Viaggio nei quartieri ERP: Viale Ca' Granda

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Non è la prima volta che incontriamo il Comitato di quel quartiere, che si trova a poche centinaia di metri dall’ospedale di Niguarda.
Ci sono tutti i responsabili dell’autogestione che gestisce la manutenzione del verde, i piccoli interventi di manutenzione e, soprattutto, il riscaldamento.
Un’esperienza che dura da molti anni e che, oltre a garantire la qualità e il controllo su quegli interventi, ha responsabilizzato la gran parte degli inquilini, tutti in affitto, a dedicare attenzione e cura al quartiere.
Nonostante questo sia stato un fattore importante contro il degrado di cui va dato merito al Comitato, i problemi restano tanti e sono, anche in questo caso, da addebitare al gestore, ad Aler.
La stessa autogestione, anziché essere sostenuta e valorizzata dall’Ente di viale Romagna, viene messa costantemente in difficoltà dai ritardi con cui Aler paga i fornitori dei vari servizi e il combustibile per il riscaldamento nonostante siano gli inquilini, pagando le spese, a garantire i soldi necessari.
Ma il problema più urgente da affrontare, dopo che per anni è stato evidenziato senza che si sia fatto nulla, è quello del rifacimento delle facciate.
Non è uno sfizio o un lusso.

Viaggio nei quartieri ERP: Via Rizzoli

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Venerdì sono andato a trovare l’Enrica e qualche altro abitante delle case di via Rizzoli, all’estrema periferia Est di Milano.
Si tratta di case gestite da MM e collocate a poche centinaia di metri dalla sede del Corriere della Sera, chiuse tra la linea 2 della metropolitana, che li è in superficie, e il sistema degli svincoli stradali che portano al San Raffaele.
Una parte del quartiere, dove vivono quasi 250 persone è stato sistemato pochi anni fa, l’altra parte (350 persone) ha ancora bisogno di interventi alla struttura ma complessivamente, rispetto ai luoghi visitati fino ad ora, la situazione è decisamente migliore.
Ci sono i custodi, non ci sono segni di degrado, anzi, ti mostrano con orgoglio citofoni e cassette della posta intonsi e, soprattutto, il giardino che gli stessi inquilini hanno realizzato e mantengono curato.
Anche in questi condomini le persone sono spesso anziane e sole e da questo derivano i problemi che lamentano: i servizi e i negozi sono distanti, difficilmente raggiungibili per chi non guida e spesso le persone si trovano in difficoltà ad orientarsi per fare cose apparentemente semplici come i bollettini o i certificati.

Viaggio nei quartieri ERP: Via Salomone

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Articolo pubblicato da Nel Paese.

La seconda visita nei quartieri popolari milanesi l’ho fatta venerdì mattina in via Salomone 40, un casermone di Edilizia Residenziale Pubblica in cui vivono un migliaio di persone, assurto agli onori delle cronache perché Papa Francesco ha scelto di essere lì durante la sua ultima visita milanese a testimoniare l’impegno della Chiesa per migliorare la vita delle periferie urbane.
Era diversi anni che non ci andavo.
L’ultima volta era stata presentata la proposta di abbattere l’intero quartiere, allora considerato irrecuperabile, spostando i residenti in un quartiere nuovo che avrebbe dovuto essere costruito lì vicino.
Mi portarono in diversi appartamenti in cui signore anziane, spesso sole, volevano spiegarmi con quanta cura erano stati tenuti da chi vi abitava, quanti lavori e migliorie avevano fatto e, soprattutto, raccontarmi che abbandonare i luoghi della vita delle loro famiglie e dei loro ricordi sarebbe stato un sacrificio.
Il progetto di sostituzione non andò in porto e Aler intervenne per rimuovere l’amianto e rifare gli impianti di riscaldamento collegandoli ad una nuova centrale termica.

Viaggio nei quartieri ERP: San Siro

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Articolo pubblicato da Nel Paese.

Così come mi ero impegnato a fare ho iniziato un giro di incontri nei quartieri delle periferie milanesi, che ho conosciuto e frequentato da consigliere regionale, per verificare le condizioni in cui continuano a vivere decine di migliaia di milanesi e capire come è possibile dare una mano dalle istituzioni per migliorare la situazione.
Ieri sono stato a trovare Lucia Guerri e il comitato di San Siro. Persone straordinarie, piene di idee, che dedicano con spirito di servizio tanto del loro tempo al proprio quartiere e lo fanno in una situazione difficilissima affrontando con coraggio anche situazioni non facili.
Mi hanno raccontato le tante cose fatte e ottenute con grande caparbietà: dalla riapertura del laboratorio di quartiere, alla prossima apertura di un servizio, fortemente voluto dal comitato, per i malati psichici a cui sono stati assegnati lì molti alloggi senza la necessaria rete di assistenza. E mi hanno raccontato il lavoro che stanno facendo i ragazzi del politecnico e la passeggiata nel quartiere che hanno organizzato portando tante persone giovani, bambini e anziani a visitare i rifugi antiaerei che sono stati conservati.
Mi hanno raccontato tante idee e tanti progetti.