Buone notizie per il Gratosoglio

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In questi anni, più volte, il comitato di quartiere del Gratosoglio, ha  denunciato una situazione di degrado sempre più grave e da affrontare con urgenza.

A fronte della positiva esperienza del contratto di quartiere che ha consentito di sistemare l’intero lotto nord del Gratosoglio, in maniera soddisfacente per i cittadini, con interventi molto significativi di manutenzioni straordinarie. La parte restante del quartiere, il lotto sud, è sempre più degradata, ci sono infiltrazioni significative in tutti e ventidue i restanti palazzi sia dai tetti sia dal coppotto esterno ormai logoro. 

Per questo nei mesi scorsi abbiamo chiesto alla Regione di attivarsi per trovare una soluzione in tempi rapidi visto che i fondi previsti per intervenire, previsti nel piano triennale di manutenzioni straordinarie di Aler (15 milioni), si erano ridotti a 1,5 milioni a causa dei tagli dei finanziamenti statali e dei ritardi nelle vendite previste da aler il cui ricavato doveva alimentare proprio gli interventi di manutenzione straordinaria.  

A seguito della nostra  iniziativa e di una visita, che abbiamo contribuito ad organizzare insieme al comitato di quartiere e al Sunia, dell’Assessore regionale alla casa al Gratosoglio, si è ipotizzata una soluzione, che consentisse la sistemazione delle coperture dei 22 edifici del lotto sud e dei 5 restanti del lotto nord, sfruttando le risorse risparmiate nella attuazione del contratto di quartiere e destinando le risorse previste per la realizzazione (bloccata dal fallimento della azienda appaltatrice) di una casa destinata alle giovani coppie (la cui area sarà assegnata a una cooperativa di carabinieri per realizzare appartamenti per le forze dell’ordine).

Anche col contributo decisivo dell’assessore Castellano la proposta si è sempre meglio precisata e recentemente il Consiglio di Amministrazione di Aler   ha approvato il progetto e dato mandato al direttore di appaltare al più presto i lavori. Ora servirà vigilare per fare in modo che le decisioni assunte diventino subito esecutive e che, al più presto, si possa risanare una situazione per molti cittadini ormai insostenibile.

Ma è un bel risultato ottenuto con la collaborazione di tutti che dimostra che la buona politica può e deve, di fronte ai problemi concreti dei cittadini, saperli vedere come prioritari e far prevalere la loro soluzione alla propaganda e agli interessi di parte.

NIENTE CAVA DI VANZAGO: REGIONE CONDANNATA, RAGIONE RISPETTATA!

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Si conclude con una sentenza di condanna la vicenda che vedeva opposti il Comune di Vanzago alla Regione e alla proprietà dell'area e finalmente hanno avuto giustizia l'area protetta del WWF che rischiava di essere penalizzata e gli abitanti dell'area interessata che tra polveri e rumori non potevano convivere con una cava tanto vicina.
Alla fine, dopo anni di contenzioso tra Comune e Regione, è arrivata la sentenza del Consiglio di Stato a sancire lo stop definitivo alla Cava nel Comune di Vanzago decisa da Regione Lombardia nel 2004.
La vicenda l'avevamo portata in Consiglio regionale ancora nelle scorse settimane, quando in audizione presso la Commissione Ambiente e Protezione Civile si erano presentati i sindaci dei comuni di Vanzago e Pregnana Milanese, rispettivamente Roberto Nava e Sergio Maestroni, il direttore del bosco WWF di Vanzago, Andrea Longo, e il presidente del comitato ecologico di Mantegazza, Balconi.
Tutti portatori di una forte preoccupazione per la vicinanza dell'area interessata dalla cava al sito di rilevanza comunitaria: il bosco WWF di Vanzago che dista solo 800 metri dalla cava "Bellasio".
Questa sentenza del Consiglio di Stato ci dice che la Regione dovrebbe finalmente fare quello che le compete per Legge e cioè redigere gli atti di indirizzo per le politiche estrattive, lasciando alle Province la funzione di pianificazione. La sentenza richiama infatti la violazione del principio della partecipazione effettiva sancito dalla giurisprudenza e il mancato trasferimento alla Provincia degli atti con cui accoglieva le osservazioni del privato.
È proprio questa mancanza di riconoscimento dei ruoli che si presenta come lesivo nei confronti di Provincia e Comune e che ci deve far riflettere su una diversa predisposizione alla concertazione delle decisioni e al rispetto del diritto. In sostanza è quello che ha sempre sostenuto il Comune di Vanzago e che abbiamo ribadito nelle varie occasioni di ascolto in Consiglio regionale.

Boni presiede la giunta per il regolamento e impone una votazione su se stesso

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La riunione della Giunta del regolamento di questa mattina si è chiusa con una votazione che ha visto Pdl e Lega confermare la decisione assunta martedì in Consiglio regionale dal vicepresidente Carlo Saffioti, ovvero che la mozione con cui le opposizioni chiedevano a Boni di lasciare l’incarico di presidente non è ammissibile. Dura la reazione del Partito Democratico, che con Franco Mirabellidefinisce “imbarazzante” il fatto che Boni abbia presieduto un organismo su un tema che lo riguardava personalmente e che abbia forzato la votazione, nonostante la quasi totalità dei componenti avesse ammesso l’incompetenza dell’organismo a decidere sulla correttezza della decisione assunta da Saffioti. Per queste ragioni le opposizioni non hanno partecipato al voto.

Case popolari: Ora serve superare le inefficienze e garantire migliore gestione

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Ieri è stato presentato dagli assessori regionale e comunale   alla casa e da Aler un documento che li impegna ad  unire gli sforzi per migliorare l'offerta abitativa di case di edilizia residenziale pubblica e la qualità della vita di chi le abita. Nella stessa occasione è stata annunciata la proroga ad Aler della gestione degli stabili comunali per un anno, con l'impegno di lavorare in questo tempo per migliorare la convenzione guardando all'interesse dei cittadini.

Giudichiamo positivamente la volontà del comune di Milano, di Regione Lombardia e dell’ Aler di unire di sforzi per garantire migliori condizioni di vita agli inquilini delle case popolari. E’ significativo il clima di collaborazione instauratosi  tra le tre istituzioni in una fase difficile, come quella attuale, segnata dalla carenza di risorse e aggravata dall’imposizione della tassa IMU anche per le case popolari. In questo contesto, e sui presupposti su cui nasce il nuovo piano casa presentato oggi, ci sono le condizioni affinché Aler moltiplichi gli sforzi per superare le inefficienze e garantire una migliore gestione delle case di edilizia residenziale pubblica.