Le case popolari del Municipio 9 di Milano

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Intervento in tv a Telenova (video).

Un tema molto sentito dai cittadini del Municipio 9 riguarda le case popolari. I quartieri del Municipio con Edilizia Residenziale Pubblica sono moltissimi - in prevalenza di A.L.E.R. ma ci sono anche case di MM - e ci sono sia situazioni positive che molto negative.
Gli esempi positivi riguardano realtà in cui si sono creati i comitati di autogestione, come Via Val Maira e Viale Ca’ Granda, dove c’è un coinvolgimento attivo degli inquilini che aiuta a responsabilizzarli e fare in modo che siano loro stessi i primi a prendersi cura dei loro condomini e a sollecitare interventi necessari. Realtà più problematiche sono invece le case di Via Giuffré e Via Villani, per cui il Comune di Milano ha investito 17 milioni di euro per riqualificare i complessi abitativi, o Via Padre Luigi Monti, dove c’è un problema di degrado anche dell’ambiente circostante oltre che degli immobili e per cui sono state stanziate risorse per rifare alcune aree e ripristinare servizi.

7° Tappa. Via Bolla

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Prosegue il Viaggio nelle periferie di Milano.

A seconda da dove si entri in via Bolla sulla destra o sulla sinistra si trovano le nuove case di Edilizia Residenziale Pubblica del Comune, moderne, nuove e pulite; attraversi la strada e ti trovi in un altro mondo, un’altra città immersa nel degrado e nell’abbandono.
Le case Aler di via Bolla costruite attorno ad un grande piazzale sterrato dove vengono abbandonati rifiuti di ogni tipo e dove disordinatamente stazionano camper o furgoni che fungono da abitazione.
In questi stabili, al numero civico 40 fino almeno al 50, ci sono almeno il 60% di occupanti abusivi (un dato certo e, come al solito, impossibile da ottenere da Aler), per lo più di etnia rom.
È evidente che, da molto tempo lì agisce indisturbato un racket che provvede ad occupare gli appartamenti appena si svuotano, a volte è successo anche quando gli inquilini li hanno lasciati per pochi giorni. È stato loro consentito di allacciarsi abusivamente alla rete elettrica comune e di trasformare box e cantine in depositi di refurtiva, di auto e moto che lì vengono smontate e, anche, come dimostrato da recenti operazioni di polizia di considerevoli quantitativi di droga.

Via Gola, il degrado, l’illegalità e la necessità di risanare

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Articolo pubblicato da Nel Paese.

Via Gola non può certo essere, dal punto di vista geografico, definita come una “periferia”. Si trova nel cuore della zona dei Navigli, quella del divertimento serale, ricca di locali, a poche decine di metri da uno dei quartieri più “in” della città. Eppure la situazione di degrado e di abbandono in cui si trova il quartiere Aler è nota e proprio il contrasto con il resto della zona lo rende ancora più evidente.
Il degrado e l’abbandono spesso favoriscono il crearsi di una terra di nessuno, in cui le persone più fragili si sentono sole e impaurite e l’illegalità occupa tutti gli spazi. Il quartiere di via Gola ne è un esempio eclatante.
Dall’Alzaia del Naviglio Grande si gira a sinistra e si entra in via Gola, cento metri di strada pedonalizzata e cambia improvvisamente lo scenario: ai lati della strada vere e proprie discariche di oggetti accatastati di ogni tipo abbandonati da chi, per qualche soldo, sgombera cantine e appartamenti; davanti agli ingressi dei cortili interni delle case Aler stazionano persone che, come nei più tristemente noti quartieri dello spaccio, controllano chi arriva, controllano il territorio.

Contrasto alle occupazioni abusive

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Intervento in tv a 7Gold.

Il Decreto Sicurezza non cambia molto sul fronte delle occupazioni abusive delle case: alza le pene per chi occupa abusivamente gli alloggi. Molte azioni di contrasto alle occupazioni abusive si potevano già fare prima. Sarei stupefatto se Aler Milano non avesse l’elenco delle case occupate abusivamente.
Il tema vero da affrontare, però, è quello di prevenire le occupazioni e questo significa che bisogna mettere in sicurezza gli alloggi vuoti e lasciarli vuoti il meno possibile.
Con la legge del 2014 sull’emergenza abitativa avevamo fatto uno stanziamento significativo per fare in modo che le piccole spese per le manutenzioni ordinarie, necessarie per rimettere a disposizioni dei nuovi inquilini gli alloggi, si facessero presto. Purtroppo il passaggio tra Governo, Regioni e Comuni o gestori è lunghissimo.
Tuttavia la messa in sicurezza degli alloggi per evitare le occupazioni è la prima cosa da fare.
Secondariamente bisogna colpire il racket. Gli arresti a Milano di questi giorni sono una buona notizia su questo fronte.