LO SCANDALO IN REGIONE LAZIO E L'OBBLIGO DELLA TRASPARENZA ANCHE PERSONALE

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Lo scandalo sulla gestione dei rimborsi da parte dei consiglieri regionali del Lazio e di altre regioni, rischia di mettere in discussione la stessa credibilità delle istituzioni e, ancora una volta, lascia pensare che lì ci si va per fare i propri interessi anzichè quelli dei cittadini e si spendono enormi risorse pubbliche per cose che nulla hanno a che vedere con gli incarichi e le funzioni pubbliche.

PDL e Lega bloccano la discussione sulla legge elettorale

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Questa mattina in commissione affari istituzionali del Consiglio regionale Lega e Pdl hanno ufficialmente bloccato il percorso di riforma della legge elettorale che era iniziato con l’approvazione bipartisan della mozione che impegnava l’assemblea ad approvare la legge entro la fine del 2012.

Caso Daccò: Ora UDC prenda atto che occorre costruire insieme alternativa di governo per i lombardi

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Le dichiarazioni di Daccò sono l'ulteriore conferma che Roberto Formigoni non ha più la credibilità nè l'autorevolezza per continuare a governare la Lombardia.
Siamo di fronte a una palese dimostrazione di insincerità da parte di chi dovrebbe garantire la trasparenza e la correttezza delle istituzioni.
Auspichiamo che anche chi, come l'UDC, in questi mesi ha legittimamente pensato di poter proporre una nuova fase politica mantenendo in vita la presidenza di Formigoni prenda atto che oggi il tema è quello di costruire insieme al più presto un'alternativa di governo nell'interesse della Lombardia.

Un patto civico per la Lombardia

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Le notizie che quotidianamente aggiungono nuovi tasselli alle vicende che riguardano il presidente di Regione Lombardia Roberto Formigoni definiscono un quadro che, al di là delle responsabilità giudiziarie, risulta incompatibile con l’esercizio di un ruolo pubblico tanto importante, a cui la legge attribuisce tanto potere ma che, proprio per questo richiede comportamenti trasparenti e capaci di dare ai cittadini la certezza di poter avere fiducia nelle istituzioni.
Abbiamo già chiesto a Formigoni di dimettersi proprio per tutelare la credibilità delle istituzioni, per liberare la Regione dal discredito che viene dalle inchieste in atto che riguardano  e coinvolgono un sistema di governo, hanno investito, a diverso titolo e su vicende diverse, almeno 10 persone scelte dal presidente per fare gli assessori e perché la crisi morale e politica di questa amministrazione è sotto gli occhi di tutti.
Ciò che si sente dire dal presidente in questi giorni per difendersi descrive da solo l’abisso che ormai lo separa dai cittadini. Come è possibile che non si capisca che se un funzionario di banca andasse in vacanza con un cliente a cui ha concesso un fido a spese del beneficiato questa sarebbe considerata una violazione del codice etico e morale dell’azienda e, se va bene, il bancario verrebbe destinato ad altro incarico.