Piano casa senza il numero legale

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Il piano lombardo per il rilancio dell’edilizia subisce un’imprevista battuta d’arresto, dovuta a qualche oscuro problema all’interno della maggioranza. I fatti: il piano era iscritto giovedì all’ordine del giorno della commissione Territorio, blindato rispetto alle richieste di dialogo da parte dell’opposizione. L’impegno dichiarato a più riprese e in modo inequivocabile da parte di Formigoni era di approvarlo la prossima settimana, dunque il passaggio in commissione giovedì era, per i tempi tecnici, l’unica chance. Ma qualcosa è andato storto e all’appuntamento in commissione la maggioranza non c’era. Impossibile spiegare le defezioni come un incidente di percorso, perché la posta in gioco era assolutamente chiara a tutti. Ma cosa abbia causato i dissapori nella maggioranza, se contrasti sul piano stesso o schermaglie unicamente politiche, non è trapelato.

Il fatto chiaro è il rinvio della discussione in commissione, che il suo presidente Giovanni Bordoni, del PDL, ha prudentemente convocato tre giorni di seguito, a partire da lunedì, sperando che si trovi nel frattempo la soluzione. La maggioranza ha anche ritirato i propri emendamenti, ma tutto questo non basta a permettere l’approvazione nella prossima seduta di Consiglio, il cui ordine del giorno è già stato diffuso e, ovviamente, non prevede il piano in questione.

“Il piano presentato come urgentissimo e straordinariamente importante – dichiara Giuseppe Adamoli - non riesce a coagulare su di sé il consenso di una coalizione sempre divisa sui temi della normativa e dell’organizzazione urbanistica. Noi siamo prontissimi, con i nostri emendamenti già presentati alcuni giorni fa, a fare interamente la nostra parte per il rilancio dell’edilizia nel rispetto dei valori ambientali e architettonici della nostra regione”. La posizione del PD è ribadita da Franco Mirabelli: “Consideriamo giusto introdurre la possibilità per i proprietari di casa di ampliare o ricostruire la propria abitazione perché condividiamo gli obiettivi di riattivare il settore edile, di dare lavoro e migliorare l’efficienza energetica degli edifici. È chiaro però che senza l’esclusione di parchi e centri storici questa legge non avrà il nostro voto”.


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