L'attenzione alle politiche abitative

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Intervento ad un'Assemblea del sindacato inquilini SUNIA (video).

In Italia, da quando sono stati aboliti i fondi GESCAL non erano più state messe in campo politiche pubbliche per l’abitare. Lo si è fatto, per la prima volta dopo tanti anni, con la legge sull’emergenza abitativa del 2014 e anche con la Legge di Stabilità 2016 in discussione in queste settimane in Parlamento.
L’intento è quello di provare ad introdurre una politica pubblica che abbia l’obiettivo di rispondere ai nuovi bisogni dell’abitare. La domanda abitativa, infatti, è cambiata molto negli anni. Già prima della crisi, spesso con i redditi da lavoro dipendente non si trovavano più case sul mercato a costi accessibili e sopportabili né per l’acquisto né in affitto.
L’Italia è anche il Paese in cui l’82% delle famiglie ha la casa di proprietà. Con le norme introdotte con la legge sull’emergenza abitativa – e anche ora mantenendole con la Legge di Stabilità – abbiamo scelto di incentivare l’affitto, in particolare incentivando l’offerta di case in affitto a canone concordato.

Case popolari di Cusano Milanino

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Intervento in conferenza stampa a Cusano Milanino (video).

Il Comitato degli Inquilini delle Case Aler di Cusano Milanino, in questi anni, ha svolto un ruolo importantissimo. Oggi, questo Comitato pone giustamente delle questioni urgenti e, negli anni passati, ha ottenuto anche risultati e interventi per i quartieri di Via Pedretti, Via Monte Grappa e Via Stelvio che erano in condizioni inaccettabili sia dal punto di vista delle strutture che per la qualità della vita.
Ora sarebbe sbagliato interrompere il rapporto che si era creato con il tavolo di lavoro a cui inizialmente partecipavano anche i tecnici di ALER: bisogna continuare, ci sono progetti su cui serve investire.
C’è sicuramente un problema di risorse che ostacola la realizzazione degli interventi.
Con la Legge del Parlamento sull’emergenza abitativa erano già state stanziate delle risorse.

Abitare. Dai bisogni alla ricerca delle soluzioni

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Intervento ad un incontro PD a Pratocentenaro (video).

Vorrei provare a dare il senso del quadro generale e delle scelte politiche che stiamo portando avanti in materia abitativa.
Oggi, sul tema della casa, siamo di fronte ad una domanda diffusa e irrisolta. Irrisolta anche dal punto di vista delle opportunità abitative, oltre che sulla qualità delle possibilità abitative. Il diritto alla casa, che è un diritto costituzionale, oggi fatica ad essere concretizzato per tante persone.
Questo problema si verificava anche prima della crisi economica che ha coinvolto anche l’Italia, quando la maggioranza delle famiglie con redditi da lavoro dipendente già allora non trovava più opportunità abitative sul mercato né per l’acquisto né per l’affitto. Il mercato dell’affitto, in particolare nelle grandi città come Milano, aveva da tempo raggiunto costi inaccessibili.
La crisi economica ha aggravato questa situazione, aumentando le persone con difficoltà a trovare alloggi o a mantenere i propri.
La crisi, infatti, ha comportato anche il venir meno del reddito in molte famiglie e, di conseguenza, ha prodotto una morosità che, soprattutto nel privato, si è tradotta in una perdita dell’alloggio. In Italia, da quando sono stati aboliti i Fondi GESCAL – cioè i contributi che i lavoratori versavano allo Stato per costruire opportunità abitative in Edilizia Residenziale Pubblica (e interi quartieri sono nati grazie a quelle risorse) – sono mancate totalmente politiche pubbliche sul tema della casa, fino al 2014 con la legge sull’emergenza abitativa. In anni passati sono state fatte scelte estemporanee ed emergenziali, in alcuni casi anche utili, come i Contratti di Quartiere ma sono mancate comunque delle politiche pubbliche che dessero un indirizzo.

Abitare per gli studenti universitari fuorisede

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Intervento all'incontro organizzato dall'Unione Degli Studenti (video).

Quello delle case in affitto per gli studenti è un problema importante che riguarda, oltre le condizioni di vita degli studenti stessi, anche le possibilità per i fuorisede di stare a Milano e scegliere le nostre Università. Tutto il sistema della competitività milanese risente del problema abitativo degli studenti che va quindi affrontato dalle varie istituzioni a livello comunale e regionale. Se la città non è in grado di accoglierli diventa meno attrattiva.
C’è, però, anche un problema più complessivo che riguarda la competitività del sistema universitario milanese.
Nella competizione con le altre città italiane (ma credo che le Università milanesi dovrebbero avere la forza e il coraggio di competere anche con le Università europee), il tema dell’alloggio e dell’accoglienza è serio e al momento ci vede in difficoltà.
A mio avviso, per affrontare questa situazione, occorre creare agevolazioni, fare in modo di incentivare il fatto che i piccoli proprietari siano disponibili a dare alloggi in affitto a canoni calmierati e accessibili agli studenti universitari.