Emergenza sfratti, Lupi venga in commissione al Senato

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Il Pd ha avanzato la richiesta in Commissione Ambiente di poter ascoltare il Ministro Lupi sulla questione degli sfratti. Governo e Parlamento hanno già adottato misure di politica abitativa, ma serve tempo per vederne gli effetti.
La scelta del governo, nel recente decreto, di non prorogare ulteriormente l'esecuzione degli sfratti per finita locazione apre evidentemente un problema che riguarda decine di migliaia di famiglie che rischiano concretamente di perdere l'alloggio, restando senza alternative. Nella situazione attuale, senza interventi, l'esecuzione degli sfratti comporterebbe un ulteriore aggravamento dell'emergenza abitativa e lascerebbe ai comuni la gestione di una situazione socialmente insostenibile.
Le importanti misure adottate da Governo e Parlamento con la legge sull'emergenza abitativa, il rifinanziamento dei fondi per la morosità incolpevole e per il sostegno affitti hanno bisogno di tempo per produrre effetti e nella situazione attuale non consentirebbero di salvaguardare le famiglie più deboli di fronte agli sfratti. La proroga ulteriore di tutti gli sfratti per finita locazione può non essere la soluzione, ma è chiaro che servono interventi per tutelare le famiglie in questa condizione.

Infondate le notizie sull’attenuazione del reato di occupazione abusiva

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Non c'è nessuna volontà, né nessun atto che giustifichi la notizia secondo la quale, con i decreti attuativi della legge sull'emergenza abitativa, si starebbe derubricando a illecito amministrativo il reato penale di occupazione abusiva.
Non risulta nessuna volontà del Ministero delle Infrastrutture di avvallare una scelta di questo genere, che sarebbe contraria al principio del rigore che ha ispirato le norme introdotte nella legge per prevenire efficacemente le occupazioni abusive. Ricordo alla Lega e a Fratelli d'Italia che, mentre noi venivamo contestati nelle piazze per aver sostenuto una legge che impedisce di riconoscere la residenza e consentire gli allacciamenti agli inquilini abusivi, loro votavano contro.

Accendiamo una luce sull’emergenza racket nelle case Aler

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Intervista a cura di Mattia Boretti pubblicata da Milano Sud.

L’emergenza legata all’edilizia popolare con i suoi riflessi nella sfera della legalità raggiunge ormai il livello istituzionale più elevato, ovvero la Commissione Antimafia del Senato, che lo scorso 24 novembre ha tenuto una riunione straordinaria in Prefettura a Milano. Al centro i temi e i fatti che nelle ultime settimane hanno pressoché monopolizzato la cronaca milanese, tra sgomberi e proteste sociali che hanno toccato il loro apice al Corvetto e al Giambellino, con il corollario di due atti di teppismo contro la sede Aler di via Inganni e il Circolo del Partito Democratico del Corvetto, in via Mompiani.
La Commissione Antimafia, che nel corso delle audizioni e del contestuale dibattito ha anche affrontato i temi della corruzione e delle infiltrazioni della malavita organizzata nell’ambito delle opere connesse ad Expo 2015, si è concentrata principalmente sull’analisi oggettiva dell’emergenza- casa, che ormai coinvolge tutte le grandi città italiane, ma che a Milano ha assunto, nell’ultimo periodo, dimensioni particolarmente imponenti tra occupazioni di appartamenti sfitti, ritardi e inefficienze nell’assegnazione e nella garanzia di rispetto delle graduatorie da parte di Aler e Comune di Milano e infine sgomberi forzosi che hanno acceso la miccia su una situazione già in continua ebollizione.

A Milano serve l’Agenzia per la casa

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Articolo pubblicato da Europa.

I fatti di questi giorni, le tensioni sociali e le violenze a cui abbiamo assistito confermano che l’emergenza abitativa richiede risposte in tempi rapidi.
Bisogna sbloccare al più presto i fondi (500 milioni) stanziati dal recente decreto sull’emergenza abitativa proprio per finanziare le piccole manutenzioni che devono rendere abitabili le migliaia di alloggi pubblici vuoti. Bisogna consentire a chi è in graduatoria – se è disponibile – di entrare nell’appartamento assegnato, chiedendogli di farsi carico in proprio degli interventi necessari ma di farlo sapendo che i costi sostenuti, comunque, saranno poi scomputati dagli affitti futuri.
Serve, inoltre, realizzare al più presto l’agenzia per la casa – che utilizzi i fondi stanziati – per far incontrare la domanda abitativa di chi è stato sfrattato o non ha redditi né casa, con un’offerta che deve essere costruita guardando anche fuori dalle case popolari, per esempio garantendo i proprietari privati rispetto al pagamento dei canoni o realizzando convenzioni con il no profit e la cooperazione.
Serve, insomma, una risposta urgente e significativa all’emergenza casa e al problema sociale ad essa collegato. Per questo abbiamo presentato una interrogazione al governo con cui si chiede che vengano fatti subito i decreti attuativi che consentano di impiegare rapidamente i soldi (complessivamente un miliardo) stanziati per i diversi interventi.