Tante famiglie aspettano il Reddito di Inclusione, il Governo non lo ostacoli

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Basta chiacchiere e proclami. Contro la povertà lo strumento giusto c’è già: si chiama Reddito di Inclusione, è stato introdotto dal governo Gentiloni, dal 1 gennaio ne usufruiscono 320 mila persone e dal 1 luglio diventerà universale per le persone in povertà assoluta.
Il governo può decidere di continuare a fare annunci, oppure di dare certezze alle famiglie e ai cittadini che aspettano questo importante sostegno, che non si limita all’assegno ma prevede un percorso di inclusione.

Il reddito di cittadinanza è assistenzialismo

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Intervento a Telenova.

Non confondiamo il reddito di cittadinanza con il reddito di inclusione. Il PD ha istituito il reddito di inclusione, volto a sostenere con un reddito le persone in maggiore difficoltà fino al loro ingresso nel mercato del lavoro.
Il reddito di cittadinanza è l’assistenzialismo e presenta innanzitutto un problema rispetto alle coperture perché queste significano il togliere tutte le detrazioni (bonus, spese mediche, ammortizzatori sociali ecc.) per tutti.

La vicenda del San Raffaele ha penalizzato i lombardi

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Intervento alla Festa dell'Unità a Paderno Dugnano.

Credo sia una vergogna che Regione Lombardia non si sia costituita parte civile al processo contro Formigoni. Ho fatto il Presidente della Commissione d’Inchiesta sul San Raffaele e credo che quella sia stata una vicenda che ha penalizzato i cittadini lombardi perché ha sicuramente distratto risorse che potevano essere utilizzate meglio per guardare agli interessi e ai bisogni dei lombardi.

Una lezione a chi preferisce le guerre tra poveri

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Articolo pubblicato da HuffingtonPost.

Questa mattina sono andato a trovare i ragazzi ospiti dello Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) per minori gestito da Villa Amantea a Trezzano sul Naviglio e Buccinasco, grazie alla decisione dei due sindaci di mettere a disposizione di questo progetto due beni confiscati alle mafie.
Due case utilizzate dalle famiglie ‘ndranghetiste come base per i loro traffici ora ospitano giovani che sono arrivati dall'Africa e sono senza famiglia.
Due famiglie, una senegalese e una italiana, vivono con loro.
Ho trovato ragazzi con tanta voglia di studiare, lavorare, costruirsi un futuro. Preoccupati per "le carte", che soffrono l'incertezza e i tempi lunghi delle commissioni per il riconoscimento del diritto di asilo.
Il tempo trascorso con loro ha aiutato a capire la loro determinazione: studiano, imparano, vogliono decidere del proprio futuro. Mi ha aiutato ad apprezzare il coraggio e l'amore di chi ha scelto con gratuità di rinunciare a molto per vivere con loro, di chi si commuove quando viene chiamato "mamma" e "papà".