Il disastro di Aler e' figlio del fallimento delle politiche del centrodestra

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Essendomi occupato per otto anni in consiglio regionale dei temi della casa ed in particolare di Edilizia Residenziale Pubblica, credo sia utile fare alcune riflessioni in merito alla situazione di Aler Milano.
Il presidente Maroni ha ieri denunciato una situazione economica dell'azienda gravissima ma che non nasce oggi e viene da lontano come sanno bene i responsabili delle autogestioni che ricevono i soldi per pagare i fornitori con tanti mesi di ritardo e spesso solo parzialmente e come sa chi da anni denuncia l'assenza di risorse non solo per le manutenzioni straordinarie ma persino ordinarie delle case popolari.
Questa situazione e' stata denunciata in questi anni dall'opposizione, dai comitati degli inquilini e dalle organizzazioni sindacali, senza mai trovare risposte soddisfacenti dal governo regionale. Per cui ha ragione il sindaco Pisapia, Maroni non può pensare, con l'atto eclatante di ieri, di nascondere le gravi responsabilità politiche che ha e ha avuto il centrodestra che non solo ha gestito ininterrottamente per vent'anni l'aler, ma ha anche creato le condizioni politiche e legislative che hanno portato a questo disastro.
 Aler Milano, come non ci siamo stancati di ripetere, e' un carrozzone inefficiente, burocratico, in cui manca il principio di responsabilità, in cui nessuno risponde mai dei ritardi, delle disattenzioni e delle inerzie che spesso avvengono su vicende che riguardano la materialità della vita degli inquilini e i loro diritti. Questo è un problema che troppo spesso non consente di affrontare bisogni piccoli e grandi (dalle infiltrazioni, all'illuminazione, alla sicurezza) ma anche, in parte, e' la causa di sprechi e mancate entrate, basta pensare a quanti soldi sono stati tolti al bilancio Aler dalle incredibili lungaggini con cui è' stato gestito il programma di vendite degli alloggi ai residenti.
In questo quadro si sono ripetute vicende legate ad appalti o altro di cui si è' occupata e si sta occupando la magistratura, si sono moltiplicate le consulenze e', in sintesi, mancata la trasparenza. Di tutto questo deve rispondere chi ha avuto la responsabilità di governare l'ente, chi non ha saputo dare efficienza ad una azienda che ha in se risorse e professionalità che sono state per troppi anni frustrate.
Ma Pdl e Lega non possono scaricare su nessuno le proprie responsabilità. Non solo hanno scelto gli amministratori ma, soprattutto hanno voluto e fatto le leggi, in particolare la 27, che sono all'origine di questo disastro. Ci siamo battuti per anni per cambiare la legge sull'edilizia residenziale pubblica e abbiamo denunciato l'assurdita' di una impostazione che pensava di risolvere i problemi con l'aumento dei canoni per gli inquilini. La storia di questi anni ci ha dato ragione, la legge 27 ha prodotto più costi per cittadini già in difficoltà di fronte alla crisi e meno qualità nella gestione. L'idea che si potesse gestire un patrimonio sempre più degradato finanziando gli interventi coi canoni di affitto di chi vive nelle case popolari era ed è' assurda. Lo stesso dato impressionante della morosità non è' solo legato al lassismo che l'inefficienza e la deresponsabilizzazione di chi deve occuparsene ma è' dato dalla impossibilità per troppi, di fronte alla crisi, di poter pagare i costi di spese sempre più altre e canoni aumentati. Non va giustificato chi non paga ma il tema del finanziamento di un fondo sociale non solo simbolico per aiutare chi non ce la fa non si è' voluto risolvere.
Insomma Maroni oggi può ergersi a scandalizzato censore del dissesto di Aler, ma non può nascondere che questo e' figlio del fallimento delle politiche sulla casa di pdl e lega e se vuole cambiare oltre a mettere i responsabili di fronte alle proprie responsabilità deve cambiare la legge sulla casa, cambiare la normativa sui canoni e investire soldi pubblici per le manutenzioni e per aiutare chi non ce la fa.

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