Si è alimentata la narrazione che il Paese è disperato ma non è così

pubblicato il .

Intervista di Affaritaliani.

Franco Mirabelli, senatore del Partito Democratico, è candidato nel proporzionale di Milano. Ad Affaritaliani.it Milano spiega: "Si è alimentata negli anni la narrazione che il Paese è disperato, è in declino. Ma non è così".

E allora, com'è? Tutto bene?
Non tutto bene. Però iniziamo a dire che nei mercati, parlando con la gente, c'è un paradosso verificabile in pochi minuti. Se uno chiede alle persone se la loro vita è migliorata tra il 2013 e oggi, tutti dicono di sì. Se invece chiedi loro se la società, se la collettività è migliorata, allora ti dicono di no. Insomma per loro il Paese è peggiorato, le vita singole sono migliorate.

Come se lo spiega?
In questi anni hanno lavorato forze che hanno alimentato questa idea. Questo produce anche insicurezza, rancori, difficoltà. Però rispetto a quello che si dice, il clima non è negativo e migliora spiegando le cose che abbiamo fatto, che danno credibilità alle proposte che facciamo. Sono fiducioso: la gente non dà credito ad altre proposte politiche che non siano le nostre. Quello che mi preoccupa è l'astensionismo.

Quindi Milano premierà ancora una volta l'offerta del Pd renziano?

Chi semina odio e divide il Paese distrugge la convivenza

pubblicato il .

Abbiamo pensato di fare una riflessione lontana dagli slogan che difficilmente riescono a far affrontare nel modo giusto questioni importanti come quelle della sicurezza e dell’inclusione sociale.
Ci sono due questioni che pesano sulle nostre società: innanzitutto la crisi che ha prodotto situazioni di grandi difficoltà, con il ceto medio che è precipitato e si è diffuso un senso di precarietà del futuro.
Tutto questo è stato aggravato da una seconda questione che riguarda la globalizzazione e con cui sono stati persi molti punti di riferimento, tra cui gli Stati nazionali con una politica che poteva incidere sull’economia e orientare il futuro molto più di quanto non si riesca a fare ora.
Di fronte a questa situazione le persone vivono incertezze e preoccupazioni. Tutti sono preoccupati per il proprio futuro e per quello dei propri figli.
Questo, dunque, il contesto che si è creato e che deve essere affrontato.

Quale futuro per l’Italia?

pubblicato il .

Il Pd e la coalizione di centrosinistra sono gli unici che stanno facendo la campagna elettorale pensando al futuro e facendo proposte per il futuro del Paese.
Di futuro, quindi, ci occupiamo solo noi. Gli altri si occupano di sollecitare sentimenti, cavalcare le paure delle persone sulla sicurezza e sulla mancanza di punti di riferimento in un’epoca difficile come questa della globalizzazione.
Gran parte della campagna elettorale dei nostri competitor, purtroppo, è basata sulle paure e sul disegno di un quadro non fondato sulla realtà ma su ciò che conviene raccontare. Ci sono forze politiche che da anni descrivono il Paese come in un declino inarrestabile causato dai nostri Governi mentre, invece, la realtà è che la crisi economica è iniziata nel 2008 quando al Governo c’erano altri. Nel 2013 ci è stato consegnato un Paese in grandissima difficoltà e oggi tutti i dati economici mostrano che l’Italia è ripartita.
L’errore che probabilmente il PD ha fatto in questi anni è stato quello di raccontare con soddisfazione i dati positivi, che pure sono veri, ma non dando sufficientemente l’idea di aver chiaro che questi risultati non hanno risolto i problemi del Paese e, anzi, c’è ancora chi sta pagando le difficoltà della crisi (come ad esempio il ceto medio).

L'impegno per la legalità

pubblicato il .

In questi anni abbiamo fatto un grande lavoro in Commissione Antimafia per migliorare la legislazione per contrastare la criminalità organizzata e la corruzione, che è stato riconosciuto anche delle associazioni che si occupano di questo tema.
Se ne parla poco, ma nel corso della legislatura abbiamo fatto leggi importantissime su questo fronte: abbiamo introdotto il reato di voto di scambio inteso come voti in cambio di favori e non più solo di denaro, cosa che in Lombardia si è verificata come hanno dimostrato le inchieste; abbiamo fatto una legge contro la corruzione con cui si sono dati maggiori poteri ad ANAC (Autorità Nazionale AntiCorruzione) per andare a verificare gli appalti prima dell’assegnazione e con cui si sono aumentate le pene per i corrotti; abbiamo reintrodotto il reato di falso in bilancio che era stato tolto da Berlusconi; abbiamo introdotto il reato di autoriciclaggio che ha consentito di far rientrare capitali dall’estero senza condoni.
Infine, abbiamo fatto la riforma del Codice Antimafia, migliorando la legislazione per l’utilizzo dei beni confiscati su cui c’erano svariati problemi da correggere, tra cui quello delle aziende che, molto spesso, dopo il sequestro o la confisca rischiavano il fallimento con la conseguente disoccupazione dei lavoratori e, questo, dava un messaggio molto negativo secondo cui lo Stato non garantiva ciò che garantiva la mafia.