Abitare. Dai bisogni alla ricerca delle soluzioni

pubblicato il .

Intervento ad un incontro PD a Pratocentenaro (video).

Vorrei provare a dare il senso del quadro generale e delle scelte politiche che stiamo portando avanti in materia abitativa.
Oggi, sul tema della casa, siamo di fronte ad una domanda diffusa e irrisolta. Irrisolta anche dal punto di vista delle opportunità abitative, oltre che sulla qualità delle possibilità abitative. Il diritto alla casa, che è un diritto costituzionale, oggi fatica ad essere concretizzato per tante persone.
Questo problema si verificava anche prima della crisi economica che ha coinvolto anche l’Italia, quando la maggioranza delle famiglie con redditi da lavoro dipendente già allora non trovava più opportunità abitative sul mercato né per l’acquisto né per l’affitto. Il mercato dell’affitto, in particolare nelle grandi città come Milano, aveva da tempo raggiunto costi inaccessibili.
La crisi economica ha aggravato questa situazione, aumentando le persone con difficoltà a trovare alloggi o a mantenere i propri.
La crisi, infatti, ha comportato anche il venir meno del reddito in molte famiglie e, di conseguenza, ha prodotto una morosità che, soprattutto nel privato, si è tradotta in una perdita dell’alloggio. In Italia, da quando sono stati aboliti i Fondi GESCAL – cioè i contributi che i lavoratori versavano allo Stato per costruire opportunità abitative in Edilizia Residenziale Pubblica (e interi quartieri sono nati grazie a quelle risorse) – sono mancate totalmente politiche pubbliche sul tema della casa, fino al 2014 con la legge sull’emergenza abitativa. In anni passati sono state fatte scelte estemporanee ed emergenziali, in alcuni casi anche utili, come i Contratti di Quartiere ma sono mancate comunque delle politiche pubbliche che dessero un indirizzo.

Abitare per gli studenti universitari fuorisede

pubblicato il .

Intervento all'incontro organizzato dall'Unione Degli Studenti (video).

Quello delle case in affitto per gli studenti è un problema importante che riguarda, oltre le condizioni di vita degli studenti stessi, anche le possibilità per i fuorisede di stare a Milano e scegliere le nostre Università. Tutto il sistema della competitività milanese risente del problema abitativo degli studenti che va quindi affrontato dalle varie istituzioni a livello comunale e regionale. Se la città non è in grado di accoglierli diventa meno attrattiva.
C’è, però, anche un problema più complessivo che riguarda la competitività del sistema universitario milanese.
Nella competizione con le altre città italiane (ma credo che le Università milanesi dovrebbero avere la forza e il coraggio di competere anche con le Università europee), il tema dell’alloggio e dell’accoglienza è serio e al momento ci vede in difficoltà.
A mio avviso, per affrontare questa situazione, occorre creare agevolazioni, fare in modo di incentivare il fatto che i piccoli proprietari siano disponibili a dare alloggi in affitto a canoni calmierati e accessibili agli studenti universitari.

Abitare, esperienze a confronto

pubblicato il .

Intervento svolto a Genova, dopo un giro dei quartieri popolari della città.

Il giro dei quartieri popolari che abbiamo fatto a Genova, così come i molti fatti nella realtà milanese e lombarda per tanti anni, è stato utile per avere un quadro della situazione e per capire i problemi dell’edilizia residenziale pubblica non sono nella città di Genova ma più in generale nelle grandi città delle Regioni del Nord.
Dal giro fatto a Genova è emerso ciò che avviene anche in molti altri quartieri popolari e cioè che vi è un patrimonio abitativo di edilizia residenziale pubblica molto degradato perché non ha avuto le manutenzioni che avrebbe dovuto avere per incapacità gestionali ma, soprattutto, per mancanza di fondi.
Questo ha prodotto situazioni molto difficili per molti abitanti e addirittura drammatiche per alcuni e pone il problema di come intervenire. Molte delle situazioni che abbiamo visto, infatti, necessitano di interventi significativi e poi vi è anche l’esigenza di prestare attenzione ai temi della sicurezza, della lotta all’abusivismo e di una risposta che deve essere sempre più efficace alla domanda abitativa che c’è, anche per ridurre le liste di attesa.

Casa, attivare le misure per l'emergenza a Milano

pubblicato il .

Ho incontrato il Prefetto di Milano in merito alla prossima scadenza della sospensione degli sfratti dovuti alla morosità incolpevole.
In seguito alle notizie diffuse dal Comune di Milano sulla indisponibilità verificata da parte dei proprietari di abitazioni a confermare i contratti, a fronte di una garanzia da parte del Pubblico, alle persone che sono state morose per aver perso il lavoro o per sopravvenute difficoltà economiche, abbiamo, infatti, chiesto al Prefetto di convocare le parti per garantire che nessuna di queste famiglie sfrattate per morosità incolpevole resti in strada e venga consentito loro il passaggio da casa a casa.
Si tratta di attivare tutte le iniziative necessarie per utilizzare il milione e mezzo di euro del Fondo per la morosità incolpevole destinato a Milano e che deve servire a trovare soluzioni abitative per questi casi.
Questa è la strada per evitare ulteriori sofferenze a chi ha perso il lavoro, e che oggi non deve restare anche senza casa, e per utilizzare al meglio gli strumenti e le risorse che il Governo ha messo a disposizione per far fronte a questi effetti della crisi.