia di alloggi di proprietà pubblica oggi inutilizzati. Ma a fronte di tutto questo, è anche giusto affermare e praticare il principio di legalità e chiarire che chi occupa non solo viola la legge ma priva, nel caso delle case popolari, chi è in lista di attesa di un diritto fondamentale.

In visita nei quartieri popolari

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In questi giorni stiamo visitando i quartieri di edilizia residenziale pubblica della nostra zona. Serve ascoltare e capire come vanno le cose, se i tanti problemi di degrado e legati alla crisi si stiano aggravando o meno. Serve a verificare quanto il gravissimo stato di indebitamento di Aler stia condizionando il suo funzionamento e, soprattutto, si stia scaricando sulla vita dei quartieri e delle stesse famiglie che li abitano. Serve, infine, ad ascoltare le persone e a provare, in una realtà in cui al degrado si associano problemi reali di sicurezza, a dare un segno di presenza che faccia sentire meno soli, meno abbandonati i tanti, soprattutto anziani soli, che devono affrontare situazioni che dovrebbero essere semplici ma che, senza aiuto, diventano enormi.
La prima considerazione o, meglio, la sensazione dopo i primi incontri è quella di un sentimento di abbandono sempre più diffuso a cui corrisponde un’assenza inaccettabile da parte di Aler, una mancanza di punti di riferimento per gli inquilini. Si tollerano situazioni di illegalità senza intervenire se non sollecitati da Comune e forze dell'ordine, creando un clima di preoccupazione che spesso limita la possibilità per tanti di veder riconosciuto il proprio diritto alla tranquillità, al decoro, ad una convivenza civile e serena.