M5S sostiene che chi è nato fuori dall’Italia non è un cittadino come gli altri

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Intervento a SkyTg24.

Sul reddito di cittadinanza abbiamo visto circolare molte ipotesi poi smontate, per cui aspettiamo di vedere il decreto prima di fare una valutazione.
Oggi sono state presentate ipotesi molto complicate e non si capisce perché dato che c’è già il reddito di inclusione e sarebbe sufficiente aumentarne le risorse e ampliare la platea dei beneficiari per risolvere il problema del sostegno al reddito per molti poveri.
Con la legge di bilancio, i soldi per finanziare il reddito di cittadinanza si sono ridotti in maniera molto significativa.
Per far fronte al taglio di risorse, oggi scopriamo improvvisamente dalle dichiarazioni di Di Maio, l’idea di escludere dalla platea dei beneficiari del reddito di cittadinanza tutti coloro che non sono italiani, anche se sono residenti in Italia da tanto tempo e rientrano pure nelle statistiche che indicano il numero dei poveri pari a 5 milioni. M5S fa, quindi, una scelta chiara: chi è nato fuori dall’Italia non è un cittadino come gli altri, anche se lavora o ha famiglia qui e non merita le stesse cose.

La discriminazione di Lodi

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Intervento in tv a 7Gold.

La vicenda di Lodi è emblematica. Io credo che qualunque cittadino, italiano o straniero, se può pagare la mensa del figlio e non lo fa, è giusto che venga perseguito. Ma qui si tratta di una vicenda che i magistrati ritengono discriminatoria perché ai cittadini stranieri viene chiesto di compiere un atto in più, che non è semplice.
Agli italiani si chiede di fare un’autocertificazione per gli adempimenti, che poi certamente potrà essere verificata, mentre agli stranieri si dice che non possono autocertificare nulla ma devono tonare nei propri Paesi d’origine per recuperare documenti che, nel caso di zone di guerra o di Paesi molto poveri, probabilmente non esistono neanche più. Questo è un modo per escludere alcune famiglie dall’utilizzo di alcuni servizi. Questo è il tema della discussione.
Tutti devono rispettare i doveri e la legalità ma non possiamo dire che gli stranieri che arrivano in Italia devono avere maggiori doveri rispetto agli altri cittadini perché altrimenti si crea davvero un atteggiamento discriminatorio.

Per fare il reddito di cittadinanza si penalizza tutto il resto

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Non è ancora chiaro come sarà il cosiddetto reddito di cittadinanza e a chi spetterà e non si capisce ancora come sarà organizzata quota cento e chi potrà andare in pensione. Ma sta diventando chiaro cosa sarà tolto e a chi: una parte delle detrazioni per le spese sanitarie e per i mutui a tutte le famiglie, l’ape social agli esodati e a chi fa lavori usuranti, la naspi a tutti coloro che perderanno il lavoro e oggi avrebbero diritto a questo ammortizzatore sociale.
Non mi pare poco.

Sul tema della povertà si sta lavorando da tempo

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Sul tema della povertà si sta lavorando da tempo. Le associazioni svolgono un grande lavoro ma credo che ci voglia una rete che coinvolga anche scuole ed enti pubblici.
Il tema dei minori che vivono sotto la soglia di povertà è stato al centro della riflessione che abbiamo fatto quando abbiamo scelto di istituire il Reddito di inclusione, perché lo abbiamo fatto pensando proprio alle 600mila famiglie, anche straniere, che hanno a carico bambini, riconoscendole come una priorità.
Sicuramente ciò che è stato fatto non è stato sufficiente ma rimane l’idea che quella sia la strada da proseguire, perché lì c’è il futuro e un pezzo del Paese.