Le politiche per la casa da MilanoDomani

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Intervento al Tavolo Casa di MilanoDomani (video).

Voglio portare al Tavolo Casa alcune riflessioni.
Innanzitutto, a mio avviso, bisogna prendere atto che anche in una grande metropoli come Milano si sta verificando una forte emergenza abitativa e una grande domanda di alloggi a canoni contenuti, cioè accessibili per famiglie e lavoratori. Questo è un problema molto serio e occorre capire come affrontarlo, sapendo che la risposta da parte dell’Edilizia Residenziale Pubblica come era stata concepita all’inizio e come è stata perseguita per diversi anni, cioè che contava sui fondi GESCAL e su altri, non è più la strada percorribile oggi. Ma, soprattutto, non può essere più l’unica strada da seguire sia perché mancano le risorse necessarie, sia perché, guardando alle nostre città, i dati ci dicono che quel modello - anche dal punto di vista sociale e considerati quali sono i criteri di accesso all’Edilizia Residenziale Pubblica - rischia di creare situazioni che, anziché essere di aiuto, finiscono per produrre degrado.
Occorre, quindi, che ci misuriamo con nuove strade.
Alcune di queste abbiamo cercato di introdurle con le norme contenute nell’ultima legge sul tema della casa di cui sono stato Relatore.
Innanzitutto occorre sapere che, nel nostro Paese, il mito della casa di proprietà ha prodotto il fatto che oggi circa l’80% delle famiglie italiane ha una casa di proprietà ma questa non è più una strada percorribile oggi.
In Italia oggi bisogna cambiare strada. I prezzi del mercato della casa sono sempre più difficilmente accessibili per tutti, inoltre è cambiato anche il modello del mercato del lavoro e, di conseguenza, anche lo stile di vita: non è più realistica l’idea dell’acquistare la casa vicino al luogo di lavoro che era il posto fisso che ci si teneva per tutta la vita. Quel modello oggi non esiste più e comunque non è più perseguibile.
Il tema da porre, quindi, credo che debba essere quello di incentivare l’affitto e, in particolare, incentivare l’affitto a canoni contenuti, affinché tutti vi possano accedere.
Questo è anche il senso di alcune delle norme contenute nella nuova legge sulla casa. In questa direzione va anche l’idea di abbassare la cedolare secca al 10%. E questo è il senso di una serie di iniziative che abbiamo intrapreso per dare agevolazioni e incentivi a chi costruisce o a chi acquista per poi mettere le case in affitto.
Inoltre, in una città come Milano, penso che occorra affrontare anche il tema dell’enorme patrimonio inutilizzato: questo può costituire una risorsa importante da utilizzare per dare risposte alla domanda abitativa e, contemporaneamente, per dare una risposta senza ulteriore consumo di suolo ma favorendo la ripartenza di un’attività di costruzione che tenda all’efficientamento energetico.
Su questi temi la legge approvata dà la possibilità ai Comuni di fare cambi di destinazione d’uso per trasformare alcuni edifici in edifici in affitto.
Credo, però, che oltre alle norme nazionali anche le Regioni e i Comuni debbano lavorare verso questa direzione cioè del riutilizzo di una parte del patrimonio inutilizzato.
Ovviamente, in tutto questo, occorre sempre tenere presente che il problema delle risorse economiche scarse continua ad esserci e, anche per far fronte a ciò, sono utili incentivi e sgravi a chi mette le case in affitto o per progetti di housing sociale (con cui si mettono insieme tutti i soggetti del settore dal privato al pubblico e alla cooperazione).

Video dell’intervento»





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