Aumenti Erp, chiesto un Consiglio straordinario

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La legge regionale di revisione dei canoni delle case Erp è iniqua e sta provocando allarme sociale, pertanto va sospesa e ridiscussa. È questa la posizione del PD che, per chiamare il Consiglio ad affrontare la questione, utilizza, primo caso nella storia della Regione Lombardia, la procedura della convocazione straordinaria. L’urgenza è data dal fatto che in questi giorni stanno arrivando agli inquilini delle case Aler i bollettini contenenti i primi aumenti, che vanno dal 30 al 70% rispetto al canone pagato fino ad oggi. “Abbiamo contestato la nuova legge regionale – spiega Franco Mirabelli - fin dalla discussione in commissione, perché è iniqua e non affronta i problemi dei quartieri popolari. Ora arrivano gli aumenti che avevamo denunciato. E sono corposi, come dimostrano le proteste dei cittadini e come dimostra il fatto che l’Aler di Milano ha previsto di aumentare gli introiti per i canoni da 58 a 80 milioni per il primo anno, e nei tre anni fino a 120 milioni. Siccome gli inquilini non raddoppiano significa che pagheranno molto di più. Sfidiamo AN e Lega, che stanno andando nei quartieri popolari a dire che sono contrari agli aumenti, a sostenere con noi la sospensione della legge”. Come sottolinea Francesco Prina “la drammaticità di questo problema allarma anche i Comuni: le famiglie che erano già in difficoltà a pagare il precedente canone si stanno rivolgendo ai Servizi Sociali per chiedere un 

sostegno economico. Come sempre, la Regione scarica sui Comuni la questione. Il problema dell’abitare deve essere affrontato in modo dignitoso, occorre rivedere con urgenza la legge e puntare su linee strategiche di intervento che favoriscano costi e canoni sostenibili e nuovi interventi che puntino al mix sociale”. Mirabelli è critico anche verso L’Aler di Milano: “L’istituto ha anche mandato bollettini non dettagliati – spiega il consigliere - in cui gli aumenti non sono spiegati a coloro che li devono pagare. Esiste un problema di trasparenza, l’ultimo di una serie di problemi di organizzazione, aggravato dal fatto che l’amministrazione aveva preso nel 2004 l’impegno a porre fine al degrado a fronte di un contestuale aumento dei canoni. Gli impegni sono stati disattesi e ora i cittadini subiscono nuovi aumenti. C’è qualcosa che non va”. Il PD presenterà durante la seduta del Consiglio un ordine del giorno in cui si chiede la sospensione della legge “anche alla luce di due nuovi fattori – sostiene Mirabelli -. Il primo è l’abolizione dell’Ici, che porterà alle Aler lombarde un grande risparmio di risorse, e la seconda è l’Expo, che rischia di portare un aumento del valore delle case con la conseguente esclusione dal mercato delle fasce più deboli e di giovani e anziani. Occorre porre rimedio”. “L’Expo – conclude Prina - potrà essere una grande opportunità per le politiche della casa: prioritarie le opere di riqualificazione delle periferie, affinché diventino aree centrali in una città qualitativamente policentrica”.


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