Ma quale piano casa!

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In Lombardia, per la casa, sul terreno dell’aiuto alle famiglie si sta facendo addirittura meno di ciò che si è fatto prima della crisi. Nell’ultimo bando per accedere al fondo sostegno affitti le richieste erano passate da 65mila a 70mila e si riferivano ad una fase precedente alla concretizzazione degli effetti della crisi: è quindi probabile che a giugno le richieste aumenteranno ancora in modo significativo. A fronte di queste previsioni i finanziamenti statali e regionali diminuiranno, passando da 69 milioni a 60 senza che la regione abbia mantenuto l’impegno di raddoppiare la propria quota di contributo, che è passata da 14,5 milioni a 19. Significativo è il fatto che il Presidente lombardo sia riuscito a definire geniale il ‘piano casa’ del Governo il giorno stesso in cui veniva ritirato per le proteste delle Regioni, che sarebbero state esautorate con decreto di una competenza che la Costituzione assegna loro. La Lombardia, ovviamente, ha plaudito allo stop e al ripensamento, e poi ancora all’accordo trovato con le Regioni. Sappiamo dal Presidente che il piano non comporterà scempi, perché tutto sarà fatto in ottemperanza del Piano territoriale regionale - che ancora non esiste – e sarà privilegiata la conversione degli edifici già presenti rispetto alla costruzione ex novo in aree non occupate. Peccato che un mese fa la Regione abbia approvato una modifica alla legge urbanistica che prevede la costruzione sulle aree destinate a verde e a parcheggi, nonostante il PD chiedesse di privilegiare il recupero a fini abitativi delle aree dismesse.

In questa politica gassosa e mediatica è bene fare alcune puntualizzazioni. “Il piano edilizia è tutto meno che un piano casa – spiega Franco Mirabelli -. È una misura per sostenere le aziende edili di fronte alla crisi e che consente ai proprietari di casa, se hanno risorse a disposizione, di ampliarla. Ma un Piano Casa deve servire ad affrontare il problema di tante famiglie che casa non hanno, che faticano a pagare l’affitto, che non riescono a pagare il mutuo. Su tutto ciò non c’è nulla. Non ci sono stanziamenti per l’edilizia sociale e per sostenere gli affitti e non si capisce dove siano finiti i 550 milioni di euro stanziati per la Casa dal governo Prodi, che continuano a non essere utilizzati. La Regione, anziché assecondare tutto ciò che fa il Governo, dovrebbe battere i pugni sul tavolo e rivendicare maggiori risorse dallo Stato per far fronte alle difficoltà reali dei cittadini”.


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